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Vino, già pronta la riscossa: più 3,5% il fatturato 2021 grazie a Cina e ripresa dei consumi

(ansa)
L'indagine Mediobanca-Sace-Ipsos conferma un settore in ripresa dopo la battuta d'arresto dell'anno della pandemia. Coldiretti stima un fatturato complessivo a fine anno superiore agli 11 miliardi. Il gruppo Cantine Riunite-Giv ai vertici per il fatturato 2020
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MILANO - Un anno in calo, il 2020, come quasi tutti i  settori. E una prospettiva di ripresa già nel 2021, soprattutto grazie all'export e alla Cina. E' questo il bilancio che l'area Studi di Mediobanca, in collaborazione con l'Ufficio studi Sace e Ipos, ha tracciato per il settore italiano di "vini e spirits". L'anno scorso i maggiori produttori di vino del paese hanno chiuso con un calo del fatturato del 4,1%, frutto di una contrazione più forte sul mercato interno (-6,3%) e più resistente all'estero (-1,9%). Ma già dal 2021 è attesa la ripresa: i big del settore si aspettano una crescita complessiva del 3,5%, che viaggia sull'ordine del +4,6% per la parte dell'export. In particolare, per il biennio 2021-2022 sarà la Cina a trainare le vendite (+6,3% all'anno) seguita da Giappone e Canada, la cui domanda salirà del 5,9%.

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MILANO - Un anno in calo, il 2020, come quasi tutti i  settori. E una prospettiva di ripresa già nel 2021, soprattutto grazie all'export e alla Cina. E' questo il bilancio che l'area Studi di Mediobanca, in collaborazione con l'Ufficio studi Sace e Ipos, ha tracciato per il settore italiano di "vini e spirits". L'anno scorso i maggiori produttori di vino del paese hanno chiuso con un calo del fatturato del 4,1%, frutto di una contrazione più forte sul mercato interno (-6,3%) e più resistente all'estero (-1,9%). Ma già dal 2021 è attesa la ripresa: i big del settore si aspettano una crescita complessiva del 3,5%, che viaggia sull'ordine del +4,6% per la parte dell'export. In particolare, per il biennio 2021-2022 sarà la Cina a trainare le vendite (+6,3% all'anno) seguita da Giappone e Canada, la cui domanda salirà del 5,9%.

A livello di singole cantine, nell'anno che si è appena concluso si conferma al primo posto per vendite il gruppo Cantine Riunite-Giv, con fatturato a 581 milioni (-4,4% sul 2019), nettamente avanti rispetto alla seconda posizione ricoperta da un'altra cooperativa, la romagnola Caviro, il cui fatturato è cresciuto del 10%, avvicinandosi ai 362 milioni. Completa il podio la veneta Casa Vinicola Botter (230 milioni, +6,4%). La ricerca, che prende in considerazione i dati di bilancio di oltre 240 aziende che generano più dell'80% dei ricavi del settore, vede altre cinque aziende con ricavi superiori a 200 milioni: la toscana Antinori, il cui fatturato 2020 pari a 215 milioni ha subìto un calo del 12,5%, la trentina Cavit (fatturato 2020 pari a 210 milioni, +9,6% sul 2019), le piemontesi Fratelli Martini (208 milioni, +1,1% sul 2019), Iwb (204 milioni, +29,7%) e la veneta Enoitalia che ha realizzato una crescita dello 0,8%, portandosi a 201 milioni. Osservando la redditività (rapporto tra risultato netto e fatturato), il 2020 vede in testa le società toscane e venete: Antinori (26%), Frescobaldi (24,5%) e Santa Margherita (24,2%).

Durante il periodo della pandemia hanno patito di più i vini frizzanti (più legati agli eventi conviviali, ai brindisi) che hanno subìto una contrazione del fatturato del 6,7% rispetto ai vini fermi (-3,5%). Tuttavia il 2021 è partito alla grande  e per esempio le bollicine italiane nel primo trimestre dell'anno hanno registrato un incremento del 37% in Russia. Tornando al 2020, il canale della grande distribuzione ha guadagnato terreno (passando dal 35,3% al 38%) a scapito del comparto Ho.re.ca (hotel e ristorazione pubblica) e di bar ed enoteche. Al contrario, anche per le bottiglie è esploso il fenomeno dell'online: +75% le vendite sui portali web di proprietà (ed è l'incremento più contenuto). Complessivamente l'export è stato pari a 7,8 miliardi di euro nel 2020, il 30% di tutte le esportazioni di alimentari e bevande. Secondo le stime della Coldiretti, il fatturato 2021 per il vino dovrebbe superare gli 11 miliardi.