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Generali raddoppia l'utile, il mercato chiede al cda la lista per il rinnovo

(ansa)
I consiglieri indipendenti spingono la riforma della governance: verrà discussa da settembre
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MILANO - Generali si presenta al giro di boa della semestrale con il vento in poppa e utili doppi rispetto al 2020, pronta a realizzare tutti gli obiettivi del piano industriale 2019-2021, a dispetto della pandemia. Con profitti pari a 1,5 miliardi e superiori alle attese, dove il solo dato sotto le stime è quello del solvency (pure salito al 231%), l'unico nodo da sciogliere è ancora quello della governance, rinviato al prossimo 27 settembre.

In proposito i consiglieri indipendenti di Generali hanno scritto una lettera, che poi è stata letta lunedì durante il cda riunito per i conti, chiedendo a tutti gli azionisti di portare avanti la riforma della governance approvata dall'assemblea, che prevede che - per la prima volta nella lunga storia del Leone - sia il cda uscente a presentare una lista per il rinnovo del board che scadrà a primavera.

Il cda che ha approvato i risultati ha infatti dato il via libera al cantiere della governance, che…

MILANO - Generali si presenta al giro di boa della semestrale con il vento in poppa e utili doppi rispetto al 2020, pronta a realizzare tutti gli obiettivi del piano industriale 2019-2021, a dispetto della pandemia. Con profitti pari a 1,5 miliardi e superiori alle attese, dove il solo dato sotto le stime è quello del solvency (pure salito al 231%), l'unico nodo da sciogliere è ancora quello della governance, rinviato al prossimo 27 settembre.

In proposito i consiglieri indipendenti di Generali hanno scritto una lettera, che poi è stata letta lunedì durante il cda riunito per i conti, chiedendo a tutti gli azionisti di portare avanti la riforma della governance approvata dall'assemblea, che prevede che - per la prima volta nella lunga storia del Leone - sia il cda uscente a presentare una lista per il rinnovo del board che scadrà a primavera.

Il cda che ha approvato i risultati ha infatti dato il via libera al cantiere della governance, che si discuterà in un comitato a inizio settembre e poi nel consiglio del 27. Va detto che tutti gli azionisti, compresi quelli più critici, hanno supportato la modifica a favore della lista del management, tuttavia secondo alcuni osservatori il fatto che in primavera si voterà una lista promossa dalle Generali non equivale a un rinnovo in automatico dell'attuale assetto di vertice, dove Gabriele Galateri è presidente e Philippe Donnet ad dal 2016.

Ad esempio in Unicredit meno di un anno fa sono cambiati prima il presidente e poi l'ad, giusto pochi mesi prima della lista del management per il rinnovo. Fatto sta che "i risultati eccellenti" di cui ieri Donnet ha detto di essere orgoglioso, sono stati salutati con freddezza dal mercato (-1,16% ieri). "Non lavoriamo per un giorno, ma per una crescita solida di lungo periodo - ha detto Donnet - abbiamo raggiunto una delle migliori performance sia sotto il profilo del rendimento dell'azione sia sul ritorno sull'investimento con i dividendi".

Gli analisti di Berenberg fanno notare che con Donnet l'indice di solvibilità è salito da 194 a 231%, una forza che potrebbe permettere al Leone di fare grandi acquisizioni. "Ci piacciono le acquisizioni di taglia media come quelle fatte in Belgio e in Malesia - ha detto Donnet - perché abbiamo dimostrato di saper creare valore, espandendo e integrando le nuove realtà".

È il caso anche di Cattolica, che ha contribuito per 32 milioni ai risultati semestrali del Leone, e il cui processo di Opa va avanti secondo i piani, anche se il prezzo di Borsa pare indicare che il mercato spera in un rilancio. Tra le tante acquisizioni di taglia media fatte dal Leone e dalla controllata Banca Generali non ci sarà quella della rete di promotori di Finanza & Futuro, per cui Deutsche Bank avrebbe appena dato un'esclusiva alla Zurich di Mario Greco.

Ma ieri Donnet ha rassicurato gli investitori sul fatto che ci sono tanti dossier sul tavolo e ancora cinque mesi per completare il piano. Un analista estero chiede a Donnet se ha paura di fare un buyback con il capitale in eccesso, perché aderirebbero solo alcuni e non altri soci, ma l'ad di Generali si smarca da tutte le domande maliziose su alcuni dei suoi azionisti, invitando tutti alla presentazione del piano il 15 dicembre.