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Su fisco e catasto il centrodestra frena Draghi

(ansa)

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Nuovo stop per il provvedimento che riforma gli estimi. Lega e Forza Italia hanno chiesto un rinvio, ma il premier è intenzionato a riproporlo dopo il voto
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ROMA -  Lunedì sera, a Palazzo Chigi, si discute fino a ora di cena della delega fiscale. La decisione sembra matura. Mario Draghi sarebbe intenzionato a presentare ai suoi ministri la bozza di intervento l’indomani, in cabina di regia, per poi sottoporla 24 ore dopo al giudizio del consiglio dei ministri. Poi qualcosa si inceppa. Sono i partiti a bloccare l’operazione.

La Lega e Forza Italia entrano in fibrillazione. Temono, anzi si dicono certi, che la riforma possa essere percepita come un aumento delle tasse, in particolare quella sulla casa. Giancarlo Giorgetti chiede di attendere alcune settimane. Di non agire prima dei ballottaggi, che si terranno il 17-18 ottobre. E Antonio Tajani invia lo stesso messaggio: prendiamo tempo, non è il momento giusto.

Non è la prima volta, a dire il vero, che il testo subisce un rinvio. Già nelle scorse settimane, la presentazione sembrava imminente ed era stata posticipata. Più che la comples…

ROMA -  Lunedì sera, a Palazzo Chigi, si discute fino a ora di cena della delega fiscale. La decisione sembra matura. Mario Draghi sarebbe intenzionato a presentare ai suoi ministri la bozza di intervento l’indomani, in cabina di regia, per poi sottoporla 24 ore dopo al giudizio del consiglio dei ministri. Poi qualcosa si inceppa. Sono i partiti a bloccare l’operazione.

La Lega e Forza Italia entrano in fibrillazione. Temono, anzi si dicono certi, che la riforma possa essere percepita come un aumento delle tasse, in particolare quella sulla casa. Giancarlo Giorgetti chiede di attendere alcune settimane. Di non agire prima dei ballottaggi, che si terranno il 17-18 ottobre. E Antonio Tajani invia lo stesso messaggio: prendiamo tempo, non è il momento giusto.

Non è la prima volta, a dire il vero, che il testo subisce un rinvio. Già nelle scorse settimane, la presentazione sembrava imminente ed era stata posticipata. Più che la complessità tecnica, pesano ovviamente ragioni politiche. La bozza, infatti, è già pronta. E Draghi era intenzionato a discuterne ieri, con le forze di maggioranza, assieme alla nota di aggiornamento al Def, che deve ovviamente tenere conto dei ritocchi al sistema fiscale. Ma già al mattino si capisce che il piano va rivisto.

È il centrodestra a chiedere con veemenza di congelare la scelta. Pesa in particolare l’obiettivo di riformare il catasto e ricalcolarne gli estimi. Forza Italia e Lega considerano la tempistica inaccettabile. Il timore è quello di scontare la delega nelle urne delle comunali, nel prossimo fine settimana. Tajani e Giorgetti spiegano che il messaggio che si sta facendo spazio nel Paese è quello di un aumento del peso fiscale sulle abitazioni. Non vogliono perdere consenso nei confronti del centrosinistra. E tremano all’idea di rinforzare ancora Fratelli d’Italia.

Non a caso, la prima a intervenire è Giorgia Meloni. «Draghi – premette la leader della destra - ha detto che non aumenterà le tasse, però poi il governo lavora alla revisione degli estimi catastali. Questo vuol dire che se il valore delle case viene rivalutato, aumenteranno tutte le tasse collegate alla proprietà». Di più: «Sarebbe un gioco delle tre carte. Io spero che Draghi sia una persona coerente e confido che sia una boutade. È una follia contro la quale siamo pronti a fare le barricate».

Draghi, alla fine, preferisce rinviare. Sulla carta, c’è tempo fino al 31 dicembre. Sa però che rallentare non è comunque la scelta migliore, visto che si rischia di sovrapporre la discussione sul fisco alla manovra economica di fine anno. E visto anche che altri interventi di peso, come quello sulla concorrenza, sono in coda. Decide comunque di concedere altro tempo ai partiti, perché consapevole di aver chiesto molto nelle scorse settimane, in particolare sul green pass. Non per questo, cambia opinione sul merito.

Considera irrinunciabile la riforma del catasto, anche perché non prevede nel breve periodo nuove tasse o l’aumento del peso fiscale sui cittadini. Né esclude di presentare la delega subito dopo il primo turno della amministrative, anche se questa mossa esporrebbe il centrodestra agli stessi problemi politici, visto che andrebbe a condizionare l’esito dei ballottaggi.

Non è detto che il centrodestra – e soprattutto la Lega – sia disposto a seguirlo su questo terreno. Lo ammette anche la sottosegretaria al ministero dell’Economia, Cecilia Guerra, parlando della riforma del catasto. «Le resistenze politiche sono fortissime - confida - Non sono particolarmente ottimista sul fatto che con la delega fiscale si facciano particolari passi avanti. Sicuramente ci sarà. La sua traduzione in termini fiscali può darsi che possa essere considerata molto, molto, molto lenta». Toccherà a Draghi decidere se forzare ancora la mano, o venire incontro ai timori degli alleati di governo.