Il Bitcoin, da moneta a investimento ad alta volatilità. La regina delle cripto torna in quota e ringrazia PayPal
MILANO - Abituato alle montagne russe, il Bitcoin sta mettendo in fila l'ennesima ascesa della sua storia di alti e bassi trascinando con sé l'intero comparto delle cripto attività. La principale valuta digitale ha riguadagnato nelle scorse ore la soglia psicologica di 50 mila dollari. E' un ritorno in quota, dopo che a maggio aveva sfiorato la soglia di 65 mila dollari per poi avviare una violenta correzione che nel giro di poco tempo ne aveva dimezzato i valori.
La riscossa del Bitcoin, nota Bloomberg, ha ridato fiato ai cripto-ottimisti che sono tornati a metter sul tavolo l'ipotesi di vederlo presto a 100 mila dollari. Per i più attenti alla volatilità storica dei prezzi, potrebbe invece trattarsi di un ampliamento della banda di oscillazione che caratterizza la moneta digitale, che ora si collocherebbe tra i 40 e i 50 mila dollari. Come spesso accade, l'umore verso la valuta è stato orientato da un annuncio di peso.
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MILANO - Abituato alle montagne russe, il Bitcoin sta mettendo in fila l'ennesima ascesa della sua storia di alti e bassi trascinando con sé l'intero comparto delle cripto attività. La principale valuta digitale ha riguadagnato nelle scorse ore la soglia psicologica di 50 mila dollari. E' un ritorno in quota, dopo che a maggio aveva sfiorato la soglia di 65 mila dollari per poi avviare una violenta correzione che nel giro di poco tempo ne aveva dimezzato i valori.
La riscossa del Bitcoin, nota Bloomberg, ha ridato fiato ai cripto-ottimisti che sono tornati a metter sul tavolo l'ipotesi di vederlo presto a 100 mila dollari. Per i più attenti alla volatilità storica dei prezzi, potrebbe invece trattarsi di un ampliamento della banda di oscillazione che caratterizza la moneta digitale, che ora si collocherebbe tra i 40 e i 50 mila dollari. Come spesso accade, l'umore verso la valuta è stato orientato da un annuncio di peso.
E' stata PayPal a indossare i panni del market mover, dicendo che aprirà alle transazioni in cripto per i clienti del Regno Unito: è il primo passo in questo genere di funzionalità al di fuori degli Usa. Un possibile sviluppo anche in Italia? "Questo annuncio è per i nostri clienti nel Regno Unito. Come e quando i servizi di criptovaluta di PayPal si espanderanno ad altri mercati, vi faremo sapere", si limita a dire la societàà.
L'evoluzione del Bitcoin: poco moneta, molto investimento (a rischio)
La cavalcata primaverile era stata spinta da diversi fattori, che testimoniano come il Bitcoin si sia sempre più caratterizzato come asset d'investimento (assai speculativo, vista la volatilità e la difficoltà di prevederne i movimenti) più che come moneta per regolare gli scambi. In effetti, le attività che accettano i Bitcoin sono nell'ordine del miglialio in Italia, mentre le piattaforme che propongono l'operatività ai fini dell'investimento restano una nicchia e l'industria finanziaria tradizionale si muove con estrema cautela, preoccupata dal quadro normativo ancora incerto e dal rischio a cui esporrebbero i propri clienti.
Quando ha sfiorato i 65 mila dollari di valutazione, le forze alle sue spalle erano indicate nella marea di liquidità in cerca di rendimento presente sui mercati, nelle puntate di chi sperava di fare molto denaro in poco tempo e nell'ottimismo sul fatto che stesse crescendo la domanda da parte degli investitori istituzionali. I tweet di Elon Musk, il fondatore della Tesla, hanno dato entusiasmo a un mercato che spesso s'infiamma per le esternazioni dei personaggi pubblici, ma erano in un certo senso rafforzate dal fatto che le grandi banche d'affari e i gestori del risparmio stessero studiando soluzioni ad hoc per consentire - soprattutto ai detentori di patrimoni importanti - di mettersi in portafoglio la valuta digitale. Il castello si è sgretolato quando lo stesso Musk ha manifestato il suo scetticismo sulle questioni ambientali, cui si è aggiunta la stretta cinese sull'attività di mining.
Il trasloco dei server dei minatori cinesi
L'ennesimo saliscendi del Bitcoin arriva, infatti, in una fase di importante tradizione per l'industria che sta alle sue spalle, quella del mining. Per scovare in rete le valute digitali, infatti, sono quotidianamente al lavoro maxi-computer che liberano le nuove monete virtuali lungo la catena della blockchain, l'infrastruttra tecnologica sulla quale si sorregge il Bitcoin stesso. La catena è disegnata in modo che più trascorre il tempo, più il processo di estrazione è difficile. Sono ampiamente archiviati i tempi in cui i singoli nerd "smanettoni", con un computer poco più che domestico, potevano sperare di reperire in rete la moneta che inizialmente si trovava in grande abbondanza. Oggi sono all'opera vere e proprie centrali di calcolo, sulle quali si sono per altro concentrati i dubbi ambientalisti di chi addita questa tecnologia come energivora e intrinsecamente sporca.
Fino a poco fa, era la Cina la patria d'elezione del mining. Poi Pechino ha deciso una stretta su queste attività, costringendo i server ad emigrare. Come ha raccontato il Wall Street Journal in un lungo reportage, i minatori digitali stanno facendo armi e bagagli per trasferirsi dove possono continuare a svolgere la loro attività, principalmente in Nordamerica. "E' un po' come se la General Motors, obbligata a chiudere un impianto da una parte, dovesse costruirne uno altrove", ha detto al quotidiano finanziario Fred Thiel, l'amministratore delegato della compagnia di criptomining Marathon Digital Holdings, con sede a Las Vegas, usando il parallelo con la casa automobilistica di Detroit per far capire che c'è proprio un tema industriale dietro questa migrazione. La Cina era diventata la base perfetta per i minatori visto il basso costo dell'energia, ma i dubbi sulle fonti si sono fatte largo tra gli osservatori: l'Università di Cambridge ha calcolato che il consumo annuo supera quello dell'Argentina.
Questi fattori, come detto, avevano spinto il prezzo del Bitcoin fino a 30 mila dollari, a maggio. Ma da lì è partita la rimonta: ora l'universo delle criptovalute ha una capitalizzazione di 2.200 miliardi (dati CoinGecko), dai 1.200 di un mese fa. Musk è tornato ottimista, si è speculato sul fatto che Amazon potesse aprire alle cripto (anche se poi il colosso dell'e-commerce ha frenato) e una misura dell'utilizzo dei computer nella rete dei minatori è tornata a salire dai minimi di luglio, segno che l'industria si sta assestando dopo il colpo cinese. Come sempre, il dibattito è ora aperto tra chi vede a portata di mano nuovi strabilianti record e chi continua ad ammonire sugli effetti pericolosi dell'investimento.