✕

Alitalia, tempo scaduto per presentare le offerte per il marchio

(ansa)
La base d'asta, 290 milioni, giudicata eccessiva dal presidente di Ita, Altavilla, che ha annunciato che procederà solo in caso di ribassi. Nelle scorse settimane anche Ryanair aveva manifestato disinteresse per l'acquisto. Da Delta primi contatti su una possibile partnership con la nuova compagnia
2 minuti di lettura

ROMA - E' da 52 anni l'icona della compagnia di bandiera italiana, ma potrebbe non valere i 290 milioni di euro che costituiscono la base d'asta: entro oggi alle 14 dovevano arrivare sul tavolo dei commissari le offerte vincolanti per il marchio Alitalia, creato nel 1969 dallo studio Landor e Associati. La candidata naturale per l'aggiudicazione del marchio è la nuova compagnia Ita, che decollerà il 15 ottobre, ma il presidente esecutivo Alfredo Altavilla ha già dichiarato la cifra richiesta "irrealistica": "Rende antieconomico l'investimento, non può valere tanto un marchio che ha caratterizzato un'azienda che ha perso tre miliardi e mezzo a livello operativo in 11 anni". Giudizio non troppo dissimile nei giorni precedenti da parte di Ryanair, che ha escluso l'acquisto del marchio "perché privo di valore commerciale". Diverso invece il caso di Delta, con l'amministratore delegato  Ed…

ROMA - E' da 52 anni l'icona della compagnia di bandiera italiana, ma potrebbe non valere i 290 milioni di euro che costituiscono la base d'asta: entro oggi alle 14 dovevano arrivare sul tavolo dei commissari le offerte vincolanti per il marchio Alitalia, creato nel 1969 dallo studio Landor e Associati. La candidata naturale per l'aggiudicazione del marchio è la nuova compagnia Ita, che decollerà il 15 ottobre, ma il presidente esecutivo Alfredo Altavilla ha già dichiarato la cifra richiesta "irrealistica": "Rende antieconomico l'investimento, non può valere tanto un marchio che ha caratterizzato un'azienda che ha perso tre miliardi e mezzo a livello operativo in 11 anni". Giudizio non troppo dissimile nei giorni precedenti da parte di Ryanair, che ha escluso l'acquisto del marchio "perché privo di valore commerciale". Diverso invece il caso di Delta, con l'amministratore delegato  Ed Bastian che secondo quanto riferito dai media americani, ha fatto sapere di avere avviato un dialogo su una possibile partnerhsip con la compagnia, chiarendo allo stesso tempo che non c'è l'interesse di investire direttamente in Ita.

Altavilla ha precisato che procederà all'acquisto solo in caso di ribassi. Ipotesi più che plausibile perché probabilmente non ci saranno offerte in questa prima fase e quindi si procederà con una seconda fase, che aprirà ad offerte con prezzi più bassi. Se anche questa seconda fase dovesse andare deserta, "i commissari straordinari procederanno quindi alla cessione del brand senza vincoli procedurali nei confronti dell'operatore economico da essi individuato", viene spiegato nel bando. Il brand sarà reso disponibile al vincitore della gara entro il 31 dicembre 2021.

Ma per i dipendenti di Alitalia i tempi della cessione del marchio sono di particolare importanza, dal momento che il 27 settembre hanno ricevuto solo metà dello stipendio. Al posto della cifra rimanente, una comunicazione che informava che "gli stipendi del mese corrente saranno regolati al 50% con valuta lunedì 27 settembre, mentre il rimanente 50% vi verrà accreditato non appena avremo evidenza sull'esito del bando del marchio Alitalia".

Oggi le lavoratrici Alitalia daranno vita ad un flash mob davanti la sede di Ita, alle 10 a Roma, per manifestare contro i licenziamenti e le "discriminazioni" nel passaggio alla nuova compagnia aerea. "Le donne e le madri di Alitalia sono da mesi in prima fila per difendere il lavoro in Alitalia e contro il fallimentare piano di Ita", affermano le organizzatrici, che denunciano che ad essere scartati nelle selezioni sono state "le categorie più fragili, quelle con maggiore anzianità. con i carichi familiari e sociali, i caregiver e le categorie protette". Secondo le manifestanti è stato violato anche l'art,2112 del codice civile, che tutela il personale nelle cessioni aziendali.

Martedì ci sarà poi al ministero del Lavoro il tavolo con i sindacati per chiudere la procedura per la Cigs fino al settembre 2022.