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Aramco mette in vendita i suoi gasdotti per 15 miliardi: Snam interessata al dossier

Il colosso controllato dal governo dell'Arabia Saudita apre la selezione per la cessione del 49% dell'infrastruttura. In aprile aveva chiuso una identica operazione con la rete degli oleodotti
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ROMA - I grandi produttori di gas e petrolio del Golfo si aprono sempre di più agli investimenti stranieri. Dopo aver messo in vendita il 49% dei suoi oleodotti, il gruppo saudita Aramco apre ora alla cessione di una parte dei suoi gasdotti. Secondo una anticipazione di Reuters, confermata da fonti finanziarie, nelle prossime settimane verrà aperto il dossier per la ricerca di uno o più soci di minoranza, affidato alle banche d’affari JpMorgan e Goldman Sachs. Tra i gruppi interessati c’è l’italiana Snam, già presente nell’area con investimenti in Kuwait e negli Emirati Arabi, oltre che in Israele.

Ma andiamo con ordine. Il regno saudita ha avviato da tempo una campagna alla ricerca di investimenti per sostenere il programma Vision 2030, che ha tra i suoi punti principali la transizione energetica verso l’utilizzo di idrogeno e fonti rinnovabili. Programma ambizioso che va però finanziato, anche “valorizzan…

ROMA - I grandi produttori di gas e petrolio del Golfo si aprono sempre di più agli investimenti stranieri. Dopo aver messo in vendita il 49% dei suoi oleodotti, il gruppo saudita Aramco apre ora alla cessione di una parte dei suoi gasdotti. Secondo una anticipazione di Reuters, confermata da fonti finanziarie, nelle prossime settimane verrà aperto il dossier per la ricerca di uno o più soci di minoranza, affidato alle banche d’affari JpMorgan e Goldman Sachs. Tra i gruppi interessati c’è l’italiana Snam, già presente nell’area con investimenti in Kuwait e negli Emirati Arabi, oltre che in Israele.

Ma andiamo con ordine. Il regno saudita ha avviato da tempo una campagna alla ricerca di investimenti per sostenere il programma Vision 2030, che ha tra i suoi punti principali la transizione energetica verso l’utilizzo di idrogeno e fonti rinnovabili. Programma ambizioso che va però finanziato, anche “valorizzando” gli asset infrastrutturali. Ecco perché Aramco, società di stato e leader mondiale della produzione di idrocarburi, nell’aprile scorso ha ceduto per 10,5 miliardi di euro il 49% dei suoi oleodotti al fondo americano, Eig Global Energy.

Ora, si replica con i gasdotti: anche in questo caso Aramco potrebbe cedere fino al 49% della società che gestisce la rete in tutta l’Arabia Saudita. L’operazione potrebbe rendere anche di più, visto che si parte da una valutazione di 15-16 miliardi di euro.

Tra le aziende che con tutta probabilità parteciperanno alla fase di selezione c’è Snam, società a controllo pubblico che ha come primo socio Cassa Depositi Prestiti. Snam gestisce la rete di gasdotti in Italia e negli anni ha acquisito infrastrutture in Grecia, Francia, Gran Bretagna, Austria e Germania.

Ma in questo caso conta, soprattutto, il fatto di essere entrata nel mercato mediorientale con due operazioni di primo piano, avvenute nel corso del 2020: ha partecipato al consorzio internazionale che per circa 8 miliardi ha rilevato il 49% della rete dei gasdotti degli Emirati Arabi Uniti e si è aggiudicata i servizi di esercizio e manutenzione del nuovo rigassificatore di Kuwait City, attraverso la controllata greca Desfa. Ora guarda ai “tubi” di Aramco: essendo un investimento considerevole non è detto che non si arrivi anche in questo caso alla costituzione di un consorzio. Ma se ne capirà di più nei prossimi mesi.