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Nadia Governo, dal Telepass alla Ntt Data Italia, conservando l'impronta di Adriano Olivetti

Donne Impresa. Si è laureata in Scienze dell'informazione, come si chiamava allora la facolta di Informatica, e ora è al top del colosso giapponese nel nostro paese. Dove promuove progetti specifici per smentire il luogo comune che le ragazze non siano portate per le materie scientifiche
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L’impronta di Adriano Olivetti nella sua professione è rimasta indelebile. Basterebbe soltanto il pensiero del primo progetto affidatole dall’azienda di Ivrea quando non aveva ancora 25 anni e non era laureata. L’invenzione del Telepass, sistema che oggi permette a milioni di automobili di superare il casello autostradale semplicemente con un bip, senza file da fare, la si deve al genio industriale di Olivetti, alla giovane Nadia Governo e a un gruppo di cinque ragazzi che assieme a lei lavoravano in quelle stanze.

Esperienza e versatilità hanno guidato nel tempo la manager verso nuove realtà imprenditoriali nel campo della consulenza e dei servizi Ict, information and communications technology. Oggi, a 59 anni, Nadia Governo è senior vice president di Ntt Data Italia, multinazionale giapponese leader nel settore Ict e nell’innovazione tecnologica, con head quarter a Tokyo. Opera in 50 paesi e nel nostro, con otto postazioni da Mila…

L’impronta di Adriano Olivetti nella sua professione è rimasta indelebile. Basterebbe soltanto il pensiero del primo progetto affidatole dall’azienda di Ivrea quando non aveva ancora 25 anni e non era laureata. L’invenzione del Telepass, sistema che oggi permette a milioni di automobili di superare il casello autostradale semplicemente con un bip, senza file da fare, la si deve al genio industriale di Olivetti, alla giovane Nadia Governo e a un gruppo di cinque ragazzi che assieme a lei lavoravano in quelle stanze.

Esperienza e versatilità hanno guidato nel tempo la manager verso nuove realtà imprenditoriali nel campo della consulenza e dei servizi Ict, information and communications technology. Oggi, a 59 anni, Nadia Governo è senior vice president di Ntt Data Italia, multinazionale giapponese leader nel settore Ict e nell’innovazione tecnologica, con head quarter a Tokyo. Opera in 50 paesi e nel nostro, con otto postazioni da Milano a Cosenza, sede questa del primo distretto tecnologico di Cyber security, conta 5mila addetti e fattura 400 milioni di euro.

Leadership team per il mondo delle telecomunicazioni, Governo lavora con i grandi player come Vodafone e Sky, e nel corso degli anni è riuscita a incrementare del 70 per cento il business, diventando un benchmark a livello internazionale nel gruppo. Dal 2016 ricopre inoltre il ruolo di executive sponsor di Win, Women in Ntt Data, l’iniziativa aziendale dedicata alla valorizzazione dell’universo femminile.
Era in Value team, costola del gruppo italiano Value partners, azienda di consulenza strategica guidata da Giorgio Rossi Cairo, quando nel 2011 i giapponesi di Ntt hanno deciso l’acquisizione della società.

“Il loro approccio al business è assai diverso dal nostro. Lasciano grande autonomia a livello locale e credono molto nel ruolo sociale che spetta all’impresa. Per loro l’azienda viene al primo posto anche nella dimensione personale. Non è facile esportare questa filosofia. Ma i giapponesi apprezzano il nostro modo di essere creativi nell’innovazione e come siamo orientati al raggiungimento del risultato. A noi piace di loro la visione di lungo termine. Lavoriamo su piani triennali, ma l’importante è la strategia complessiva. Il Covid, poi, ha reso ancora più chiaro quanto valgano per le aziende il digital, l’e-commerce, il mobile, l’app e tutta l’automatizzazione dei processi industriali, per interagire con la propria clientela. La tecnologia corre molto più rapida di quanto noi esseri umani siamo in grado di utilizzarla. Il nostro slogan è aiutare le aziende a sfruttarla nel migliore dei modi possibili”.

Per la ragazza nata nel quartiere milanese di Baggio nel 1962, a quei tempi considerato il Bronx di Milano, il fortino della droga, figlia di un papà autista e di una mamma casalinga, non era semplice coltivare sogni ambiziosi. Bravissima in matematica a scuola, i suoi la vedevano già realizzata con un diploma in ragioneria. Sconsigliati vivamente da un’insegnante che aveva visto lungo, decisero di darle una chance e il via libera per l’università. Anzi la incoraggiarono. “Studiare matematica sarebbe stato limitante, volevo provare con l’informatica che all’epoca in Italia era agli albori”.

Nel 1986 si laurea in Scienza dell’informazione, così si chiamava la facoltà appena nata a Milano di computer science. Due anni prima Nadia Governo era stata assunta in Olivetti. “Lavoravo e mi mantenevo agli studi, già allora c’era grande richiesta di profili tecnici. Il professor Giovanni Degli Antoni, uno dei primi docenti di Informatica in Italia, aveva avuto l’intuizione della collaborazione con le aziende e facevamo parecchie ore di laboratorio. Non esistevano ancora i computer, c’erano i videoterminali. Ho fatto informatica e mi è piaciuta moltissimo, ho bisogno di vedere il risultato delle cose che faccio, la matematica è troppo teorica”.

Da subito Governo è stata proiettata su lavori importanti. “Il Telepass è stato un progetto di successo, nessuno avrebbe immaginato una diffusione così capillare. Eravamo giovani ma pieni di fantasia. Ci consultammo con i tecnici della Ferrari a Maranello. Il primo prototipo venne testato a Firenze, le prove venivano fatte dai nostri colleghi imboccando il casello autostradale a tutta velocità. La grande Olivetti era una ricchezza del nostro paese”. Partita come tecnica, Governo ha coltivato capacità organizzativa e manageriale, diventando capo area e poi dirigente. “Il dirigente era la persona che si sentiva responsabile del bene dei propri dipendenti, del progresso sociale; questa era l’eredità di Olivetti, costruire un contesto – la mensa, il cinema, la biblioteca - di cui i lavoratori facessero parte anche nell’interesse del territorio. Le nuove generazioni sono attente a queste cose”.

La seconda fase importante della sua carriera è nel 1995. Nasceva il mondo delle telecomunicazioni nel mobile. “Sviluppavamo soluzioni per Omnitel che è diventata Vodafone, poi è nata Infostrada. In casa Olivetti ho conosciuto Gianroberto Casaleggio, il guru che con Beppe Grillo ha fondato il Movimento 5 Stelle; era il nostro amministratore delegato, è stato un dipendente dell’azienda di Ivrea fino al 2003, anno in cui ha lasciato”.

La cultura digitale che abilita nuove professioni nel futuro è il tema del piano strategico di Ntt Data. “Non è più solo il profitto la chiave. In Giappone più che in altri paesi si sta vedendo come la tecnologia può aiutare la società a progredire. Oggi c’è la grande paura che la tecno porti via posti di lavoro. Ma rendere la società sostenibile significa guardare a un mondo dove le aziende facciano parte di un ecosistema utile a tutti per vivere meglio. Un nuovo umanesimo. In campo sanitario per esempio, ma c’è molto altro che si può fare per arrivare a un’Italia 5 punto zero”.

Donne, giovani e Sud, le tre direttrici su cui lavora Nadia Governo nel suo ruolo in Ntt. “Assumiamo giovani. Nella sede di Napoli, una torre del Centro direzionale, abbiamo 400 persone, un numero raddoppiato negli ultimi anni. È la più bella, dopo quella nuova di Milano, in viale Cassala, dove ci siamo appena trasferiti. Il Sud esprime in tante forme le proprie potenzialità. Adesso c’è anche un tema di shortage, carenza di talenti, non troviamo da assumere. Ragioneremo se trovare altre aree al Sud per attrarre ragazzi dalle università, e offrire l’opportunità di un’azienda di valore vicina a casa”.

La diversità per Ntt Data è un punto di forza. Le donne sono il 30 per cento dei dipendenti. Assunzioni e promozioni a manager al femminile devono raggiungere il 50 per cento. Governo cura da cinque anni il programma Ntt Donna. “Pensavo di non farcela, invece è stata l’esperienza più bella di questo periodo. Mi ha aperto un mondo. Nel 2016 abbiamo sdoganato lo smart working. Women inspire Ntt Data è stata esportata anche in Giappone e in tutte le country”.

Ha una figlia di 18 anni, Irene, e Daniele, di 27. “Nonostante le due maternità, non ho mai avuto differenze salariali né di promozioni. Però il problema del pay gap di genere esiste non soltanto in Italia. È un male”. La famiglia. “Ho conosciuto mio marito in Olivetti, ci siamo aiutati a vicenda, quando viaggiavo lui era con i ragazzi. Ha sopperito alle mie assenze. Si deve trovare un modo per vedere insieme il futuro. Mi sono sempre vista sposata con dei figli, con la coscienza che se non avessi trovato la mia realizzazione professionale, non sarei riuscita a creare una famiglia serena. Ho avuto subito chiaro che dovevo bilanciare questi due lati per trovare l’equilibrio. Abbiamo investito in una tata, e con i sensi di colpa si impara a convivere”.

Fino a due anni fa è stata l’unica leadership team, adesso ce ne sono altre due. “Purtroppo nel mondo della tecnologia le donne e le ragazze fanno fatica a mettere piede. Ma tanto più d’ora in avanti che la tecnologia diventerà pervasiva, noi pensiamo che le donne debbano crescere in questo campo e cerchiamo di aiutare le scuole dove insegniamo il coding, la programmazione informatica, già dalle elementari. I nostri dipendenti, su base volontaria, vanno a fare corsi di informatica nelle scuole. Le bambine sono altrettanto portate dei maschi negli studi scientifici, anzi spesso lo sono di più, ma hanno paura ad avvicinarsi a quel mondo. Temono le brutte figure. Io dico sempre: ragazze buttatevi. Sappiamo anche che nel percorso di crescita ci sono pregiudizi e condizionamenti sociali, anche inconsci. Ed è una cosa che dobbiamo smontare”.

Nel 2004 in Value team Nadia Governo era a capo di una struttura di progetti,  in qualità di tecnico manageriale. Essendo una società di consulenza strategica, ha potuto apprendere skill diversi e assumere più responsabilità di business prima come vice president, poi senior vice president. “Fra il 2005 e il 2006 ho avuto un capo donna, una novità assoluta. Era Patrizia Grieco, oggi presidente di Banca Mps e di Enel dal 2014 al 2020. Per me abituata a interagire con la leadership maschile, è stata una scuola, ho imparato lo stile, una bella opportunità”.

Nel 2011 sono arrivati i giapponesi. “Ero preoccupata, in Giappone la situazione femminile è ancora più separata. Li abbiamo conosciuti, siamo andati a Tokyo. Il bello fu che mi chiesero se volevo assumere la guida a livello mondiale delle telecomunicazioni. Le ferie sono state uno dei primi punti in discussione: nella loro totale dedizione al lavoro, alle mie spiegazioni si mostravano sconcertati. Le nostre festività dello Stato e religiose, persino il santo patrono che cambia in ogni città, il Natale laggiù non è festa. Lo Stato è intervenuto per fortuna introducendo una serie di festività obbligatorie che consentono di prendere una pausa ogni tanto. A parte questo, abbiamo un’ottima sintonia col paese del Sol Levante, che ci finanzia progetti di ricerca che noi svolgiamo a Cosenza, un centro di innovazione per tutto il gruppo. Siamo veramente in sintonia, si è creato un trust e grazie a questo abbiamo successo. Nell’ultimo anno che ha prodotto i migliori risultati. Quando ci viene data l’opportunità, riusciamo a fare cose incredibili”.

Super tifosa del Milan, fin dalla culla i suoi bambini hanno avuto una copertina rossonera. Va in vacanza in Sardegna e quest’estate ha passato una settimana a Parigi con la figlia per il suo compleanno. Appassionata di Storia, “una volta in pensione vorrei fare la preside di una scuola media”, ha appena letto ‘Quando le montagne cantano’, di Nguyen Phan Que Mai, un romanzo ambientato in Vietnam. Un suo difetto. “Sono poco paziente. Lo ero da giovane, ora meno. Devo imparare a contare fino a dieci”.