Licenziamenti, cosa succede dal primo luglio
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA - Dal primo luglio il divieto di licenziamento cade per una parte delle aziende. A stabilirlo il "Decreto Sostegni-bis" (Dl 73/2021) in fase di conversione in Parlamento, modificato da un decreto ponte che il governo sta per pubblicare, e che recepisce l'accordo siglato nella notte di martedì 29 con Cgil, Cisl, Uil e alcune organizzazione imprenditoriali. Ecco cosa cambia, categoria per categoria.
Le aziende del settore tessile
Per tutte le aziende della filiera del tessile il divieto di licenziamento rimane in vigore fino al 31 ottobre. Infatti i comparti legati alla moda, dall'abbigliamento alle calzature e pelletteria, sono stati particolarmente colpiti dalla crisi innescata dalla pandemia e la mediazione raggiunta all'interno delle forze politiche al governo ha permesso di prorogare per queste aziende il blocco. Per gli stessi
Le aziende in crisi
Proroga del blocco dei licenziamenti anche per le aziende ai tavoli di crisi del Mise (una novanti…
ROMA - Dal primo luglio il divieto di licenziamento cade per una parte delle aziende. A stabilirlo il "Decreto Sostegni-bis" (Dl 73/2021) in fase di conversione in Parlamento, modificato da un decreto ponte che il governo sta per pubblicare, e che recepisce l'accordo siglato nella notte di martedì 29 con Cgil, Cisl, Uil e alcune organizzazione imprenditoriali. Ecco cosa cambia, categoria per categoria.
Le aziende del settore tessile
Per tutte le aziende della filiera del tessile il divieto di licenziamento rimane in vigore fino al 31 ottobre. Infatti i comparti legati alla moda, dall'abbigliamento alle calzature e pelletteria, sono stati particolarmente colpiti dalla crisi innescata dalla pandemia e la mediazione raggiunta all'interno delle forze politiche al governo ha permesso di prorogare per queste aziende il blocco. Per gli stessi
Le aziende in crisi
Proroga del blocco dei licenziamenti anche per le aziende ai tavoli di crisi del Mise (una novantina) per le quali il decreto "ponte" prevede la possibilità di usufruire di altre 13 settimane di Cig Covid, cioè a titolo completamente gratuito. Nel caso però in cui utilizzino la Cig, non possono neanche licenziare.
Le aziende che aderiscono a Confindustria, Confapi e Alleanza Cooperative
Tutte le altre aziende dal primo luglio possono licenziare. Il 29 giugno a Palazzo Chigi però i presidenti di Confindustria, Confapi e Alleanza Cooperative hanno sottoscritto con Cgil, Cisl e Uil, il premier Mario Draghi e il ministro del Lavoro Andrea Orlando un "avviso comune", che li impegna a utilizzare tutti gli strumenti messi a disposizione dalla legge, a cominciare dalla cassa integrazione, prima di ricorrere ai licenziamenti. Cig ordinaria, dunque, per evitare o comunque far slittare ulteriormente i licenziamenti: si tratta di un impegno e non di una norma di legge, però è di rigore almeno per le aziende che aderiscono alle confederazioni che hanno aderito all'intesa. L'accordo prevede anche l'istituzione a Palazzo Chigi di un tavolo di monitoraggio sull'evoluzione della situazione occupazionale nel Paese, e per verificare e affrontare ogni rischio di emergenze sociali.
Le aziende che chiudono per scelta o fallimento
Il divieto di licenziamento non si applica alle aziende che scelgono di chiudere definitivamente,o che sono costrette a farlo per fallimento.