Helbiz, non solo monopattini e motorini elettrici: l'ultima frontiera è il food delivery con cucina
di Flavio Bini , di Flavio BiniMILANO - Dai monopattini al food delivery, passando per criptovalute, diritti televisivi e motorini elettrici. Continua l'espansione di Helbiz, la società che per prima ha portato il noleggio dei monopattini elettrici in Italia, protagonista negli ultimi mesi di una raffica di operazioni che l'hanno portata ad allargare il proprio perimetro di azione. L'ultima frontiera, annunciata lunedì, è l'apertura di una nuova business unit che mette insieme cucina e food delivery: Helbiz Kitchen. Non una nuova rivale dei vari Deliveroo, JustEat & co. Il nuovo servizio offerto agli utenti Helbiz unirà sia i servizi di cucina del cibo, sia quelli di consegna a domicilio. Per capirsi, il cibo sarà preparato dentro una nuova maxi cucina da dove poi dei rider, che l'azienda ha ribattizzato "butler" (maggiordomi), partiranno consegnando i prodotti a domicilio con i motorini elettrici della propria flotta. Sei i menù previsti: …
MILANO - Dai monopattini al food delivery, passando per criptovalute, diritti televisivi e motorini elettrici. Continua l'espansione di Helbiz, la società che per prima ha portato il noleggio dei monopattini elettrici in Italia, protagonista negli ultimi mesi di una raffica di operazioni che l'hanno portata ad allargare il proprio perimetro di azione. L'ultima frontiera, annunciata lunedì, è l'apertura di una nuova business unit che mette insieme cucina e food delivery: Helbiz Kitchen. Non una nuova rivale dei vari Deliveroo, JustEat & co. Il nuovo servizio offerto agli utenti Helbiz unirà sia i servizi di cucina del cibo, sia quelli di consegna a domicilio. Per capirsi, il cibo sarà preparato dentro una nuova maxi cucina da dove poi dei rider, che l'azienda ha ribattizzato "butler" (maggiordomi), partiranno consegnando i prodotti a domicilio con i motorini elettrici della propria flotta. Sei i menù previsti: pizza, hamburger, insalata, poke, sushi e gelato.
L'ingresso nei diritti tv
Nata nel 2017 e diventata la prima società a portare i monopattini elettrici in Italia, lo scorso mese Helbiz ha sorpreso gli addetti ai lavori entrando da outsider nel campo dei diritti televisivi, rilevando i diritti OTT sulle piattaforme digitali per le partite della serie B per i prossimi tre anni, diventando anche distributore esclusivo all'estero delle 390 partite B. Una mossa accompagnata dalla nascita di una nuova divisione, Helbiz Media, guidata da Matteo Mammì, manager con una lunga esperienza in Sky, dove è stato responsabile dei diritti sportivi.
Le acquisizioni e la corsa verso il Nasdaq
Soltanto qualche mese prima, nella galassia di Helbiz era entrata MiMoto, startup di scooter sharing nata nel 2018, la cui acquisizione è stata completata lo scorso aprile, permettendo così di integrare due diversi sistemi di mobilità molto diffusi oggi nelle città: motorini e monopattine elettrici. Appena qualche mese prima ad essere acquistata era stata Skip, prima azienda americana a fornire un servizio di noleggio di monopattini elettrici negli Usa. Intanto, a febbraio, l'azienda - fondata nel 2017 dal siciliano Salvatore Palella - aveva cominciato la sua cavalcata verso Wall Street, annunciando la fusione con la spac cinese Green Vision, già quotata al Nasdaq, con l'obiettivo proprio di quotarsi sul listino tecnologico della Borsa Usa.
Il flop della Ico e il caso Acireale
Una storia di impresa non priva comunque di ombre e incidenti di percorso quella di Palella. Come la Ico, l'emissione di criptovaluta, lanciata nel 2018 con cui l'azienda avrebbe raccolto circa 40 milioni di euro a fronte dell'emissione di token i cui valori si è rapidamente azzerato e che aveva portato all'apertura di una class action negli Usa. Numeri però contestati da Palella, che in una intervista a Report ha spiegato che l'azienda avrebbe raccolto "circa 700 mila euro" e che Helbiz si sarebbe occupata "del ritorno dei denari a tutti coloro che avevano acquistato i token". Non più fortunata, alcuni anni prima, era stata l'avventura nell'Acireale Calcio, di cui Palella era diventato presidente ad appena 26 anni nel 2013. Un incarico che aveva abbandonato dopo solo sei mesi, accusato da dipendenti e giocatori di non pagare gli stipendi. Un quadro smentito da Palella: "Non ho lasciato nessun buci, abbiamo sistemato tutto", ha detto l'imprenditore a Report.