Spiegare con immagini e racconti fantastici la fredda realtà dei dati è ciò che Francesca Fiocchi progetta e realizza. Contenuti e illustrazioni danno forma alle soluzioni intangibili di intelligenza artificiale mentre le elaborazioni matematiche sviluppano algoritmi per perseguire modelli predittivi, visioni sociali e strategie produttive più efficienti e sostenibili.
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Dal 2019 Fiocchi è Art & design manager di Ammagamma, società di Modena di Data science che offre idee e competenze matematiche innovative al servizio delle imprese. “Aiutiamo le aziende ad evolvere con l’aiuto dell’intelligenza artificiale”. Nel 2020 ha fatturato tre milioni e mezzo di euro. In un convento del Quattrocento, affacciato su un giardino all’italiana, con oltre sessanta tra matematici, ingegneri, sviluppatori, filosofi e designer guidati dal fondatore Fabio Ferrari, la manager è impegnata a sviluppare la brand identity dell’azienda.
Modenese, 39 anni, Francesca Fiocchi è una designer specializzata in illustrazione e grafica. Dopo la laurea in Disegno industriale al Politecnico di Milano, ispirata da grandi maestri come Paul Rand e John Alcorn, ha seguito la strada della comunicazione visiva e editoriale. In Ammagamma approda quando si chiama ancora Energy Way. Con la prima tesi triennale sul prodotto e sull’illuminazione urbana, aveva vinto un internship, un tirocinio, a Barcellona. “Per un anno sono stata alla Santa & Cole di Barcellona, un’azienda storica che si occupa di arredo urbano, sviluppando la mia tesi ‘Mimesi, luci e ombre’. Un progetto strano e visionario che piacque. Guardavo come lavoravano i progettisti della scuola, famosa per le panchine pubbliche sparse per la città. È stata una bellissima esperienza”. Tornata a Milano per gli ultimi due anni, ha concluso il ciclo di specializzazione con un lavoro a indirizzo ‘servizi’, sul sistema di utilizzo condiviso dei veicoli pubblici da parte degli utenti, nell’ambito della mobilità sostenibile. Era il 2007.
Il lavoro della designer si focalizza su come le immagini influenzano le persone e per quali meccanismi la comunicazione visiva fa scegliere un prodotto piuttosto che un altro. È una fase formativa in crescita la sua, attraverso varie tappe: un laboratorio di comunicazione a Milano, una libreria di testi d’arte a Modena, fiere di settore, un’azienda operativa di Armani con un lavoro di managing sviluppo prodotto, una società specializzata in comunicazione. “Ho capito che questo era il mio percorso in un’agenzia di Modena. Lì ho messo in chiaro la mia attitudine alla grafica e alla sperimentazione sul design. Ho imparato che la cura dell’immagine è fondamentale per l’identità dell’azienda”.
Il nome Ammagamma, un palindromo, è nato nel novembre 2020, ispirato all’album dei Pink Floyd del 1969, ‘Ummagumma’, in cui si sperimentavano sonorità digitali, ed era un esempio di cosa vuol dire armonizzare perfettamente i suoni artificiali dei sintetizzatori con le strutture tipiche della musica classica.
“La realtà dove lavoro è una mosca bianca in Italia. Sono stata molto fortunata. Formiamo un gruppo eclettico, raccolto in una realtà super dinamica e creativa. È la particolarità di ogni persona a renderci unici. I veri artisti sono i data scientist perché hanno a che fare con tanti ambiti e non sono solo con i freddi calcoli. La soluzione tecno ‘Robotic process automation’, per citare un caso, si riferisce a tutte le tecnologie coinvolte nei processi produttivi”.
Fabio Ferrari è un matematico. Sei anni fa ha intuito che si poteva lavorare sui dati e portarli nelle aziende. “Come dice sempre, l’IA non è magìa ma matematica. Partendo dall’ambito energetico, abbiamo esteso il lavoro ai settori telco, multi utility, food, automotive, editoria e altro. Nell’agroalimentare, e posso fare l’esempio del pastificio De Matteis che produce il brand di pasta ‘Armando’, sviluppiamo algoritmi che anticipano la previsione della domanda: quale deve essere la capacità del magazzino, come migliorare la pianificazione produttiva e ottimizzare la logistica. Questo secondo i calcoli porta a aumentare l’efficienza di previsione almeno del 40 per cento”.
In tanta tecno, Fiocchi che disegna a mano, si definisce una ‘pecora nera’. “Il mio compito è raccontare per immagini la tecnologia, comprensibile con colori, evidenze e suggestioni, evocazioni artistiche, e rendere accessibile a tutti i clienti il tema dell’Intelligenza artificiale, che spaventa perché è fredda e distopica”. Nell’ufficio comunicazione sono in quattro: lei, capo della comunicazione visiva, il responsabile Luca Baraldi, storico delle religioni, che ha studiato sui libri antichi, grande conoscitore della cabala; la responsabile dei social media Jona Hasaramaj e Pietro Munari, curatore dei progetti educativi. “Siamo tutti figure ibride, insieme proviamo a creare un nuovo linguaggio, anche estetico. Cercare di disegnarlo nella maniera più vera, offrendo sempre nuove chiavi di lettura e forme originali, è il mio lavoro. La dote di un manager è saper fare delle scelte e difenderle con persone che hanno una formazione più ingegneristica e che difficilmente capiscono l’importanza dell’emozione che muove il cliente.”.
Ammagamma riesce a fondere insieme la tecnologia, l’assurdo, il filosofico e il fantastico. Il ‘Manifesto della Razionalità sensibile.it’, è stato creato per riassumere l’approccio umanistico e fantastico. “Nel discorso della corporate identity, ho progettato un bestiario dell’intelligenza artificiale, la conduco e le do forma in un mondo dove la realtà può essere distorta, oltre i confini tecnici, che porta a raffigurare, trasformare e visualizzare le tecnologie come animali. Robotic process automation quindi si può raccontare in un altro modo. Come con ‘Regina pluriarto’, ad esempio, una figura regale con tante braccia, affiancata da un racconto fantastico. Spieghiamo all’interlocutore le caratteristiche fondamentali di ogni tecnologia, accompagnate da una descrizione tecnica. È un progetto in sviluppo, ci piacerebbe redigere un testo con una funzione educativa per bambini e non, dire che dietro ai numeri ci sono persone che hanno sensibilità”.
Durante la pandemia Ammagamma è cresciuta come progetti e come numero di persone. “Il mio futuro è occuparmi di brand identity e trovare sempre nuove idee e modi per raccontare l’IA. Non basta lavorare con l’estetica e la percezione. Il pensiero dominante è rendere comprensibile e raccontabile con i laboratori di education rivolti alle scuole primarie”.
A 29 anni Francesca Fiocchi è stata sei mesi in giro per il mondo, zaino in spalla, andando a trovare amici tra Sud America e Stati Uniti. “Avevo un amico a Seattle, uno a San Francisco, uno in Messico”. I viaggi sono stati sempre la sua grande passione, specie quelli off road. Tre anni fa ha sposato Riccardo: si occupa di uffici stampa, ha un’azienda ed è allenatore di pallavolo. “Con mio marito abbiamo un fuori strada e una tenda con cui abbiamo fatto campeggi in Corsica, Sardegna, Est Europa, Spagna”. Papà medico, ex primario, la mamma professoressa di matematica, una sorella e un cognato medico anche lui. “La mia famiglia mi ha sempre insegnato che il lavoro deve essere qualcosa che appassiona e dà soddisfazione. Un’altra grande mia passione è aiutare nel tempo libero un caro amico di papà, Giancarlo, quasi un secondo padre, architetto, ingegnere e storico, grande estimatore dell’arte. Stacca gli affreschi dagli edifici che devono essere ristrutturati e li riattacca su pannelli di legno, dandogli nuova vita, un procedimento complesso di artigianato artistico. Mi ha insegnato ad amare la pittura, mi ha portato alla Biennale di Venezia, alle mostre, ha capito le mie inclinazioni”. Il cinema, la lettura, i libri d’arte che le sono di ispirazione come le mappe medioevali di viaggio di Opicino de Canistris, frate miniatore e calligrafo del 1300, grafico ante litteram, uno che aveva girato molto l’Italia perché spesso lo spostavano da un convento all’altro e disegnava percorsi e storie della sua vita. “L’arte aiuta e aiuterà sempre l’uomo a capire quanto accade anche a livello di trasformazioni scientifiche. È il modo più magico, stimolante e sovversivo per plasmare la cultura”.
Nuota in piscina e corre in montagna. “Amo il cibo, le persone migliori sono quelle che stanno volentieri a tavola. Sono del segno dei Pesci, super sensibile, emotivo. In questo mio mondo esiste la voglia di fare sempre meglio, siamo ambiziosi e competitivi in senso buono, in ambiti molto contemporanei che cambiano giorno per giorno. Con la voglia di fare squadra e di tornare insieme dopo il lockdown”.