Il cashback fa volare i pagamenti digitali: +23% nei primi sei mesi dell'anno
MILANO - Il cashback di Stato tira la volata ai pagamenti digitali in Italia. Secondo i numeri presentati oggi dall'Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano nel primo semestre dell'anno la crescita è stata molto sostenuta: +23% rispetto ai primi sei mesi dell'anno precedente, raggiungendo quota 145,6 miliardi di euro. La corsa riguarda il cosiddetto contactless, cioè le operazioni effettuate avvicinando semplicemente la carta al lettore, schizzati del 66% nel primo semestre a 52 miliardi di euro. In generale la maggiore confidenza con questo tipo di strumento la si osserva anche a giudicare dall'importo medio di spesa, calato dell'1,4% a 41 euro: segno che gli italiani utilizzano le carte sempre di più anche per spese minori. Più che raddoppiate (+108%) poi anche le transazioni compiute via smartphone, salite a 2,7 miliardi di euro.
MILANO - Il cashback di Stato tira la volata ai pagamenti digitali in Italia. Secondo i numeri presentati oggi dall'Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano nel primo semestre dell'anno la crescita è stata molto sostenuta: +23% rispetto ai primi sei mesi dell'anno precedente, raggiungendo quota 145,6 miliardi di euro. La corsa riguarda il cosiddetto contactless, cioè le operazioni effettuate avvicinando semplicemente la carta al lettore, schizzati del 66% nel primo semestre a 52 miliardi di euro. In generale la maggiore confidenza con questo tipo di strumento la si osserva anche a giudicare dall'importo medio di spesa, calato dell'1,4% a 41 euro: segno che gli italiani utilizzano le carte sempre di più anche per spese minori. Più che raddoppiate (+108%) poi anche le transazioni compiute via smartphone, salite a 2,7 miliardi di euro.
Il traino di cashback e super cashback
Come detto un traino importante è arrivato da cashback e supercashback, le misure approvate dal governo Conte II, sospese poi dal governo Draghi a fine giugno. Sono stati quasi 9 milioni i cittadini che hanno aderito al programma e 6,1 milioni hanno raggiunto la soglia delle 50 transazioni. Poco meno della metà delle operazioni, il 43%, ha riguardato spese inferiori ai 15 euro, segno che quindi la misura ha centrato almeno in parte l'obiettivo del governo, cioè incoraggiare la popolazione ad usare i pagamenti digitali anche per gli importi più bassi.
"Guardando a questi numeri semestrali, possiamo ritenere che gli incentivi promossi dal Governo (il cashback, il super cashback e la Lotteria degli scontrini) abbiano avuto un effetto positivo sui pagamenti digitali, stimolando anche i consumi", sottolinea Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Innovative Payments. “La partecipazione all’iniziativa cashback ha totalizzato oltre 750 milioni di operazioni effettuate, pari a oltre il 24% delle transazioni con carta del semestre. Questo significa che gli utenti che hanno aderito hanno utilizzato la carta più frequentemente della media e per importi ridotti. Per le casse dello Stato, l’iniziativa ha avuto un costo al di sotto del miliardo di euro: resta però ancora da capire se ha consentito di far emergere il nero e se ha effettivamente cambiato le abitudini degli italiani".
Il boom delle prepagate
L'osservatorio registra poi una forte crescita delle carte prepagate, passare da 21,2 a 28 miliardi nell'arco di un anno ( +32%) e anche per quanto riguarda il transato le carte di debito segnano un deciso +18,6 miliardi e nel complesso dalle carte di debito passa più di metà delle transazioni digitali totali (1,83 miliardi su 3,18). Più debole il quadro delle carte di credito, che hanno scontato il calo dei consumi ad alto importo per viaggi turistici e aziendali.
Italia ancora in coda
I passi in avanti compiuti nell'ultimo anno non bastano però a spostare l'Italia dalla coda della classifca europea. “Nonostante una lieve crescita del numero di transazioni pro capite con carta avvenuto nel 2020 (+3,7%), secondo i dati della Banca Centrale Europea l’Italia perde un’ulteriore posizione nella graduatoria dei Paesi dell’UE più abituati alle transazioni digitali, anche a causa di un grande balzo in avanti della Germania, posizionandosi oggi al 25° posto tra i 27 stati membri” aggiunge Ivano Asaro, Direttore dell’Osservatorio Innovative Payments