Forum Pa, sul podio i "talenti ribelli" della Pubblica Amministrazione
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA - C'è chi chi ha messo su una campagna per la raccolta di beni di prima necessità da distribuire a chi ne ha bisogno, chi pensava di dare qualche solo qualche spiegazione contabile a una decina di colleghi e si è ritrovato un blog con oltre 10 mila pagine viste ogni giorno, chi ha promosso la digitalizzazione della propria scuola, e chi ha trovato quasi 500 mecenati per i monumenti della propria città: ci sono dipendenti pubblici creativi, motivati, in grado di trovare soluzioni per i problemi più complessi contando solo sulle proprie forze. E' alla Pubblica Amministrazione "innovativa" che saranno dedicate le ultime due giornate di Forum Pa. Domani alle 14 ci sarà Francesca Gino, docente di Business Administration presso la Harvard Business School, premiata recentemente come uno dei 40 migliori professori di economia under40 al mondo. E venerdì verranno premiati i vincitori del concorso "Rompiamo gli schemi&…
ROMA - C'è chi chi ha messo su una campagna per la raccolta di beni di prima necessità da distribuire a chi ne ha bisogno, chi pensava di dare qualche solo qualche spiegazione contabile a una decina di colleghi e si è ritrovato un blog con oltre 10 mila pagine viste ogni giorno, chi ha promosso la digitalizzazione della propria scuola, e chi ha trovato quasi 500 mecenati per i monumenti della propria città: ci sono dipendenti pubblici creativi, motivati, in grado di trovare soluzioni per i problemi più complessi contando solo sulle proprie forze. E' alla Pubblica Amministrazione "innovativa" che saranno dedicate le ultime due giornate di Forum Pa. Domani alle 14 ci sarà Francesca Gino, docente di Business Administration presso la Harvard Business School, premiata recentemente come uno dei 40 migliori professori di economia under40 al mondo. E venerdì verranno premiati i vincitori del concorso "Rompiamo gli schemi".
Due giornate per rompere il clichè del dipendente pubblico che fa il minimo indispensabile, e soprattutto che si limita a eseguire. Non è vero che la creatività emerge solo nelle aziende private, anche gli uffici pubblici possono diventare luoghi dove esprimere la curiosità e la voglia di apprendere nuove cose e di cambiare, ingredienti essenziali del "talento ribelle" che dà il titolo all'ultimo libro di Francesca Gino. "E' vero che all'interno delle organizzazioni pubbliche si tende ad aspettare che siamo gli altri a cambiare le cose per noi, ma non sempre è così. - assicura la studiosa - Anche nel pubblico ci sono persone in grado di abbracciare la ribellione costruttiva. Io ne ho trovata una per esempio proprio all'interno dell'organizzazione militare statunitense, dell'aeronautica. Un giorno è arrivato un leader che ha chiesto a tutti di studiare bene le regole, perché si innova solo attraverso le regole stabilite, e poi di proprorre qualcosa di nuovo. E ha funzionato, adesso sono in tanti a bussare alla sua porta per chiedergli come ha fatto. I veri cambiamenti vengono dal basso, non bisogna aspettarsi che vengano calati dall'alto".
Del resto il primo grande cambiamento Francesca Gino l'ha impresso alla sua vita, quando dal suo Trentino è andata negli Stati Uniti dove si è costruita una carriera e una vita, perché è anche mamma di quattro figli. Il suo inno alla creatività del resto ha solide radici italiane: "Nel mio libro cito Bruno Cucinelli, che dedica parte del suo budget proprio alla formazione di chi ha voglia di imparare qualcosa di nuovo. Massimo Bottura, che in un contesto con regole molto radicate come quello della cucina italiana ha avuto il coraggio di farsi delle domande sul perché per esempio il bollito vada necessariamente fatto in questo modo. E Adriano Olivetti, che quando gli altri parlavano in termini fordisti di come fare a rendere un lavoratore il più produttivo possibile, decise di dare due ore per la pausa pranzo, una per consumare il pranzo, e l'altra per 'mangiare cultura', metteva pure a disposizione una libreria dove i suoi dipendenti potevano trovare libri di loro interesse".
Persino in un contesto difficile come quello della Pubblica Amministrazione italiana gli innovatori non mancano, assicura Gianni Dominici, direttore di Forum Pa, e vanno incoraggiati perché altrimenti le nuove risorse, per quanto ingenti, servono a ben poco: "Alla Pa italiana oggi servono persone con la giusta motivazione e voglia di cambiare, persone dotate di creatività e in grado di adottare un "pensiero laterale", per uscire da schemi consolidati e trovare soluzioni nuove in grado di rispondere alle sfide che abbiamo di fronte oggi e dei prossimi anni. E’ inutile far entrare, attraverso i concorsi, nuove professionalità se poi li mettiamo in contesto organizzativi poco stimolanti”.
Ma intanto c'è chi già ha trovato soluzioni di grande utilità ben prima del Pnrr: tra i finalisti selezionati da Forum Pa per esempio c'è Maria Carmela Pugliese, funzionario tributario presso l’Ufficio Tributi del Comune di Martina Franca (TA), che dopo aver intervistato tutti i colleghi per capire perché l'ufficio non funzionasse e continuasse ad adottare le stesse pratiche obsolete ha elaborato il progetto “Un’Amministrazione intelligente - lavorare meglio con meno”, che ha standardizzato, programmato e calendarizzato le attività, digitalizzato i servizi, e aperto uno sportello telematico per l'assistenza al contribuente.
Oppure Simona Cortona, responsabile della comunicazione presso il Comune di Perugia, autrice della campagna di comunicazione innovativa #FannepArte, per promuovere i monumenti di Perugia da restaurare e preservare. Una campagna che ha coinvolto un numero elevato di "mecenati", 499, che hanno versato quasi due milioni, un successo, riconosciuto anche dal Mibact. C'è chi ha trovato un modo efficiente di raccogliere i beni alimentari riducendo gli sprechi e distribuendo quanto raccolto a chi ne ha bisogno, come Paolo Rellini. Chi, come Elena Stefani, Angelo Tanese, Monica Cavallini, Laura Biancato, ha scommesso sull'innovazione digitale senza aspettare il supporto del Pnrr, perché c'erano bisogni a cui far fronte subito, aggravati dalla pandemia.
Un premio per ribadire che burocrazia non significa necessariamente inefficienza e lentezza, e che comunque la formazione può anche essere frutto di una ricerca personale, anche se la formazione di gruppo, suggerisce Francesca Gino "ti fa scoprire il talento delle persone che lavorano accanto a te". Ma poi quello che conta è rimanere aperto a tutte le possibilità, non pensare che una soluzione valga per sempre: "Un pilota di aerei è diventato molto famoso nel 2009 per aver scelto di atterrare sull'Hudson. - ricorda la studiosa di Harvard - Aveva a bordo 255 passeggeri, doveva decidere in fretta, aveva 208 secondi, eppure ha continuato fino all'ultimo a considerare tutte le possibilità ed è così che è arrivato a una soluzione particolarmente ingegnosa".
C'è chi è riuscito a trovare soluzioni talmente efficaci da essere adottate anche da altre amministrazioni, e dai privati. E' il caso di Dario Ciccarelli, dirigente del Mef, che da direttore di filiale dell'Inps di Nola è riuscito a innovare i meccanismi di controllo sul terriorio in modo da far emergere situazioni illegati e di sfruttamento nel distretto tessile, coinvolgendo anche le forze dell'ordine e le aziende. Storie e vicende che dimostrano, secondo Forum Pa, che, in attesa della rivoluzione del Pnrr, negli uffici pubblici c'è già chi ha superato la logica del "faccio così perché si è sempre fatto così".