Prezzi delle case in crescita, in Italia servono quasi sette anni di stipendio per comprare
di Raffaele Ricciardi , di Raffaele RicciardiMILANO - Continua la crescita dei prezzi delle abitazioni su un mercato immobiliare che, a vedere i recenti report degli addetti ai lavori, sta tornando a marciare dopo un periodo - quello del Covid - che ha lasciato ferite meno profonde di quel che si potesse immaginare.
Secondo i dati dell'Istat, nel secondo trimestre dell'anno "l'indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, aumenta dell'1,7% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% nei confronti dello stesso periodo del 2020 (era +1,7% nel primo trimestre 2021)". A spingere i prezzi sono in particolare le abitazioni nuove (+2,0%, in rallentamento dal +4,0% nel primo trimestre); crescono di poco anche i prezzi delle abitazioni esistenti (+0,1%) che rallentano anch'essi (+1,2% nel trimestre precedente).
Commentando i numeri, l'Istituto di Statistica annota che "in un quadro di grande vivacità del mercato immobiliare res…
MILANO - Continua la crescita dei prezzi delle abitazioni su un mercato immobiliare che, a vedere i recenti report degli addetti ai lavori, sta tornando a marciare dopo un periodo - quello del Covid - che ha lasciato ferite meno profonde di quel che si potesse immaginare.
Secondo i dati dell'Istat, nel secondo trimestre dell'anno "l'indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, aumenta dell'1,7% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% nei confronti dello stesso periodo del 2020 (era +1,7% nel primo trimestre 2021)". A spingere i prezzi sono in particolare le abitazioni nuove (+2,0%, in rallentamento dal +4,0% nel primo trimestre); crescono di poco anche i prezzi delle abitazioni esistenti (+0,1%) che rallentano anch'essi (+1,2% nel trimestre precedente).
Commentando i numeri, l'Istituto di Statistica annota che "in un quadro di grande vivacità del mercato immobiliare residenziale, anche nel secondo trimestre del 2021 si conferma, sebbene in rallentamento, la crescita tendenziale dei prezzi delle abitazioni in atto ormai da due anni. Solo nel Sud e Isole i prezzi delle abitazioni risultano in lieve calo. Rallenta la crescita dei prezzi a Milano, dopo la vivacità che ha contraddistinto l'anno 2020, così come quella di Torino. Calano i prezzi a Roma in controtendenza rispetto alle altre aree del Centro dove, nel complesso, si registra una crescita più marcata della media nazionale".
I prezzi si stanno muovendo in un "quadro di netta espansione dei volumi di compravendita (+73,4% la variazione tendenziale registrata nel secondo trimestre 2021 dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate per il settore residenziale), la cui ampiezza è largamente imputabile al confronto con il secondo trimestre del 2020, quando le misure adottate per il contenimento del Covid-19 hanno drasticamente limitato la possibilità di stipulare i rogiti notarili, soprattutto ad aprile. La variazione rispetto al secondo trimestre del 2019 (non infuenzata quindi dalle misure di lockdown) è comunque marcata (+26,1%) a conferma del contesto di chiara ripresa del mercato immobiliare residenziale". Dunque, si tratta di qualcosa di più di un rimbalzo, visto che anche nel confronto con il 2019 che era ancora un anno di "normalità" i numeri sono in forte crescita.
I mercati si surriscaldano, il problema della casa
D'altra parte, soltanto venerdì scorso gli specialisti di Scenari Immobiliari nel loro report sugli investimenti nel real estate dicevano che "il 2021 si avvia a chiusura superando anche le più ottimistiche previsioni e il 2022 si presenta come un anno di ulteriore crescita per il real estate globale. In termini olimpionici si passa "dalla medaglia d'argento a quella d'oro". Nell'anno in corso tutti i principali mercati immobiliari europei stanno per chiudere in positivo, dimostrando di essere stato un anno di rilancio dopo il periodo negativo del 2020 che, alla fine, ha fatto segnare cali di domanda e valori molto meno drammatici rispetto a quanto ci si attendesse nei primi mesi di pandemia". Gli investimenti immobiliari per l'anno sono visti - a livello europeo - tra i 250 e i 260 miliardi di euro, in crescita dell'8-10% circa sul 2020. E per il 2022 si mette in conto una nuova spinta oltre i 280 miliardi, per avvicinarsi di nuovo al record del 2019 quando furono in circolo 300 miliardi.
Nel report, Scenari Immobiliari stima che nel comparto residenziale a fine anno i prezzi delle case nei cinque Paesi più industrializzati (Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Spagna) registreranno un aumento medio del 6,3 per cento, mentre la stima per l'anno successivo è fissata al più 7,7 per cento. Durante il 2021 le maggiori variazioni di prezzo del comparto abitativo sono in corso in Germania e Inghilterra, rispettivamente con 11,6 e 11,2 per cento. Un fattore che sta aprendo anche a serie riflessioni sulla necessità di interventi a favore dell'abitazione.
Come ricorda Bloomberg, infatti, la pandemia ha alimentato nuovi massimi per le quotazioni globali del mattone: i tassi ultra bassi da parte delle banche centrali, lo stop alle nuove costruzioni, un cambiamento nelle spese delle famiglie con una riduzione delle offerte sul mercato hanno portato i proprietari a scorprisi più ricchi, ma hanno aperto a un grande problema di accessibilità alla casa per gli altri. "Stiamo vedendo pezzi di città che diventano inaccessibili per la nostra popolazione perché questa non si può più permettere un appartamento", ha detto il sindaco di Berlino all'agenzia finanziaria. E, dalla Corea del Sud al Canada, sono molti i territori in cui il surriscaldamento del mattone sta occupando la scena politica.
In Italia servono quasi 7 anni di stipendio per comprare
Una situazione che per il momento non sembra allarmare i consumatori italiani. Nota infatti l'Unione nazionale consumatori, proprio dopo la pubblicazione dei dati Istat, che "dopo il picco raggiunto nel 2011, i prezzi delle abitazioni sono crollati fino al 2019, perdendo il 17,7%, -26,1% nel Centro Italia. Non è così allarmante il dato delle abitazioni nuove, che in quel periodo hanno segnato una diminuzione solo dell'1,6%, avendo già iniziato a risalire la china nel 2018. E' il valore delle abitazioni esistenti che è grave e inquietante, con una perdita, dal 2011 al 2019, del 23,3%, che sale addirittura al 30,3% in Centro Italia, quasi un terzo del loro valore. Ovvio, quindi, che ora sia il Centro a presentare la dinamica più vivace. Peccato che sia anche il territorio che ci metterà più anni per tornare ai valori pre-crisi". Secondo l'Istat a Milano e Torino, pur rallentando, si conferma la crescita su base annua dei prezzi delle abitazioni (rispettivamente da +5,2% del primo trimestre a +1,4% e da +1,9% a +1,6%). A Roma, invece, i prezzi delle abitazioni tornano a diminuire passando da +1,7% a -0,5%.
L'analisi dell'Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa dice che dal 1998 ad oggi i prezzi degli immobili si sono rivalutati del 38,2% a livello nazionale, con Milano che si distacca abbondantemente con una crescita dei valori del +107,7% mentre Roma fa +50,6%. Se si guarda al mattone dal lato degli interessati compratori, le annualità di stipendio necessarie per acquistare casa (un trilocale di 85 metri quadri di tipologia medio usato) sono ad oggi 6,7 a livello nazionale, 12,3 a Milano e 9,2 a Roma. Si tratta di valori ancora sotto quelli individuati nel 2010, quando servivano quasi nove anni di stipendio a livello nazionale. Milano è tornata in linea, Roma è ancora sotto: all'inizio dello scorso decennio ne servivano 13,5 per la Capitale.