Bonomi attacca Orlando: "Propaganda anti-impresa". Replica del Pd: "Hanno avuto 115 miliardi di aiuti"
di Valentina Conte , di Valentina ConteRoma. Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi torna ad attaccare il ministro del Lavoro Andrea Orlando: «Da lui pura propaganda anti-imprese», dice in un’intervista ad Huffington Post. Reagisce subito il Pd. Prima con il vicesegretario Beppe Provenzano, ex ministro per il Sud: «Attacchi sguaiati, Bonomi si preoccupi di chiedere alle imprese di rispettare l’accordo sui licenziamenti, sottoscritto con i sindacati davanti al premier Draghi, già tradito in diversi casi».
E poi con il responsabile dem dell’Economia, Antonio Misiani: «In due anni le imprese hanno incassato, dai governi Conte II e Draghi, 115 miliardi tra aiuti diretti, sgravi fiscali e misure di settore: Bonomi lo riconosca».
Il motivo del contendere è ancora una volta la bozza di decreto definito “anti-delocalizzazioni” a cui Orlando lavora da qualche settimana in sinergia con la viceministra M5S dello Sviluppo economico Alessandra T…
Roma. Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi torna ad attaccare il ministro del Lavoro Andrea Orlando: «Da lui pura propaganda anti-imprese», dice in un’intervista ad Huffington Post. Reagisce subito il Pd. Prima con il vicesegretario Beppe Provenzano, ex ministro per il Sud: «Attacchi sguaiati, Bonomi si preoccupi di chiedere alle imprese di rispettare l’accordo sui licenziamenti, sottoscritto con i sindacati davanti al premier Draghi, già tradito in diversi casi».
E poi con il responsabile dem dell’Economia, Antonio Misiani: «In due anni le imprese hanno incassato, dai governi Conte II e Draghi, 115 miliardi tra aiuti diretti, sgravi fiscali e misure di settore: Bonomi lo riconosca».
Il motivo del contendere è ancora una volta la bozza di decreto definito “anti-delocalizzazioni” a cui Orlando lavora da qualche settimana in sinergia con la viceministra M5S dello Sviluppo economico Alessandra Todde, oggetto di riscritture proprio per non incappare nella scure degli industriali. Non si tratta in realtà di un provvedimento per impedire - come insinua Bonomi - alle aziende di chiudere e andare via, delocalizzando per agganciare altre opportunità. Ma di farlo dopo aver incassato soldi pubblici e migliorato i conti.
Il decreto, inviato in bozza a Palazzo Chigi nei primi giorni di agosto, non prevede più sanzioni sul fatturato dell’azienda che chiude i battenti e il suo inserimento in una sorta di “blacklist”, come sembrava in un primo tempo. Bonomi lo rivendica come merito delle critiche confindustriali. I due ministeri - Lavoro e Sviluppo - attribuiscono lo stralcio «all’esigenza di correre per incidere sulle crisi industriali aperte, evitando di coinvolgere un terzo ministero, quello della Giustizia».
Si chiede però all’azienda che prende soldi pubblici di fare un patto con le istituzioni. Libera cioè di andare altrove: in Italia, in Europa o extra Ue. Ma intanto di farlo evitando il licenziamento via WhatsApp dei lavoratori, come nel caso della Gkn di Campi Bisenzio. Di osservare sei mesi di preavviso, convocare un tavolo di crisi, nominare un advisor che entro tre mesi presenta alle parti - sindacati e ministeri - un piano di reindustrializzazione con un possibile acquirente pronto a rilevare attività e lavoratori.
Il presidente di Confindustria non ci sta. Chiede che i rappresentanti delle imprese siano sentiti dal governo, prima del varo del decreto. Ma nel mirino di Bonomi torna ancora una volta e a tutto campo - come qualche giorno fa al Meeting di Rimini e a fine maggio sul blocco dei licenziamenti - il ministro Orlando: «Prima ha fatto passare in Consiglio dei ministri una misura sul blocco che Palazzo Chigi ha dovuto correggere, poi ha annunciato la riforma degli ammortizzatori sociali e ancora non l’abbiamo vista, ora annuncia una bozza del decreto anti-delocalizzazioni.
Ma, a giudicare dal dibattito all’interno del governo, evidentemente non è quella che andrà in Cdm. Questi sono fatti, non critiche alla persona». Gli risponde Misiani (Pd): «Superare i licenziamenti selvaggi, le delocalizzazioni dalla sera alla mattina, la precarizzazione del lavoro deve essere un obiettivo di tutti, come lo deve essere aiutare le imprese a crescere, investire, assumere secondo un modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale». Prossimo round, domani sera alla Festa dell’Unità con Orlando e Landini ospiti.