Reddito universale, dall'helicopter money all'esperimento finlandese: il miraggio dei soldi per tutti e all'infinito
di Flavio Bini , di Flavio BiniMILANO - Soldi per tutti, all'infinito. L'ultima proposta lanciata da Beppe Grillo sul proprio sito va persino oltre il sogno del reddito universale accarezzato per anni dal fondatore del Movimento 5 Stelle. Progetto poi - con l'avvento al governo dei pentastellati- trasformato in un più ragionevole reddito di cittadinanza, un sussidio destinato alla fasce più deboli della popolazione. Questa volta la proposta è doppia: non solo un contributo universale, quindi concesso indifferentemente a ricchi e poveri, ma finanziato non con la fiscalità generale, le tasse, ma direttamente per via monetaria. Quello che più semplicisticamente viene definito "stampare moneta".
Il mito dell'helicopter money
Così come concepita da Beppe Grillo, la proposta non ha eguali nella storia. Sicuramente non in Europa, dove le emissioni di moneta sono regolate dalla Banca Centrale Europea, che per statuto non può finanziare …
MILANO - Soldi per tutti, all'infinito. L'ultima proposta lanciata da Beppe Grillo sul proprio sito va persino oltre il sogno del reddito universale accarezzato per anni dal fondatore del Movimento 5 Stelle. Progetto poi - con l'avvento al governo dei pentastellati- trasformato in un più ragionevole reddito di cittadinanza, un sussidio destinato alla fasce più deboli della popolazione. Questa volta la proposta è doppia: non solo un contributo universale, quindi concesso indifferentemente a ricchi e poveri, ma finanziato non con la fiscalità generale, le tasse, ma direttamente per via monetaria. Quello che più semplicisticamente viene definito "stampare moneta".
Il mito dell'helicopter money
Così come concepita da Beppe Grillo, la proposta non ha eguali nella storia. Sicuramente non in Europa, dove le emissioni di moneta sono regolate dalla Banca Centrale Europea, che per statuto non può finanziare direttamente gli stati. Più come provocazione che come ipotesi concreta, negli anni passati, tra le armi che la Bce avrebbe potuto mettere in campo per dare una scossa all'asfittica economia europea si era parlato di Helicopter money, cioè la possibilità di creare moneta distribuendola ai cittadini, direttamente o indirettamente attraverso gli stati. Niente che sia mai stato realizzato da nessuna grande banca centrale del mondo e soprattutto niente che sia previsto dalle regole istitutive della Bce.
Il flop dell'esperimento finlandese
Anche l'idea di un reddito per tutti, senza distinzioni tra ricchi e poveri, ha però per ora trovato pochissime applicazioni. Il test più recente si è svolto in Finlandia nel 2017. Il governo di Helsinki ha pagato 560 euro per due anni a duemila persone senza lavoro scelte a caso tra gli oltre 200 mila disoccupati del Paese. E ha continuato a farlo nel corso del tempo anche se nel corso del biennio avessero o meno trovato lavoro. L'obiettivo della sperimentazione era chiaro: osservare il comportamento dei percettori del sussidio di fronte a potenziali offerte di lavoro.
Il rischio dei sussidi contro la povertà è che disincentivino le persone nella ricerca di un impiego, un reddito concesso in maniera indistinta avrebbe quindi superato questo ostacolo, contribuendo potenzialmente alla crescita dell'occupazione. Al termine dei due anni i risultati si sono rivelati poco incoraggianti: il contributo ha reso i percettori più felici, migliorandone il benessere e la salute mentale, ma non li ha aiutati nella ricerca del lavoro.
Il test tedesco: 1200 euro per tre anni
Un altro esperimento, su scala molto più contenuta, è stato avviato in Germania lo scorso anno con un test su 1500 persone. A 122 di questi per tre anni è stato concesso un sussidio da 1200 euro al mese, senza vincoli di reddito o di spesa, ad altri 1378 no studiando nel corso del triennio il comportamento dei percettori del reddito rispetto al gruppo di controllo, cioè di chi non incasserà i soldi. Anche in questo caso lo studio è volto a verificare come beneficiare di un reddito stabile e fisso indipendentemente dal proprio lavoro possa cambiare le proprie abitudini di vita o professionali. In estrema sintesi, verificare se il reddito garantito porti a "impigrire" i percettori, portandoli ad accontentarsi di quello che hanno, o se invece non doversi più preoccupare della propria sopravvivenza contribuisca positivamente al proprio benessere spingendo sé stessi verso lavori migliori. "Gli oppositori sostengono che con un reddito fisso le persone smetterebbero di lavorare passando il tempo sul divano a guardare video in streaming e mangiando fast food. I sostenitori invece ritengono che in questo modo le persone continueranno svolgere un lavoro appagante, diventando più creative e attenti al prossimo", ha spiegato Jürgen Schupp, professore di sociologia alla Free University di Berlino e uno dei responsabili dello studi.
I grandi sponsor del reddito universale: i super miliardari
Sperimentazioni a parte, alcuni tra i più grandi sostenitori del reddito universale caldeggiato da Grillo sono oggi anche gli uomini più ricchi del pianeta. A favore del reddito universale si sono espressi il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, posizione numero cinque nella classifica dei miliardari stilata da Bloomberg, e il co-fondatore di Tesla Elon Musk, numero due in classifica. "Ci sono buone possibilità che alla fine arriveremo a un reddito universale garantito, proprio a causa dell'automazione", ha spiegato Musk nel novembre 2016 in una ibtervista alla Cnbc, aggiungendo che "sarà un tema su cui discuteremo nei prossimi 10 o 20 anni" e che così "le persone avranno più tempo per fare altre cose, cose più complesse e interessanti".