✕

Tassate anche le mance: per la Cassazione si deve pagare l'Irpef

Il caso arrivato alla Corte da un hotel della Sardegna, dove un dipendente aveva incassato circa 70mila euro dagli ospiti. Per i giudici va considerata reddito da lavoro qualsiasi somma o valore
1 minuti di lettura

MILANO - Anche le mance vanno tassate.

E' quanto ha stabilito la Cassazione, con una sentenza depositata il 30 settembre, nella quale ha dato ragione all'Agenzia delle Entrate in un contenzioso con un capo ricevimento di un hotel di lusso della Costa Smeralda.

Calcola il tuo stipendio giusto

Secondo quanto riportato dal portale specializzato Cassazione.net, nelle tasche del dipendente d'albergo erano arrivati circa 70 mila euro dai generosi ospiti del complesso turistico, che il lavoratore aveva riversato in banca. Lì erano rimaste al riparo del fisco, credeva il lavoratore, in quanto non parte direttamente assimilabile alla propria remunerazione.

Ma per i massimi giudici, le cose non stanno esattamente così. Secondo la sentenza, infatti, "il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere a qualunque titolo percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro".

La Corte ha dunque dato ragione al Fisco sulla nozione di onnicomprensività del reddito da lavoro dipendente, che quindi comprende non soltanto ciò che il lavoratore riceve dal proprio datore ma su cui il dipendente stesso può fare - vista l'esperienza - un ragionevole affidamento. A questo punto, per il contribuente si aprono le porte dell'obbligo di pagare l'Irpef anche su quelle mance.