✕

Dall'anti-Starbucks all'impero dei noodles: l'imprenditore cinese Charles Lu ci riprova dopo lo scandalo dei bilanci gonfiati

L'industriale ha lanciato catene a raffica. Prima le auto a noleggio Car. Poi la Luckin Coffee, che è arrivata a sfiorare 5mila negozi prima di finire sull'orlo del fallimento: espulsa dal Nasdaq per conti truccati. Ora ci riprova con un business che nel Paese asiatico tira tantissimo
1 minuti di lettura

PECHINO - Dalla tazzina alla scodella. Passando per uno dei più grossi scandali finanziari degli ultimi anni. Charles Lu, l'ex imperatore del caffè della Luckin Coffee, dopo aver mandato sull'orlo del fallimento quella che qui in Cina è considerata l'anti-Starbucks, si rimette sul mercato: e punta tutto sui noodles.

Sebbene Lu non abbia nessuna esperienza nella ristorazione, c'è da dire che questo imprenditore ha un talento innegabile: aprire negozi alla velocità della luce. Come presidente della Car (China Auto Rental), in pochi anni ha portato a 3mila i negozi della compagnia di noleggio auto in tutto il Paese. Alla Luckin, nel primo anno al comando, ne ha aperti 2mila. Più che raddoppiati l'anno successivo, arrivando ad un totale di 4.910. Ora, con la nuova catena, Qu Xiaomian, l'obiettivo che si è dato è arrivare a 500 ristoranti ai quattro angoli del Dragone.

Il primo locale è stato inaugura…

PECHINO - Dalla tazzina alla scodella. Passando per uno dei più grossi scandali finanziari degli ultimi anni. Charles Lu, l'ex imperatore del caffè della Luckin Coffee, dopo aver mandato sull'orlo del fallimento quella che qui in Cina è considerata l'anti-Starbucks, si rimette sul mercato: e punta tutto sui noodles.

Sebbene Lu non abbia nessuna esperienza nella ristorazione, c'è da dire che questo imprenditore ha un talento innegabile: aprire negozi alla velocità della luce. Come presidente della Car (China Auto Rental), in pochi anni ha portato a 3mila i negozi della compagnia di noleggio auto in tutto il Paese. Alla Luckin, nel primo anno al comando, ne ha aperti 2mila. Più che raddoppiati l'anno successivo, arrivando ad un totale di 4.910. Ora, con la nuova catena, Qu Xiaomian, l'obiettivo che si è dato è arrivare a 500 ristoranti ai quattro angoli del Dragone.

Il primo locale è stato inaugurato la settimana scorsa a Chongqing, patria appunto degli Xiaomian, i noodle preparati in una versione più piccante. E qualche giorno fa la nuova impresa di Lu è sbarcata pure a Pechino.

A fare notizia, lo scorso anno, fu però un'altra delle sue abilità: quella di dare un'aggiustatina ai bilanci. La Luckin fu costretta ad ammettere di aver gonfiato i ricavi del 2019 di ben 340 milioni di dollari. Il gigante del caffè venne sbattuto fuori dal Nasdaq. Stessa sorte toccò a Lu, messo alla porta dalla compagnia. A dicembre l'azienda venne condannata a pagare 180 milioni di dollari. A risanare le casse ci hanno dovuto pensare due investitori - Centurium e Joy Capital - che ad aprile di quest'anno hanno immesso liquidità per 250 milioni di dollari.

Nonostante dopo lo scandalo sia precipitato in fondo alla classifica dei miliardari cinesi - passando dal 194esimo posto alla posizione numero 908, secondo la classifica di Forbes - il buon fiuto di Lu per gli affari sembra comunque funzionare ancora. Il business dei noodle va fortissimo al momento in Cina: nella prima metà dell'anno una dozzina di società nel settore hanno già raccolto da vari investitori 1,3 miliardi di yuan (170 milioni di euro).

Per mettere in piedi la nuova impresa, Lu ha imbarcato tutti i suoi vecchi compari della Luckin: dall'ex amministratrice delegata Jenny Qian agli ex vicepresidenti Li Jun e Zhou Bin. Andando a pure a reclutare personale anche nella società di autonoleggio, la Car, di cui è stato presidente.

Dalla tazzina di caffè alla scodella di nooodles. Sperando di non passare per un altro fallimento.