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Eni, passo avanti nella fusione magnetica: la tecnologia che riproduce l'energia delle stelle

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Roma - Un passo avanti nella ricerca della fusione magnetica, la tecnologia che mira a riprodurre a livello industriale l'energia delle stelle. Si tratta di uno dei principali campi di ricerca per l'energia del futuro, basata sulla fusione di due atomi di idrogeno, in pratica la reazione fisica che alimenta il Sole e tutte le altre stelle e che ha il vantaggio di non emettere gas serra.

La notizia arriva da Boston, ha come protagonista una azienda italiana e tecnicamente riguarda quella che viene definita la fusione a confinamento magnetico.  Commonwealth Fusion Systems (CFS), società spin-out del Mit, il Massachusetts Institute of Technology, di cui il gruppo Eni è il maggiore azionista, ha portato a termine con successo il primo test al mondo del magnete con tecnologia superconduttiva HTS (HighTemperature Superconductors) che assicurerà il confinamento del plasma nel process…

Roma - Un passo avanti nella ricerca della fusione magnetica, la tecnologia che mira a riprodurre a livello industriale l'energia delle stelle. Si tratta di uno dei principali campi di ricerca per l'energia del futuro, basata sulla fusione di due atomi di idrogeno, in pratica la reazione fisica che alimenta il Sole e tutte le altre stelle e che ha il vantaggio di non emettere gas serra.

La notizia arriva da Boston, ha come protagonista una azienda italiana e tecnicamente riguarda quella che viene definita la fusione a confinamento magnetico.  Commonwealth Fusion Systems (CFS), società spin-out del Mit, il Massachusetts Institute of Technology, di cui il gruppo Eni è il maggiore azionista, ha portato a termine con successo il primo test al mondo del magnete con tecnologia superconduttiva HTS (HighTemperature Superconductors) che assicurerà il confinamento del plasma nel processo di fusione magnetica.

Si tratta di un passo avanti decisivo per avviare la sperimentazione che nei prossimi dieci anni potrebbe portare alla prima realizzazione di impianti "dimostrativi" a livello industriale, passando così dalla fase di ricerca a quella operativa.

Ma come funziona la fusione magnetica e perché è così rilevante per il prossimo futuro? Di fatto, vuole riprodurre la fusione tra due atomi di idrogeno, come avviene in tutte le stelle. Ha l'indubbio vantaggio di non emettere sostanze inquinanti, ma lo svantaggio che occorrono grandi quantità di plasma a temperature elevatissime. Come arrivarci? Attraverso il confinamento magnetico, la realizzazione di magneti potentissmi dove avviene la fusione.

Il test - come si legge in una nota di Eni - ha riguardato proprio "l’utilizzo di elettromagneti di nuova generazione per gestire e confinare il plasma, ovvero la miscela di deuterio e trizio portata a temperature altissime da fasci di onde elettromagnetiche, e ha dimostrato la possibilità di assicurare l’innesco e il controllo del processo di fusione, dimostrando l’elevata stabilità di tutti i parametri fondamentali. La tecnologia oggetto del test potrebbe contribuire significativamente alla realizzazione di impianti molto più compatti, semplici ed efficienti".

Per Eni si tratta ovviamente di un progetto su cui conta molto in vista della sua transizione energetica. Come tutte le aziende che in questi anni hanno basato la loro attività sugli idrocarburi, deve lavorare in vista delle scadenze fissate dalla Ue per l'abbandono delle tecnologie legate ai fossili e che hanno come data ultimativa il 2050. Da qui, oltre alla crescita degli investimenti nelle rinnovabili "tradizionali", anche la ricerca di soluzioni innovative.

Come spiega l'amministratore delegato Claudio Descalzi: “Lo sviluppo di tecnologie innovative - si legge nella nota della società - è uno dei pilastri su cui poggia la strategia di Eni volta al completo abbattimento delle emissioni di processi industriali e prodotti, nonché la chiave per una transizione energetica equa e di successo. 

"Per Eni, - prosegue il manager - la fusione a confinamento magnetico occupa un ruolo centrale nella ricerca tecnologica finalizzata al percorso di decarbonizzazione, in quanto potrà consentire all’umanità di disporre di grandi quantità di energia prodotta in modo sicuro, pulito e virtualmente inesauribile e senza alcuna emissione di gas serra, cambiando per sempre il paradigma della generazione di energia e contribuendo a una svolta epocale nella direzione del progresso umano e della qualità della vita".