Evergrande in crisi, il Guangzhou mette in vendita tutte le sue stelle: destino incerto per la squadra di Fabio Cannavaro
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloIl club aspetta l'ingresso di un nuovo socio e del governo provinciale per salvarsi dalla crisi del colosso immobiliare cinese, che l'aveva rilevato nel 2010 iniziando una stagione di spese folli: ora è a forte rischio. Anche la costruzione dello stadio da 100 mila persone e 1,7 miliardi potrebbe saltare
PECHINO - E ora, con la crisi di Evergrande, che fine farà il Guangzhou, la squadra di calcio più antica e titolata di Cina? Che ne sarà di quegli otto scudetti, due coppe nazionali, quattro supercoppe e due Champions League d'Asia vinti negli ultimi dieci anni? Dove se andranno il mister, Fabio Cannavaro, e quel piccolo esercito di brasiliani - da Fernandinho ad Aloisio fino a Elkenson - tutti naturalizzati e ora con il passaporto rosso in tasca? Di proprietà del colosso immobiliare travolto da una montagna di debiti - 309 miliardi di dollari - che sta facendo tremare i mercati cinesi e non solo, il club è ormai sull'orlo del collasso e cerca disperatamente una ciambella di salvataggio. Ad intervenire, come ha anticipato Bloomberg, potrebbe essere ora il governo provinciale del Guangdong rilevando il 10-15% delle azioni della società. Il resto dovrebbe essere comprato da un'azienda di Stato. Intanto la squadra, nel disperato bisog…
PECHINO - E ora, con la crisi di Evergrande, che fine farà il Guangzhou, la squadra di calcio più antica e titolata di Cina? Che ne sarà di quegli otto scudetti, due coppe nazionali, quattro supercoppe e due Champions League d'Asia vinti negli ultimi dieci anni? Dove se andranno il mister, Fabio Cannavaro, e quel piccolo esercito di brasiliani - da Fernandinho ad Aloisio fino a Elkenson - tutti naturalizzati e ora con il passaporto rosso in tasca? Di proprietà del colosso immobiliare travolto da una montagna di debiti - 309 miliardi di dollari - che sta facendo tremare i mercati cinesi e non solo, il club è ormai sull'orlo del collasso e cerca disperatamente una ciambella di salvataggio. Ad intervenire, come ha anticipato Bloomberg, potrebbe essere ora il governo provinciale del Guangdong rilevando il 10-15% delle azioni della società. Il resto dovrebbe essere comprato da un'azienda di Stato. Intanto la squadra, nel disperato bisogno di liquidità ha messo tutti i giocatori nella lista dei trasferimenti: serve cash in cassa. E dopo che il mese scorso gli stipendi non sono arrivati, tante stelle del club con contratti a molti zeri stanno pensando a come andarsene, dalla squadra e dalla China Super League, la massima serie del campionato mandarino.
Primo club professionistico a nascere qui, nel 1954, Evergrande lo comprò nel 2010 per 100 milioni di yuan (poco più di 13 milioni di euro) e negli ultimi dieci anni non ha badato a spese per mettere in piedi una squadra che fosse in grado di vincere in casa e all'estero. Alzando, e di molto, l'asticella del calciomercato per tutto il calcio cinese in generale. Qui sono passati il centrocampista argentino Dario Conca - con un contratto da 10,6 milioni di euro a stagione, all'epoca, nel 2011, il terzo giocatore più pagato di sempre dopo Cristiano Ronaldo e Messi - l'allenatore Marcello Lippi - che fa vincere il terzo scudetto alla società - , altri italiani come Alessandro Diamanti e Alberto Gilardino, il colombiano Jackson Martinez comprato dall'Atletico Madrid per 46 milioni di euro, il brasiliano Felipe Scolari che fa aggiungere alla bacheca della squadra di Canton altri scudetti e la seconda Champions League asiatica, fino all'attuale mister, il protagonista dell'Italia campione del mondo Fabio Cannavaro.
Lo scorso anno, continuando con il proprio delirio di grandezza, venne annunciata la costruzione del nuovo stadio da 100mila posti, il più grande del mondo: un gigantesco fiore di loto alla modica cifra di 1,7 miliardi di dollari. Dovrebbe essere completato nel 2022, ma con i guai finanziari in casa il cantiere rischia seriamente di doversi fermare. Oggi la società segna perdite tra 1 e 2 miliardi di yuan all'anno.
La paura principale per le "tigri biancorosse" è quella di fare la fine ora del Jiangsu, la squadra campione di Cina di proprietà di Zhang Jindong, il patron di Suning. Quattro mesi dopo aver vinto il primo scudetto, a febbraio l'azienda ha chiuso il club, che Zhang si era comprato nel 2015 per 523 milioni di yuan. Dalla sera alla mattina, ha semplicemente smesso di esistere. Non c'erano più soldi. Molti campioni se ne sono andati senza ricevere gli stipendi. Anche il Jiangsu per anni aveva sperperato per campagne acquisti faraoniche: 32 milioni per il centrocampista brasiliano Ramires dal Chelsea, 50 milioni per il giovane attaccante Alex Texeira, strappato alla concorrenza del Liverpool e subito ingaggiato come testimonial negli spot per invogliare i cinesi a comprare condizionatori. "Sii il migliore per sempre" recita il motto del Guangzhou. Sì, fino a che ci sono i soldi.