Mutui, in Italia i tassi più vantaggiosi rispetto agli altri Paesi. Ma l'inflazione può portare rincari
di Raffaele Ricciardi , di Raffaele RicciardiMILANO - L'economia è in ripresa e l'inflazione - spinta dalla fiammata delle materie prime - agita i falchi delle Banche centrali, che chiedono di iniziare a raffreddarla. La Fed ha alle porta la riduzione degli stimoli, anche la Bce ha aperto alla normalizzazione: per quanto tutti si muovano con grandissima prudenza, consapevoli dei rischi che gravano ancora sulla ripresa e che l'emergenza sanitaria non è definitivamente alle spalle, l'aspettativa è che i tassi d'interesse si muovano all'insù nel medio periodo.
Cosa significa tutto questo, ribaltato sul mercato del mattone al quale gli italiani guardano sempre con grande attenzione? I prezzi sono in fase di risalita, il volume delle compravendite è in grande aumento dopo lo stop forzato dai lockdown. E i mutui? Secondo la più recente indagine Abi, il sistema finanziario - grazie proprio alle misure della Bce - sta offrendo tassi ai minimi storici e liquidità i…
MILANO - L'economia è in ripresa e l'inflazione - spinta dalla fiammata delle materie prime - agita i falchi delle Banche centrali, che chiedono di iniziare a raffreddarla. La Fed ha alle porta la riduzione degli stimoli, anche la Bce ha aperto alla normalizzazione: per quanto tutti si muovano con grandissima prudenza, consapevoli dei rischi che gravano ancora sulla ripresa e che l'emergenza sanitaria non è definitivamente alle spalle, l'aspettativa è che i tassi d'interesse si muovano all'insù nel medio periodo.
Cosa significa tutto questo, ribaltato sul mercato del mattone al quale gli italiani guardano sempre con grande attenzione? I prezzi sono in fase di risalita, il volume delle compravendite è in grande aumento dopo lo stop forzato dai lockdown. E i mutui? Secondo la più recente indagine Abi, il sistema finanziario - grazie proprio alle misure della Bce - sta offrendo tassi ai minimi storici e liquidità in abbondanza. Ma nell'ultimo mese analizzato, per quel che riguarda la voce dei mutui, si è registrato un piccolo rialzo all'1,47% ad agosto: variazione minima dall'1,40% di luglio, ma che per alcuni osservatori potrebbe iniziare a rappresentare il segnale di una lenta risalita.
Resta, per il momento, una situazione di grande convenienza per gli interessati ad acquistare casa con l'esigenza di finanziarsi. E la convenienza emerge anche dal raffronto europeo, secondo i numeri messi in fila da Facile.it e Mutui.it che hanno analizzato gli indici registrati in 14 Stati scoprendo come, fra questi, l'Italia sia la nazione dove chiedere un mutuo costa meno.
Nell'analisi, i comparatori hanno preso come riferimento un immobile dal valore di 180.000 euro, con una richiesta di finanziamento di 120.000 euro a 20 anni. "In Italia, nel periodo di riferimento, questo tipo di finanziamento era indicizzato con TAEG tra 0,88% e 0,98% se fisso e fra 0,67% e 0,77% se variabile. Senza dubbio il migliore fra le 14 nazioni dell'indagine", dicono i portali. Guardando unicamente al tasso fisso e al TAEG, in Europa si avvicina ai valori italiani solo la Germania, dove il mutuo viene indicizzato a partire dall'1,18%. Fanno peggio, invece, alcuni Stati europei che, tradizionalmente, avevano tassi di interesse più simili a quelli del nostro Paese: è il caso della Spagna, dove il finanziamento è indicizzato dall'1,64%, e del Portogallo (a partire dall'1,91%). Anche rispetto al tasso variabile (considerando il TAEG), in Europa, tra i Paesi analizzati, nessuno fa meglio dell'Italia e le offerte rilevate partono dall'1,53% della Spagna fino all'1,95% del Portogallo. In linea generale, ovviamente tra i Paesi dell'Eurozona le differenze non possono esser marcate più di tanto: "Nonostante alcune differenze significative, come nel caso dell'Albania o della Grecia, i tassi nell'area Euro restano abbastanza allineati tra di loro dal momento che tutti gli Stati utilizzano gli stessi indici di riferimento (Irs e Euribor). Le variazioni del costo del denaro sui mutui, quindi, sono riconducibili a dinamiche competitive tra gli istituti di credito presenti in ciascuna nazione", ha commentato Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it.
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Nazione |
Tasso Fisso |
Tasso Variabile |
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Albania |
3,00% (TAN) |
3,80% (TAN) |
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Australia |
1,89% (TAN) |
1,85% (TAN) |
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Brasile |
6,70% (TAN) |
n.d. |
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Canada |
1,44% (TAN) |
0,98% (TAN) |
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Germania |
1,18% (TAEG) |
n.d. |
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Giappone |
2,13% (TAN) |
1,41% (TAN) |
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Grecia |
3,20% (TAN) |
2,38% (TAN) |
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Italia |
0,88% (TAEG) |
0,67% (TAEG) |
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Norvegia |
2,30% (TAEG) |
n.d. |
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Portogallo |
1,91% (TAEG) |
1,95% (TAEG) |
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Russia |
4,95% (TAN) |
n.d. |
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Spagna |
1,64% (TAEG) |
1,53% (TAEG) |
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UK |
2,40% (TAEG) |
2,40% (TAEG) |
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USA |
2,25% (TAN) |
1,83% (TAN) |
L'analisi guarda anche fuori dai confini europei: per i tassi fissi, gli indici partono dall'1,44% in Canada, dall'1,89% in Australia, dal 2,13% in Giappone e dal 2,25% negli Stati Uniti. Guardando ai tassi variabili, invece, il Canada è l'unico Stato che, con un TAN dello 0,98%, si avvicina a quello del nostro Paese; continuando l'analisi extra-europea i valori rilevati partono dall'1,41% in Giappone, dall'1,83% negli Stati Uniti, fino all'1,85% dell'Australia. Discorso a parte meritano nazioni come la Russia o il Brasile; nonostante il calo registrato nel corso dell'ultimo anno, i tassi fissi rilevati, se paragonati a quelli italiani, risultano davvero proibitivi; si parte rispettivamente dal 4,95% e dal 6,70%. "Dove l'inflazione è già ripartita, ad esempio negli Stati Uniti, i tassi sono più alti; se questa dovesse aumentare anche in Europa, allora possiamo aspettarci un rincaro degli indici in tutto il Continente, Italia inclusa".