Economia

Le Borse di oggi, 16 agosto 2021. La Cina rallenta, frenano industria e consumi. Mercati Ue in rosso, Milano -0,8%

(afp)
Cala il petrolio. Investitori preoccupati anche per le tensioni geopolitiche e la variante Delta che minaccia la ripresa. Il Pil del Giappone sale dell'1,3% nel trimestre nonostante lo stato di emergenza. Ma il governo studia un prolungamento dell'emergenza e Tokyo perde l'1,6%. Il Wsj: vicino accordo Fed per avviare tapering
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MILANO - La crisi geopolitica culminata con la presa di Kabul da parte dei talebani e le preoccupazioni per la diffusione della variante Delta del Covid fanno partire la settimana dei mercati finanziari internazionali col freno tirato, dopo le buone performance delle ultime sedute. La giornata degli scambi europei si tinge di rosso, così come si muovono in calo gli indici di Wall Street, reduci da record a raffica. Pesano sugli scambi anche le indicazioni di rallentamento dell'economia cinese emerse dai dati macroeconomici della mattinata: positivi ma sotto le aspettative.

Nel Vecchio continente, i mercati si confermano in ribasso alla chiusura: Milano scivola dello 0,76%, ritracciando dai massimi dal settembre 2008. Francoforte cede lo 0,43%, Londra lo 0,88% e Parigi perde lo 0,83%. A cedere sono soprattutto i titoli del comparto energetico, appesantiti dai nuovi cali del petrolio. In luce, a Piazza Affari, resta Atlantia che per la terza seduta consecutiva beneficia dei dati in ripresa sul traffico negli aeroporti e sulle autostrade. Bene intonata anche Faurecia sulla Borsa di Parigi: ha annunciato l'acquisizone della tedesca Hella per una valutazione di 6,7 miliardi. Negativa Wall Street: alla chiusura degli scambi in Europa, il Dow Jones lima lo 0,2% e lo S&P500 lo 0,5%, mentre il Nasdaq fa peggio a -0,85%.

A pesare sull'umore degli investitori ci hanno pensato i dati macroeconomici provenienti dalla Cina, che indicano sì una ripresa in atto ma a un ritmo in rallentamento e deludente rispetto alle attese degli analisti. La stessa Pechino definisce "instabile e irregolare" la ripresa, come segnalano gli ultimi indicatori. Le vendite al dettaglio e la produzione industriale rallentano a luglio con le restrizioni legate al Covid-19: secondo l'Ufficio nazionale di statistica, sono cresciute, rispettivamente, dell'8,5% annuo (+12,1% a giugno e +11,5% le attese degli analisti) e del 6,4% (+8,3% nel mese precedente e +7,8% stimato dai mercati). "Dato l'impatto combinato di sporadici focolai di Covid-19 e disastri naturali in alcune regioni, la ripresa economica è ancora instabile e irregolare", ha commentato il portavoce dell'Ufficio di Statistica, Fu Linghui. La disoccupazione è salita al 5,1% dal 5% di giugno. "I dati di luglio", ha detto Raymond Yeung, chief economist per l'area cinese di Australia & New Zealand Banking Group Ltd, a Bloomberg, "mostrano che l'economia sta perdendo spinta molto rapidamente. La risalita della variante Delta aggiunge rischi aggiuntivi all'attività economica in agosto". Per altro, Ningbo-Zhoushan - il terzo porto al mondo per i container - resta parzialmente chiuso per il sesto giorno di fila lanciando lunghe ombre sulla tenuta logistica degli scambi internazionali già duramente messi alla prova dalla crisi del Covid e dalla successiva ripartenza.

Anche dagli Stati Uniti arriva un segnale di rallentamento dell'attività economica, con l'indice Empire sull'attività manifatturiera nella regione di New York che rallenta fortemente ad agosto. L'indice, calcolato dalla Fed, cala di 25 punti da 43 a 18,3 punti. Gli analisti si aspettavano una discesa più soft a quota 26 punti.

In mattinata, anche le Piazze asiatiche si sono mosse sullo spartito della debolezza. Tokyo ha chiuso in calo dell'1,6% nonostante il Pil del Giappone abbia dato segnali di forza: nonostante la pandemia in aumento e il ridimensionamento dei consumi, nel trimestre aprile-giugno l'economia nipponica ha registrato un aumento dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti e dell'1,3% su base tendenziale. A sostenere la ripresa della terza economia mondiale è stata una accelerazione delle esportazioni, per il quarto trimestre consecutivo: +2,9%. Nonostante la campagna d'immunizzazione il Paese sta registrando circa 20 mila infezioni da Covid giornaliere e le autorità sanitarie hanno allo studio una proroga dello stato di emergenza oltre il termine del 31 agosto: secondo le indiscrezioni di stampa, l'emergenza che riguarda l'area di Tokyo e altre cinque prefetture potrebbe esser rafforzata e portata alla metà di settembre, un paio di settimane oltre l'orizzonte attuale. Contrastati i listini cinesi, con Shanghai che tiene in positivo (+0,03% finale) mentre Shenzhen termina in ribasso dello 0,71%. Hong Kong cede lo 0,8% finale.

Gli operatori dei mercati tengono d'occhio, in settimana, le ultime minute della Fed e una uscita pubblica di Jerome Powell, il governatore americano, per avere maggiori dettagli sulla possibile chiusura del programma d'acquisti di titoli che vale 120 miliardi al mese. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, i funzionari della Federal Reserve sarebbero vicini a un accordo per avviare il cosiddetto 'tapering': il progressivo ritiro del programma di acquisti di asset, soprattutto titoli di Stato, sul mercato per stabilizzare l'economia. Alcuni membri, rivela il quotidiano finanziario, facendo pressione per concludere il programma di acquisto titoli entro la metà del 2022.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è stabile nel giorno in cui Bankitalia segnala il nuovo record del debito pubblico. Il differenziale di rendimento apre la settimana poco sopra 100 punti base, con rendimento del decennale italiano stabile allo 0,55%.

La frenata cinese, intanto, si fa sentire sulle materie prime con il petrolio che si muove in calo temendo un rallentamento della crescita del secondo consumatore mondiale di greggio. Nel pomeriggio il barile arriva a perdere oltre il 3%: a New York il Light crude arretra del 2,88% a 66,52 dollari e il Brent del 2,5% a 68,88 dollari.

Tra le valute si registra un avvio di settimana rialzista per l'euro, che si rafforza sia sul dollaro che sulla sterlina. Dopo essere scesa ai minimi degli ultimi quattro mesi contro la valuta statunitense, la moneta unica stamattina tratta a quota 1.1790 (+0,17%). Netto recupero anche sulla sterlina, con l'euro che recupera quota 0,8513 (+0,35%), e sullo yen. Nel fine settimana, le criptovalute hanno riguadagnato la soglia dei 2mila miliardi di dollari di capitalizzazione complessiva, sulla spinta di Bitcoin (oltre 48mila dollari, è tornato ai massimi di metà maggio) ma anche Cardano, XRP e Dogecoing.