Il blackout di Facebook costa all'azienda 220 mila dollari al minuto. Un miliardo di danni per l'economia mondiale
di Flavio Bini , di Flavio BiniMILANO - Oltre 220 mila dollari persi ogni minuto di blackout, una perdita di capitalizzazione di 47 miliardi, di cui più di 6 per il fondatore Mark Zuckerberg e un danno all'economia mondiale vicino al miliardo di euro. All'indomani delle sei ore più lunghe della storia di Facebook, con i servizi interrotti fino a poco dopo le 11 ora italiana, qualche numero aiuta a mettere in fila il peso della clamorosa debacle tecnologica di ieri.
Inserzioni bloccate, persi 220 mila dollari al minuto
Il conto più salato, e permanente, l'azienda lo paga in termini di mancati ricavi legati al blocco delle attività e quindi dall'impossibilità di vendere le inse…
MILANO - Oltre 220 mila dollari persi ogni minuto di blackout, una perdita di capitalizzazione di 47 miliardi, di cui più di 6 per il fondatore Mark Zuckerberg e un danno all'economia mondiale vicino al miliardo di euro. All'indomani delle sei ore più lunghe della storia di Facebook, con i servizi interrotti fino a poco dopo le 11 ora italiana, qualche numero aiuta a mettere in fila il peso della clamorosa debacle tecnologica di ieri.
Inserzioni bloccate, persi 220 mila dollari al minuto
Il conto più salato, e permanente, l'azienda lo paga in termini di mancati ricavi legati al blocco delle attività e quindi dall'impossibilità di vendere le inserzioni pubblicitarie, principale fonte di reddito del social network. Come evidenziato da Fortune, stando ai dati comunicati nel secondo trimestre (91 giorni) l'azienda ha realizzato ricavi per 29,08 miliardi di dollari, pari a 319,6 milioni di euro al giorno, poco più di 220 mila dollari al minuto. Le oltre sei ore di stop si sarebbero tradotte quindi in mancati incassi dell'ordine di 80 milioni di dollari.
Il tonfo (recuperabile) a Wall Street
Spiccioli se confrontati alla perdita di capitalizzazione del titolo a Wall Street, che ieri era già in caduta dopo le rivelazioni della whistlblower Frances Haugen, che ha accusato l'azienda di promuovere contenuti divisivi sulle timeline degli utenti per spingerli ad una maggiore interazione e quindi a una più lunga permanenza all'interno del social network. Il titolo Facebook ieri ha chiuso in calo del 4,89% quando ancora il problema non era ancora stato risolto. Un tonfo che si traduce in una perdita di capitalizzazione di oltre 47 miliardi di dollari.
Perdita, certo, temporanea visto che alla ripresa delle contrattazioni il titolo potrebbe recuperare parte del terreno perso. A farne le spese è stato soprattutto lo stesso Mark Zuckerberg detiene il 14% della società. Quota il cui valore si è assottigliato in poche ore di oltre 6,5 miliardi, facendo scivolare Zuckerberg, almeno momentaneamente, dal quinto al sesto posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo nella classifica di Forbes.
Un miliardo di danni all'economia mondiale
Alle conseguenze per Facebook, il suo fondatore e i suoi azionisti, si aggiungono anche i danni collaterali per tutte le imprese che grazie a Facebook, Instagram e WhatsApp fanno affari. La Ong specializzazzata in sicurezza informatica Netblocks, sul suo sito offre un simulatore che prova a quantificare i danni causati da un blocco, locale o mondiale, legato a ciascuno dei principali social network, utilizzando dati della Banca Mondiale, di Eurostat, dell'Ufficio Internazionale delle Telecomunicazione e dell'Us Census. Nel caso come quello di ieri, di una sospensione dei servizi per sei ore di Facebook, Instagram e Whatsapp il conto finale, da prendere con tutte le precauzioni del caso, è comunque salatissimo: oltre 968 milioni di dollari.