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Generali, un comitato nomine per decidere sulla lista del cda, Donnet vuole la riconferma

Il primo appuntamento potrebbe essere il 14 settembre, in vista del consiglio del 27
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MILANO - Sale la tensione il vista del consiglio di Generali convocato per il 27 settembre, in cui dovrà decidere se attivare o meno la procedura della lista del cda per il rinnovo dell’attuale management, che scadrà la prossima primavera. Il 14 settembre è stato preallertato un Comitato nomine per discutere in via preliminare la questione, anche se a quanto risulta a Generali ancora non ci sarebbe stata una convocazione ufficiale.

Tuttavia la spaccatura tra l’attuale assetto di vertice e una fetta importante di soci di Trieste rappresentati in cda, come il vice presidente Francesco Caltagirone (che ha arrotondato la sua partecipazione al 6%) e Leonardo Del Vecchio (che ieri è salito al 4,92%), pare insanabile.

Nel consiglio dello scorso 2 agosto alcuni amministratori indipendenti avevano scritto una lettera al gruppo, affinché andasse avanti con la procedura della lista del management, che è stata votata a unanimità all&r…

MILANO - Sale la tensione il vista del consiglio di Generali convocato per il 27 settembre, in cui dovrà decidere se attivare o meno la procedura della lista del cda per il rinnovo dell’attuale management, che scadrà la prossima primavera. Il 14 settembre è stato preallertato un Comitato nomine per discutere in via preliminare la questione, anche se a quanto risulta a Generali ancora non ci sarebbe stata una convocazione ufficiale.

Tuttavia la spaccatura tra l’attuale assetto di vertice e una fetta importante di soci di Trieste rappresentati in cda, come il vice presidente Francesco Caltagirone (che ha arrotondato la sua partecipazione al 6%) e Leonardo Del Vecchio (che ieri è salito al 4,92%), pare insanabile.

Nel consiglio dello scorso 2 agosto alcuni amministratori indipendenti avevano scritto una lettera al gruppo, affinché andasse avanti con la procedura della lista del management, che è stata votata a unanimità all’assemblea del 2020. Mediobanca, che da alcuni anni ha introdotto a sua volta la lista del management, ritiene che questa formula di governance sia quella che meglio tutela l’indipendenza delle Generali, pertanto sosterrà il consiglio guidato da Philippe Donnet nella stesura della sua prima lista. Nei giorni scorsi il presidente Gabriele Galateri di Genola avrebbe scritto una lettera all’ad chiedendogli la sua disponibilità ad essere rinnovato per un altro mandato, e Donnet avrebbe risposto in maniera affermativa.

Tuttavia una futura lista del cda con Donnet come ad a questo punto pare destinata a rappresentare solo una parte del consiglio e anche dell’azionariato. Di certo il cda del 27 non voterà all’unanimità, né lo faranno alcuni azionisti storici. Nelle ultime due liste del cda votate dall’assemblea di Telecom Italia e di Unicredit, il cda prima e l’assise poi si sono espressi invece all’unanimità.
Con Mediobanca (12,8%) ci sarebbero anche le famiglie Boroli Drago (1,2%); con il fronte di Caltagirone e Del Vecchio ci sarebbe invece la Fondazione Crt (1,8%%) la Edizione della famiglia Benetton (3,9%) e alcuni azionisti veneti, ma non solo, che nonostante i risultati raggiunti dal colosso di Trieste sono favorevoli a un cambio di passo e convinti che solo un cambio al vertice lo possa provocare.

A detta di questi azionisti, Donnet, che è in Generali dal 2013 e al timone dal 2016, non è stato capace di far fare al Leone quel salto dimensionale necessario per competere in un mercato che si va sempre più consolidando, e dove i rivali di sempre come Axa, Allianz e Zurich nel frattempo hanno guadagnato quote e raggiunto dimensione molto maggiori rispetto al gruppo tricolore. Donnet, dal canto suo, ha sempre ribadito che gli obiettivi dei piani industriali presentati - e approvati anche dai consiglieri che oggi non lo vorrebbero - sono stati regolarmente raggiunti o superati.

Se non si arriverà a una composizione all’interno del consiglio tra chi ritiene che Donnet sia la miglior scelta per Generali e chi invece nutre seri dubbi al riguardo, sarà l’assemblea del Leone a decidere quale lista, quale manager e quale progetto industriale sia il migliore: a quel punto i voti si conteranno.