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L'inflazione spaventa i governi: dalla Polonia alla Nuova Zelanda le banche centrali tornano a far salire i tassi

(reuters)
Dopo Repubblica Ceca, Ungheria e Romania anche Varsavia ritocca al rialzo i tassi per la prima volta dal 2012. E intanto la Fed si prerpara a un aumento per il prossimo anno
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MILANO - Lo spettro dell'inflazione tiene sempre di più in apprensione le economie di tutto il mondo e dopo anni di tassi tra zero e sottozero i governi cominciano a scendere in campo con le loro banche centrali per fronteggiare la fiammata dei prezzi.  L'ultima in ordine di tempo è la Polonia, la cui banca centrale a sorpresa ha rialzato il proprio tasso di interesse di riferimento di 40 punti base portandolo allo 0,5%, segnando il primo aumento dal 2012. Una mossa resa necessaria dopo che l'inflazione a settembre ha segnato una crescita record del 5,8%, ben oltre la media dell'Eurozona - di cui la Polonia non fa parte - a quota 3,4% secondo gli ultimi dati di Eurostat e ai massimi da 20 anni.

 

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MILANO - Lo spettro dell'inflazione tiene sempre di più in apprensione le economie di tutto il mondo e dopo anni di tassi tra zero e sottozero i governi cominciano a scendere in campo con le loro banche centrali per fronteggiare la fiammata dei prezzi.  L'ultima in ordine di tempo è la Polonia, la cui banca centrale a sorpresa ha rialzato il proprio tasso di interesse di riferimento di 40 punti base portandolo allo 0,5%, segnando il primo aumento dal 2012. Una mossa resa necessaria dopo che l'inflazione a settembre ha segnato una crescita record del 5,8%, ben oltre la media dell'Eurozona - di cui la Polonia non fa parte - a quota 3,4% secondo gli ultimi dati di Eurostat e ai massimi da 20 anni.

 

Dalla Norvegia alla Nuova Zelanda, cresce il fronte dei "falchi"

Varsavia si aggiunge così al sempre meno sparuto blocco di Paesi che hanno deciso di riattivare la leva dei tassi per fronteggiare l'aumento dell'inflazione. Prima di lei si erano mosse in questo senso anche le banche centrali di Repubblica Ceca, Ungheria e Romania. Alcune settimane fa a colpire i mercati era stato l'aumento deciso dalla banca centrale norvegese, con il tasso di riferimento portato allo 0,25% mentre ieri è stata la volta della Nuova Zelanda, la cui banca centrale ha alzato il tasso ufficiale di 25 punti base portandolo a 0,5%, segnando il primo rialzo in sette punti.

Dalla Fed alla Bank of England: come si stanno muovendo le altre banche centrali

Le grandi economie mondiali, e le loro banche centrali, per il momento restano più caute. La Fed ha già comunicato un avvio della riduzione degli acquisti di asset a partire dalla fine di quest'anno, il cosiddetto tapering, e ha indicato per il 2022 la prima finestra per un possibile rialzo dei tassi. Ancora più cauta la Bce, che continua a ritenere "temporanea" la fiammata dei prezzi confidando quindi in un ritorno sul livello medio del 2% in un orizzonte temporale di medio termine. Nessuna indicazione di rialzi nemmeno da parte della Bank of Japan, con i tassi di breve termine fermi a -0,1% e quelli a lungo termine a zero, mentre un segnalo in questo senso è arrivato il mese scorso dalla Bank of England, con il governatore Andrew Bailey che ha lasciato intendere che all'interno del board sta crecendo la convinzione della necessità di rialzare i tassi per fronteggiare la spinta inflazionistica.