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Usa, i sindacati accusano EssilorLuxottica: "Ha violato i diritti dei lavoratori in Georgia"

I dirigenti dello stabilimento Luxottica nei pressi di Atlanta, parte del gigante italo-francese, avrebbero condotto una campagna intimidatoria nei confronti dei dipendenti per convincerli a non iscriversi ad alcuna organizzazione sindacale. La replica della società: "Scelta dei lavoratori"
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NEW YORK - Comportamento antisindacale. È l'accusa, gravissima, rivolta da American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations - la più grande centrale sindacale degli Stati Uniti, formata da 55 organizzazioni - al colosso italo-francese degli occhiali EssilorLuxottica produttore di Ray-Ban. Secondo AFL-CIO i manager dello stabilimento Luxottica di McDonough, nei pressi di Atlanta, in Georgia, avrebbero infatti condotto un'aggressiva campagna intimidatoria, mirata a convincere i 2000 dipendenti locali a non unirsi a nessuna sigla sindacale. E lo avrebbero fatto con diversi mezzi, compresa una app aziendale chiamata LiveSafe, nata per informare i lavoratori sui protocolli anti Covid ma in realtà usata per minacciare gli operai sostenendo, ad esempio, che se si fossero associati a un sindacato avrebbero subito tagli allo stipendio e meno benefici. I dipendenti sarebbero stati pure costretti a partecipare a riunioni anti-sindacati e allo ste…

NEW YORK - Comportamento antisindacale. È l'accusa, gravissima, rivolta da American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations - la più grande centrale sindacale degli Stati Uniti, formata da 55 organizzazioni - al colosso italo-francese degli occhiali EssilorLuxottica produttore di Ray-Ban. Secondo AFL-CIO i manager dello stabilimento Luxottica di McDonough, nei pressi di Atlanta, in Georgia, avrebbero infatti condotto un'aggressiva campagna intimidatoria, mirata a convincere i 2000 dipendenti locali a non unirsi a nessuna sigla sindacale. E lo avrebbero fatto con diversi mezzi, compresa una app aziendale chiamata LiveSafe, nata per informare i lavoratori sui protocolli anti Covid ma in realtà usata per minacciare gli operai sostenendo, ad esempio, che se si fossero associati a un sindacato avrebbero subito tagli allo stipendio e meno benefici. I dipendenti sarebbero stati pure costretti a partecipare a riunioni anti-sindacati e allo stesso scopo avrebbe contribuito perfino il sito web, https://luxfacts.com/, dove appaiono affermazioni come: "Avere un sindacato non è né nel vostro né nel nostro interesse: comprometterebbe la vostra capacità di crescita individuale". Nulla di strano, ribattono, però i manager americani: "Sono affermazioni conformi alle leggi sul lavoro americane, pratica comune nelle aziende statunitensi". 

Ecco perché AFL-CIO, spalleggiata pure dalla Communications Workers of American (CWA) e altri due sindacati globali con sede a Ginevra, hanno dunque deciso di presentare formale ricorso agli uffici Ocse presso i governi di Stati Uniti, Italia e Francia chiedendo un intervento di mediazione, contestando al management dell'azienda proprio la violazione delle linee guida stabilite dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che tutela il diritto a iscriversi a organizzazioni sindacali.

Un'accusa diretta ai vertici di Luxottica di Milano e Parigi che non si sono preoccupati di dare ai lavoratori della Georgia gli stessi diritti dei loro colleghi europei.  

Parlando con l'agenzia di stampa Reuters, un portavoce americano dell'azienda, nega che le cose siano andate così: "Tre anni fa i nostri dipendenti di Atlanta hanno votato in massa a favore di un rapporto diretto con noi. È stata una loro scelta" ha detto. Ma a quanto pare sono stati gli stessi dipendenti dello stabilimento in Georgia ad aver contattato il sindacato per chiedere aiuto: "D'altronde" ha detto Beth Allen, portavoce della sigla Cwa "il clima negli Stati Uniti sta cambiando. Il sostegno ai sindacati cresce e pure il presidente Biden è stato chiaro sul fatto che la sua amministrazione crede che aderire ad una organizzazione sindacale è la via per ottenere salari migliori e condizioni di lavoro decenti".