L'Ivass bacchetta le compagnie: "Risparmiati 2,3 miliardi grazie al calo degli incidenti, ma ristori ai clienti per soli 800 milioni"
MILANO - Due miliardi e 300 milioni risparmati grazie ai lockdown che hanno stoppato il traffico e abbattuto gli incidenti stradali (nel complesso del 2020 si stima un calo del 30% dei sinistri), a fronte di ristori per gli assicurati (sconti al rinnovo, allungamenti delle coperture...) valutabili nel complesso poco più di 800 milioni, solo in parte già erogati. E' sulla base di questi dati che l'Ivass, nella Relazione annuale presentata dal presidente Luigi Federico Signorini, ha bacchettato le compagnie assicurative.
Nel settore Danni, infatti, in aggregato i profitti sono saliti del 45% proprio grazie alla dinamica di premi e sinistri. I primi sono scesi del 5,5 per cento, ma gi oneri legati ai pagamenti a seguito degli incidenti sono precipitati del 20%. L'Ivass ha sposato l'impostazione europea chiedendo alle compagnie di verificare se il nuovo scenario causato dal Covid abbia generato un comportamento non equo verso i consumatori. E, come già…
MILANO - Due miliardi e 300 milioni risparmati grazie ai lockdown che hanno stoppato il traffico e abbattuto gli incidenti stradali (nel complesso del 2020 si stima un calo del 30% dei sinistri), a fronte di ristori per gli assicurati (sconti al rinnovo, allungamenti delle coperture...) valutabili nel complesso poco più di 800 milioni, solo in parte già erogati. E' sulla base di questi dati che l'Ivass, nella Relazione annuale presentata dal presidente Luigi Federico Signorini, ha bacchettato le compagnie assicurative.
Nel settore Danni, infatti, in aggregato i profitti sono saliti del 45% proprio grazie alla dinamica di premi e sinistri. I primi sono scesi del 5,5 per cento, ma gi oneri legati ai pagamenti a seguito degli incidenti sono precipitati del 20%. L'Ivass ha sposato l'impostazione europea chiedendo alle compagnie di verificare se il nuovo scenario causato dal Covid abbia generato un comportamento non equo verso i consumatori. E, come già rilevato durante una audizione parlamentare dei mesi scorsi, la sperequazione tra risparmi e ristori sembra indicarlo. "Alcune compagnie hanno riconosciuto, su base volontaria, forme di ristoro ai propri assicurati; non tutte, e non tutte allo stesso modo o nella stessa misura - ha spiegato Signorini - Ora che le limitazioni alla mobilità sono quasi del tutto rientrate, i ritardatari dovrebbero riesaminare urgentemente la questione". E, rivolto ai consumatori, il presidente ha ricordato l'arma del cambio di compagnia: "I consumatori potranno intanto informarsi e valutare i comportamenti delle compagnie", ha detto.
Anche perché questa discrasia si inserisce in un mercato assicurativo che è ancora, per certi versi, acerbo. E qui sta il paradosso dei risultati delle compagnie in un anno catastrofico per definizione, quello della pandemia. "In Francia e Germania, il ritorno eccezionalmente positivo del settore auto è stato in gran parte compensato da oneri altrettanto eccezionali per sinistri relativi ad altri rischi, connessi direttamente all'andamento dell'economia; tra questi, l'interruzione dell'attività produttiva delle imprese", ha rilevato Signorini con le sue Considerazioni. "In Italia, nel complesso, la pandemia ha avuto conseguenze economicamente positive per chi, per mestiere, assicura contro i danni. Una delle cause è da ricercare nella scarsa diffusione nel nostro paese delle coperture assicurative per danni, auto esclusa". In pratica, la sotto-assicurazione ha fatto sì che emergessero i vantaggi della pandemia per le compagnie, non gli svantaggi.
Un problema che si lega a doppio filo con il livello "insoddisfacente" dell'alfabetizzazione assicurativa in Italia, emersa con la prima indagine sul tema voluta dall'Autorità. "Molte persone sembrano fraintendere concetti di base, come 'premio', 'franchigià o 'massimale'", ha rimarcato Signorini rilanciando l'impegno per i consumatori: la semplificazione è la parola d'ordine e per questo "l'Ivass rivedrà la normativa sulla modulistica precontrattuale, seguendo lo spirito e la lettera delle disposizioni europee, in modo da eliminare il superfluo e concentrarci sull'essenziale".
Tornando alla situazione dei premi auto, la Relazione indica che i prezzi hanno proseguito nella loro discesa: il premio medio del 2020 per le autovetture ammonta a 397 euro (-4% sull'anno prima). Il documento contiene anche un raffronto con i principali Paesi europei (Germania, Spagna, Francia e Regno Unito) rispetto ai quali in media l'Rc auto italiana costa 91 euro in più (dato di fine 2019). "Il maggior prezzo praticato ai consumatori italiani trova spiegazione nell'elevato costo mediodei sinistri (premio puro), superiore di 88 euro alla media degli altri paesi, e in spese di acquisizione e gestione nel complesso più elevate di 16 euro". A scorrere le tabelle Ivass, il gap è in riduzione: era di 187 euro nel 2010.
Inquadrando nel complesso lo stato di salute delle compagnie, Signorini ha parlato di un settore assicurativo che "ha vissuto un anno difficile, ma si è nel complesso mostrato resiliente alla crisi". Il crollo dei mercati a inizio pandemia poteva lasciare tracce importanti, ma la successiva ripresa - grazie alla presenza delle banche centrali e alla politica fiscale dei Paesi - ha consentito alla solvibilità delle imprese di chiudere l'anno a un livello superiore della partenza. "Dopo la significativa flessione degli indici patrimoniali causata dall'aumento dello spread, l'indicatore medio di solvibilità è tornato a crescere nel secondo semestre del 2020: a dicembre 2020 era 243%, maggiore del 235% della fine del 2019 e ampiamente superiore al requisito minimo regolamentare (100%). Nei primi mesi del 2021 il miglioramento è continuato, grazie all'ulteriore attenuazione delle tensioni finanziarie", ha spiegato la relazione.
I profitti delle assicurazioni son rimasti in linea con un RoE dell'11,6% in media, dal 12,3% del 2019. Nel settore Vita, gli utili sono calati del 20 per cento e la raccolta è diminuita di circa 4 punti percentuali. Si è accentuato lo spostamento del mercato dai prodotti più tipicamente assicurativi, le polizze del ramo I (assicurazioni sulla durata della vita umana: -9,5 per cento) mentre sono cresciuti i premi del ramo III, dove il rischio di investimento ricade sugli assicurati (polizze unit linked: +6,2 per cento). "La composizione del portafoglio Vita continua a modificarsi in favore dei prodotti più simili a quelli finanziari come fondi o gestioni", ha detto Signorini.
Alla luce dei dati finanziari, dopo il blocco suggerito dalle indicazioni europee che ha portato allo stop ai dividendi (4 miliardi congelati nel 2020, si stima), c'è spazio per tornare a remunerare gli azionisti. "Alla fine di settembre la raccomandazione europea attualmente vigente sulla restrizione dei dividendi cessa di avere effetto. A meno che la situazione economica, finanziaria e sanitaria non torni a peggiorare seriamente (una possibilità che non si può ancora escludere), non vediamo la necessità di reiterarla", ha spiegato Signorini. Per altro non è mancata una critica alla applicazione di queste disposizioni comunitarie: "L'Ivass - ha detto - ha scelto di tenere un atteggiamento prudente e fermo, in linea con gli indirizzi europei che aveva contribuito a delineare. In altri paesi dell'Unione si sono invece viste divergenze, talora serie, anche nell'approccio dei supervisori al tema; emerge ancora una volta l'importanza di un'azione più coordinata rispetto a quella prevista dall'attuale assetto istituzionale, nell'interesse dell'integrità del mercato unico e della tutela della sua stabilità complessiva".
Tra gli altri temi trattati nella relazione, la transizione digitale e la sfida del cambiamento climatico. Sul primo punto, l'Ivass ha annunciato una indagine sul ricorso agli algoritmi avanzati nel rapporto con i clienti: "La governance degli algoritmi di intelligenza artificiale deve essere presidiata. Le compagnie devono evitare il rischio di introdurre verso la clientela discriminazioni indebite, implicite ed esplicite". Quanto al rischio climatico, l'auspicio di Signorini è che "anche nel nostro paese si apra un dibattito sulla possibilità di introdurre, come altrove, forme di assicurazione obbligatoria, semi-obbligatoria o più efficacemente incentivata sui rischi legati a catastrofi naturali".