La cripto-rapina più pazza del mondo: gli hacker restituiscono 342 milioni di dollari
di Flavio Bini , di Flavio BiniMILANO - Chissà cosa avrebbe pensato un bandito del secolo scorso di fronte alla storia del maxi furto dei giorni scorsi a Poly Network. Una delle più grandi rapine della storia della storia della finanza: 610 milioni di dollari in criptovalute sottratti da uno o più hacker, restituiti spontaneamente per metà alcuni giorni dopo l'operazione. Con la metà rimanente rimasta in una sorta di cassaforte virtuale che può essere aperta soltanto da due codici, uno in mano a Poly Network, l'altro in mano agli hacker. Se non la rapina più grande del mondo, sicuramente la più pazza.
Serve riavvolgere il nastro di qualche giorno per ripercorrere tutti gli eventi. Martedì la piattaforma di finanza decentralizzata Poly Network, annuncia di avere subito un furto di 610 milioni di dollari di asset digitali. Numeri da record nel mondo cripto ma anche per i furti più tradizionali. Responsabili dell'attacco uno o più…
MILANO - Chissà cosa avrebbe pensato un bandito del secolo scorso di fronte alla storia del maxi furto dei giorni scorsi a Poly Network. Una delle più grandi rapine della storia della storia della finanza: 610 milioni di dollari in criptovalute sottratti da uno o più hacker, restituiti spontaneamente per metà alcuni giorni dopo l'operazione. Con la metà rimanente rimasta in una sorta di cassaforte virtuale che può essere aperta soltanto da due codici, uno in mano a Poly Network, l'altro in mano agli hacker. Se non la rapina più grande del mondo, sicuramente la più pazza.
Serve riavvolgere il nastro di qualche giorno per ripercorrere tutti gli eventi. Martedì la piattaforma di finanza decentralizzata Poly Network, annuncia di avere subito un furto di 610 milioni di dollari di asset digitali. Numeri da record nel mondo cripto ma anche per i furti più tradizionali. Responsabili dell'attacco uno o più hacker che inizialmente non rivendicano l'attacco. A stretto giro è la stessa Poly Network a rivolgersi agli autori del furto con un singolare appello alla restituzione dei soldi: "Cari hacker - questo il messaggio in sintesi - vi invitiamo a restituire il denaro perché le forze dell'ordine di ogni Paese tratteranno questo caso come un grosso crimine economico. Parlate con noi e troveremo una soluzione".
La fuga virtuale dei rapinatori dura molto poco. A meno di 24 ore dall'illecito l'azienda di sicurezza SlowMist fa sapere di avere recuperato mail, Id e indirizzi Ip degli autori dell'attacco. Intanto Poly Network aveva già chiesto ai grandi exchange di criptovalute di bloccare le operazioni riconducibili ai fondi rubati. Un po' come, nel vecchio mondo delle rapine tradizionali, segnare le banconote rubate.
Il giorno successivo all'attacco, spontaneamante, l'hacker o il gruppo di hacker responsabili restituisce a Poly Network 342 milioni di dollari. In alcuni messaggi attribuiti al responsabile, e accompagnati alle transazioni di restituzione del denaro, l'autore spiega di avere agito "per divertimento" e di "non essere interessato al denaro". Ma non finisce qui. Un'altra grossa fetta dei fondi viene sì restituita, ma per accedere all'account e sbloccare le risorse sono necessarie due chiavi: una in mano a Poly Network, l'altra all'hacker stesso. A comunicarlo è la piattaforma su Twitter, spiegando che "circa 238 milioni di dollari sono stati trasferiti ad un portafoglio digitale" ma che Poly Network resta "in attesa che Mr White fornisca le chiavi di autenticazione".
Si arriva quindi alla situazione attuale: le risorse sottratte sono tornate indietro, ma non sono ancora tutte immediatamente accessibili. E a nulla è valso nemmeno neanche l'offerta che la piattaforma avrebbe rivolto all'hacker responsabile: mezzo milione di dollari e la garanzia di non essere perseguito per il crimine commesso. Offerta, per il momento, rispedita al mittente.