Economia

Pnrr, Gentiloni: "Scommessa che potrà cambiare l'Europa, Draghi l'uomo giusto"

Pnrr, Gentiloni: "Scommessa che potrà cambiare l'Europa, Draghi l'uomo giusto"
(ansa)
Il commissario europeo agli affari economici: "Mantenere gli impegni sarà fondamentale ma anche difficile". Sul Fisco: "Tassa del 15% sarà per 100 multinazionali". La pagella europea al Pnrr: tutte A e una B sui costi
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MILANO - "Il Piano arriva al momento giusto perché non è propriamente un piano di risposta all'emergenza, ma cerca di orientare la fase di ritorno a un'economia che è già in atto. Se riusciamo ad orientare gli investimenti verso il verde e il digitale diamo un valore aggiunto straordinario". Lo ha detto il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, intervenendo in streaming a Taobuk di Taormina alla vigilia della visita della presdiente della Commissione europea in occasione della quale è atteso il via libera al Pnrr italiano.

Una valutazione, quella della Commissione, che per il documento italiano prevede tutte A, cioè il massimo voto, e una B alla voce 'Costi', come per gli altri piani approvati finora. Secondo l'Ansa, la Ue sottolinea che il piano "contribuisce ad affrontare in modo soddisfacente" le raccomandazioni specifiche della Ue. Per la Commissione il Pnrr italiano "rappresenta una risposta bilanciata e completa alla situazione economica e sociale", e "contribuisce in maniera efficace ad affrontare le sfide identificate dalle raccomandazioni". Inoltre "rafforza il potenziale di crescita, la creazione di posti di lavoro, e la resilienza economica, sociale ed istituzionale". Le misure poi "non arrecano danni" a tutti gli obiettivi ambientali della Ue e contribuiscono in modo efficace sia alla transizione energetica che a quella digitale. Avranno inoltre un "impatto duraturo" sull'Italia che è anche riuscita ad assicurare un "efficace monitoraggio" dell'attuazione del piano. Anche il meccanismo di controllo anti-frodi è giudicato efficace. Infine, tutte le misure del Pnrr sono "coerenti". In tutti questi aspetti, definiti dal regolamento del Recovery fund, all'Italia viene assegnata una A. L'unica B riguarda  la voce 'Costi', come per tutti gli altri Paesi. Nessuno è riuscito infatti a rispettare le rigide indicazioni sulla definizione dei costi delle misure, e quindi le stime si sono perlopiù basate su costi di misure simili, come nel caso del Pnrr italiano.

Tornando al parere di Gentiloni, per il commissario europeo "mantenere gli impegni" da parte dell'Italia sul Pnrr "sarà fondamentale, ma anche difficile", ma "ci sono condizioni favorevoli con un ampia maggioranza parlamentare guidata dall'uomo giusto al momento giusto, e cioè Mario Draghi".

 "Per quanto riguarda le riforme - ha aggiunto Gentiloni - indubbiamente c'è un collegamento tra il piano di Recovery e le riforme. La commissione europea ogni anno emette delle raccomandazioni ai vari Paesi per le riforme: questo non vale soltanto per l'Italia, ma per tutti gli stati. L'Italia si propone nel piano di Recovery - ha rimarcato il commissario europeo all'Economia - di intervenire in alcuni settori penso alla giustizia, la concorrenza, al settore degli appalti pubblici e della pubblica amministrazione, al fisco".

"La risposta europea alla pandemia era già cominciata immediatamente, con rapidità notevole, nel 2020 erano state prese le prime decisioni fondamentali", ha affermato ancora Gentiloni. "Queste decisioni hanno consentito agli Stati di reagire e di spendere e intervenire immediatamente, ma abbiamo avuto altre misure intermedie su altre misure economiche relative ad esempio alla Cassa Integrazione per aziende", ha detto.

"Tassa del 15% sarà per 100 multinazionali"

Il commissario è intervenuto anche in audizione al Parlamento europeo, parlando della nuova tassa globale su cui i Paesi del G7 hanno recentemente trovato una prima intesa di massima. "Siamo alla vigilia di un accordo globale senza precedenti, che ora è possibile, e potrebbe fissare regole ammodernate per la tassazione societaria internazionale per i prossimi decenni" al fine di "redistribuire profitti per circa 100 delle più grandi multinazionali, i giganti 'vincitori' di questa situazione", ha detto Gentiloni.

Il primo pilastro della proposta discussa al summit del G7 per tassare i profitti "in modo equo" introduce "un livello minimo di tassazione effettiva" per "almeno il 20%" da applicare alle aziende che hanno "un margine di profitto del 10%". Il secondo pilastro corrisponde invece a una "tassazione effettiva minima globale ad almeno il 15%", ha aggiunto il commissario.