Biotech, Panakès raccoglie 150 milioni per investire nelle startup italiane
di Raffaele Ricciardi , di Raffaele RicciardiMILANO - Venture capital italiano a tutto biotech. A pandemia ancora, purtroppo, in corso, la milanese Panakès Partners ha chiuso il primo giro di raccolta per il suo secondo fondo, Purple, a quota 150 milioni.
La società d'investimento, che si focalizza sul comparto delle Scienze della vita, aveva raccolto 80 milioni di euro nel 2016 che sono stati investiti per il 60% - spiega Alessio Beverina, uno dei tre fondatori con Fabrizio Landi e Diana Saraceni - in dodici startup innovative, di cui sette italiane: "Non abbiamo ancora realizzato una exit, ma le società stanno andando bene e per questo abbiamo ricevuto la fiducia degli investitori per questa seconda raccolta". Purple allarga il focus oltre il medtech per concentrarsi anche sul biotech: è attualmente, spiega la società, il più grande Fondo di venture capital italiano in fase attiva di investimento e il più importante dedicato al solo settore Life Sciences in Italia…
MILANO - Venture capital italiano a tutto biotech. A pandemia ancora, purtroppo, in corso, la milanese Panakès Partners ha chiuso il primo giro di raccolta per il suo secondo fondo, Purple, a quota 150 milioni.
La società d'investimento, che si focalizza sul comparto delle Scienze della vita, aveva raccolto 80 milioni di euro nel 2016 che sono stati investiti per il 60% - spiega Alessio Beverina, uno dei tre fondatori con Fabrizio Landi e Diana Saraceni - in dodici startup innovative, di cui sette italiane: "Non abbiamo ancora realizzato una exit, ma le società stanno andando bene e per questo abbiamo ricevuto la fiducia degli investitori per questa seconda raccolta". Purple allarga il focus oltre il medtech per concentrarsi anche sul biotech: è attualmente, spiega la società, il più grande Fondo di venture capital italiano in fase attiva di investimento e il più importante dedicato al solo settore Life Sciences in Italia, con un focus di investimento in Italia ed Europa, ma non solo: guarda anche a Regno Unito, Svizzera, Israele e Stati Uniti.
Ai vecchi investitori si sono aggiunti nuovi nomi, molti dei quali fanno capo a famiglie che hanno uno spiccato interesse industriale per le Scienze della vita. I due anchor investors sono il Fei - Fondo europeo per gli investimenti che fa parte della Bei - e il Fondo di Fondi FoF VenturItaly di Cdp Venture Capital Sgr. Oltre a questi anchor investors hanno contribuito diverse fondazioni bancarie e fondi pensione italiani, oltre a numerose aziende e family office italiani del settore, tra cui Menarini, famiglia Cogliati (Gruppo Elemaster), famiglia Colombo (Gruppo SAPIO), famiglia Rovati (Rottapharm Biotech), famiglia Petrone (Gruppo Petrone), famiglia Re (Gruppo Digitec), famiglia Bassani (Gruppo Movi), e altre.
L'operazione di Panakès arriva in una fase di forte accelerazione per il Venture capital italiano, inquadrato dal report presentato ieri da Innocenzo Cipolletta (presidente Aifi), Anna Gervasoni (Luic - Università Cattaneo) e Maurizio Montagnese (presidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center). Nei primi sei mesi dell'anno, infatti, le operazioni sono salite a quota 112 (+49%) per un ammontare investito nelle startup italiane che sfiora i 400 milioni di euro (erano 216 milioni nel I semestre 2020). Nello stesso modo, cresce anche l'ammontare investito in realtà estere fondate da imprenditori italiani che passa da 21 milioni a 379 milioni di euro e da 6 a 12 operazioni. Sommando queste due componenti, il totale complessivo si attesta a 778 milioni (erano 237 nel primo semestre 2020).
La pandemia ha accelerato l'interesse per il biotech. "Abbiamo avviato la raccolta di fondi la scorsa estate, quando ci trovavamo già nel pieno della crisi del Covid", ricorda Beverina. "Il lato positivo della pandemia è che l'utilizzo della diagnostica, la campagna vaccinale e via dicendo hanno messo in evidenza un forte bisogno di investimento in questo settore e anche investitori, che non erano precedentemente attratti dalle Scienze della vita, sono diventati molto più sensibili". Quanto all'allargamento del raggio d'azione al biotech, non è frutto diretto dell'emergenza sanitaria "ma di una riflessione che avevamo avviato già in precedenza: in Italia ci sono opportunità sotto-finanziate e pochi player". Questi stanno crescendo - basta citare Genextra, Indaco o Claris Ventures oltre alla rifocalizzazione di Enea Tech - "ma siamo convinti che sul mercato italiano ci siano più opportunità d'investimento che operatori - dice Beverina - In Francia ci sono 25 fondi dedicati al biotech, nel Regno Unito sono più di trenta. Qui siamo solo quattro o cinque, quindi ogni operatore è benvenuto".
Purple si concentrerà su operazioni di Serie A, principalmente in Italia ma non solo: tagli d'investimento tra i sei e i dieci milioni. "Solo nei primi sei mesi abbiamo analizzato quasi 500 casi di potenziali investimenti, quando solitamente arriviamo a quota 700 in un anno intero", rimarca ancora il co-fondatore a testimonianza del dinamismo del momento. "Allargandoci al settore biotech, contiamo di contribuire alla crescita di realtà attive nello sviluppo di nuovi farmaci, di molecole terapeutiche e di nuove terapie e vaccini", aggiunge il presidente Fabrizio Landi.
Panakès, che ha previsto di allargare il team di professionisti e l'Advisory board per seguire meglio il biotech, ha incassato dunque il supporto degli istituzionali: "L'ingresso in Panakès Purple Fund rappresenta una ulteriore iniezione di fiducia nel gestore Panakès, di cui il Gruppo Cdp ha contribuito a supportare la nascita alcuni anni fa e che ha dimostrato una solida credibilità internazionale", il commento dell'ad di Cdp Venture Capital Sgr, Enrico Resmini. "Oggi siamo lieti come CDP Venture Capital di investire nuovamente in questo secondo fondo che estende la propria attività anche al settore del biotech, in cui la garanzia di capitali è fondamentale per il finanziamento alla ricerca e alla progettualità di lungo termine". Alain Godard, ad del Fei, ha aggiunto:"Con l'estensione agli investimenti in biotech e l'allargamento del team, Panakès potrà ulteriormente supportare le aziende europee delle scienze della vita, in particolare quelle italiane, fortemente sotto servite in termini di finanziamenti in Venture Capital. Siamo lieti di poter utilizzare sia il mandato InnovFin della Commissione Europea che il sostegno diretto degli Stati Membri dell'UE nell'ambito del Fondo Europeo di Garanzia per supportare ulteriormente questo segmento di mercato".