Ita-sindacati, è rottura. L’azienda procede da sola
di Aldo Fontanarosa , di Aldo FontanarosaROMA - I vertici di Ita, al timone della nuova compagnia aerea nazionale a controllo pubblico, prendono atto della «impossibilità di un accordo con i sindacati». La compagnia, dunque, procederà lungo la rotta che si è data senza più dialogo né mediazioni.
Per il momento Ita farà soltanto 2800 assunzioni scegliendo tra le 29 mila 451 candidature arrivate via Internet. Gli assunti non saranno necessariamente ex dipendenti di Alitalia (l’Europa non permette di travasare chi era nella vecchia compagnia dentro la nuova, Ita). Ita, in ogni caso, valuterà senza pregiudiziali i curricula e le abilitazioni dei 7210 ex dipendenti di Alitalia che si sono proposti.
Ma chi entrerà in Ita avrà stipendi tagliati, a seconda dei ruoli, tra il 15 e il 20% rispetto a quelli di Alitalia. Ita non applicherà il Contratto nazionale del settore. Decollo confermato al 15 ottobre.
Alfredo Altavilla, presidente di Ita, ac…
ROMA - I vertici di Ita, al timone della nuova compagnia aerea nazionale a controllo pubblico, prendono atto della «impossibilità di un accordo con i sindacati». La compagnia, dunque, procederà lungo la rotta che si è data senza più dialogo né mediazioni.
Per il momento Ita farà soltanto 2800 assunzioni scegliendo tra le 29 mila 451 candidature arrivate via Internet. Gli assunti non saranno necessariamente ex dipendenti di Alitalia (l’Europa non permette di travasare chi era nella vecchia compagnia dentro la nuova, Ita). Ita, in ogni caso, valuterà senza pregiudiziali i curricula e le abilitazioni dei 7210 ex dipendenti di Alitalia che si sono proposti.
Ma chi entrerà in Ita avrà stipendi tagliati, a seconda dei ruoli, tra il 15 e il 20% rispetto a quelli di Alitalia. Ita non applicherà il Contratto nazionale del settore. Decollo confermato al 15 ottobre.
Alfredo Altavilla, presidente di Ita, accusa i sindacati di aver messo sul tavolo «pregiudiziali formali che niente hanno a che vedere con la bontà del progetto del nuovo vettore». Per Altavilla, i sindacati hanno mandato in scena comportamenti e linguaggi «non più attuali».
Ai manager di Ita arriva l’appoggio totale del governo. Alla Camera, il ministro Giancarlo Giorgetti (Sviluppo) spiega che Ita deve prendere un assetto di volo «sostenibile». Per questo praticherà una discontinuità piena rispetto ad Alitalia «anche nel contratto dei dipendenti».
Proprio questa discontinuità è cara all'Europa che l'ha pretesa per Ita nei suoi negoziati con il governo italiano. Ora l'Ue si prepara a dare atto all'Italia che Ita è cosa distinta e diversa da Alitalia anche in ragione di una flotta aerea dimezzata e di un personale ridotto a un quarto, rispetto al precedente vettore: "Confidiamo in una risposta europea du queste nelle prossime ore", dice Giorgetti sempre alla Camera.
Fin dalla mattina di ieri, i sindacati fiutano l’aria di tempesta e avviano una mobilitazione che troverà il suo culmine nello sciopero nazionale del 24 settembre. Ieri pomeriggio un lungo corteo di auto - di lavoratori e sindacalisti - ha imboccato la Roma-Fiumicino a passo d’uomo bloccando a lungo il traffico. Si sono diretti verso la sede operativa di Ita nel quartiere Eur dove centinaia di manifestanti sono stati accolti dalla Polizia in assetto anti-sommossa.
Assemblee dei lavoratori - avverte Fabrizio Cuscito della Filt-Cgil - saranno convocate ogni giorno. In prima linea i piloti e gli assistenti di volto - ultimi a ricevere dai manager Ita «proposte inaccettabili» ieri. Ivan Viglietti (Uiltrasporti) si appella al governo perché proroghi al 2025 la cassa integrazione degli ex dipendenti Alitalia, ora in capo all’amministrazione straordinaria. Anche il Fondo di solidarietà, forte di un miliardo, andrebbe sbloccato per metà. Dalla Fit-Cisl, Salvatore Pellecchia chiede che Alitalia impieghi a rotazione gli ex lavoratori nelle attività cargo che continuerà a esercitare perché mantengano le abilitazioni.
Intanto l’Antitrust europeo sarebbe pronto a sanzionare l’Italia per il prestito ponte da 900 milioni di euro concesso ad Alitalia nel 2017, considerato un aiuto di Stato distorsivo della concorrenza. L’annuncio, riferiscono al Financial Times fonti comunitarie, dovrebbe arrivare oggi, insieme alla richiesta al governo italiano di recuperare la cifra. La sanzione non impatterà sui conti di Ita, in virtù della discontinuità societaria tra la vecchia e la nuova compagnia.
Bruxelles deve ancora pronunciarsi su un altro prestito governativo di 400 milioni di euro concesso dal governo ad Alitalia nel 2019. L'inchiesta è stata avviata lo scorso anno e la Commissione ha sollevato "seri dubbi" sul fatto che il finanziamento fosse in linea con le norme sugli aiuti di Stato.
Intanto Ryanair fa gli auguri a Ita per l'imminente decollo anche se Michael O'Leary, numero uno del vettore low cost, considera quella italiana "una piccola compagnia". Avrà solo 52 aerei contro i 220 che Ryanair metterà in pista nel nostro Paese dal 2022.
Ryanair esclude di comprare il marchio Alitalia perché privo di "valore commerciale". Esclude anche di stringere un alleanza con Ita nei servizi di manutenzione degli aerei e nella gestione dei bagagli dei passeggeri. Semmai la compagnia irlandese guarda agli slot che la vecchia Alitalia lascia liberi e inutilizzati tra Fiumicino, Linate e Malpensa.
Gli intervalli orari entro cui un aereo è autorizzato a decollare (gli slot), quelli sì sono ambiti dai concorrenti della ex Alitalia.