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Contributi a fondo perduto, ultima chiamata per le Partite Iva. Il 2 settembre si chiude la finestra

(reuters)
Il sostegno "alternativo" a quello automatico prevede il calcolo del calo del fatturato nel periodo 1° aprile 2020-31 marzo 2021. Finora erogati oltre 20 miliardi dall'Agenzia delle Entrate a più di 7 milioni di beneficiari
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MILANO - Conto alla rovescia per le Partite Iva per presentare domanda all'Agenzia delle Entrate per il contributo a fondo perduto "alternativo" previsto dal decreto Sostegni bis, l'ennesima misura di reazione all'emergenza economica scaturita dai lockdown in una serie che, calcolano all'Agenzia, ha portato fino ad ora a indirizzare alle attività attraverso i canali dell'Agenzia oltre 20 miliardi di euro di contributi, ripartiti tra oltre 7 milioni di beneficiari.

Dallo scorso 2 luglio sono state fissate le modalità per accedere al contributo a fondo perduto, i canali sono stati aperti il 5 luglio e la scadenza fissata appunto al 2 settembre: siamo agli sgoccioli.

Di che contributo si tratta

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MILANO - Conto alla rovescia per le Partite Iva per presentare domanda all'Agenzia delle Entrate per il contributo a fondo perduto "alternativo" previsto dal decreto Sostegni bis, l'ennesima misura di reazione all'emergenza economica scaturita dai lockdown in una serie che, calcolano all'Agenzia, ha portato fino ad ora a indirizzare alle attività attraverso i canali dell'Agenzia oltre 20 miliardi di euro di contributi, ripartiti tra oltre 7 milioni di beneficiari.

Dallo scorso 2 luglio sono state fissate le modalità per accedere al contributo a fondo perduto, i canali sono stati aperti il 5 luglio e la scadenza fissata appunto al 2 settembre: siamo agli sgoccioli.

Di che contributo si tratta

Il supporto finanziario consiste in un bonifico o - in alternativa, a scelta del contribuente - di un credito d'imposta per i "soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione e di reddito agrario, titolari di partita IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello Stao". Il contributo è "alternativo" perché il decreto Sostegni bis ha aperto a una doppia via per accedervi. Quella prioritaria replicava in modo automatico il supporto già staccato con il cosiddetto decreto Sostegni (quello di marzo), ed era relativo al calo di fatturato riportato nel 2020. Per questa voce, al giugno scorso risultavano erogati 5,2 miliardi di euro (in larga parte bonifici, per oltre 5 miliardi) a 1,8 milioni di Partite Iva.

Per il contributo "alternativo", che prevede per l'appunto la presentazione di una nuova richiesta, è stato previsto uno slittamento del periodo entro il quale calcolare il calo di fatturato, in modo da comprendere anche i primi mesi del 2021 e includere quindi le attività che hanno subito un danno dalle restrizioni che sono state rinnovate nello scorso inverno. Il supporto finanziario alternativo è infatti determinato "applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020". Non sono previsti minimi del contributo, ma un massimo di 150 mila euro. Ed è previsto un meccanismo di tutela delle attività, in modo che se risultasse più conveniente il contributo automatico, le Entrate scarterebbero la domanda in favore del meccanismo che garantisce un rimborso più alto.

Le regole per il contributo alternativo

Il sostegno si rivolge alle attività entro la soglie di ricavi o di compensi di 10 milioni di euro. Inclusi anche gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali. L'altro requisito per accedere è che "l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020. A differenza dei precedenti contributi a fondo perduto, la norma non prevede l’ottenimento di un contributo minimo per chi ha attivato la partita Iva successivamente al 31 dicembre 2018. Pertanto tutti i richiedenti devono possedere il requisito del calo minimo del fatturato di almeno il 30%".

Per chi ha i requisiti, il calcolo di quanto spetta è il seguente: la differenza tra le due medie mensili del fatturato viene moltiplicata per una percentuale diversa, a seconda che il richiedente abbia precedentemente ottenuto o meno il contributo “Sostegni bis automatico” e a seconda della fascia di ricavi 2019. Se il richiedente ha ottenuto il contributo “Sostegni bis automatico”, le percentuali vanno dal 60% per i soggetti più piccoli (fino a 100.000 euro di ricavi 2019) al 20% dei soggetti più grandi (oltre 5 milioni e fino a 10 milioni di euro), passando dalle percentuali intermedie del 50%, 40% e 30%. Se il richiedente invece non ha ottenuto il contributo “Sostegni bis automatico”, le percentuali vanno dal 90% per i soggetti più piccoli al 30% dei soggetti più grandi, passando dalle percentuali intermedie del 70%, 50% e 40%.

Le domande

Per inoltrare le richieste alle Entrate si può utilizzare il portale Fatture e Corrispettivi, tramite le credenziali Spid, Cie o Cns o quelle rilasciate dall’Agenzia per l’utilizzo dei servizi telematici Entratel e Fisconline. E' possibile anche all’invio tramite gli intermediari delegati per il Cassetto fiscale o per il servizio di consultazione delle fatture elettroniche o specificatamente incaricati per la richiesta di contributo.

Il Mef dovrà stabilire anche le regole per staccare la terza forma di contributo, quella legata al calo non del fatturato ma dei redditi: per queste è necessario presentare la dichiarazione entro il 10 settembre. Qui l'ombrello si dovrebbe aprire per le attività fino a 15 milioni di euro e, entro la fine dell'anno, il bonifico dovrebbe esser pronto per partire. La posta in gioco è di 4 miliardi.