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Macron lancia un piano industriale da 30 miliardi per la Francia. E sull'energia Parigi scommette sul nucleare

(reuters)
Il presidente annuncia un maxi programma di investimenti a sostegno della politica industriale del Paese verso il 2030. Quattro miliardi per la mobilità pulita, sei per la produzione di componenti chiave per affrontare la penuria di chip
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PARIGI - Trenta miliardi per il futuro industriale della Francia del 2030. A sei mesi dalle presidenziali, Emmanuel Macron presenta un nuovo piano di investimenti, dopo le misure di emergenza varate nel marzo 2020 e il piano di rilancio da cento miliardi di euro approvato un anno fa. "Dobbiamo aumentare la capacità dell'economia francese di crescere attraverso l'innovazione" ha spiegato il capo di Stato illustrando “France 2030” che punta su filiere industriali strategiche. Dei trenta miliardi annunciati per i prossimi cinque anni, otto sono destinati al settore energetico. La Francia intende costruire, tra l'altro, due gigafactory per diventare leader dell'idrogeno verde che potrà servire a decarbonizzare settori particolarmente inquinanti come edilizia e siderurgia. Macron ha confermato l'intenzione del governo di rafforzare la produzione elettrica dalle centrali nucleari attraverso mini-reattori (Small modular reactors). "…

PARIGI - Trenta miliardi per il futuro industriale della Francia del 2030. A sei mesi dalle presidenziali, Emmanuel Macron presenta un nuovo piano di investimenti, dopo le misure di emergenza varate nel marzo 2020 e il piano di rilancio da cento miliardi di euro approvato un anno fa. "Dobbiamo aumentare la capacità dell'economia francese di crescere attraverso l'innovazione" ha spiegato il capo di Stato illustrando “France 2030” che punta su filiere industriali strategiche. Dei trenta miliardi annunciati per i prossimi cinque anni, otto sono destinati al settore energetico. La Francia intende costruire, tra l'altro, due gigafactory per diventare leader dell'idrogeno verde che potrà servire a decarbonizzare settori particolarmente inquinanti come edilizia e siderurgia. Macron ha confermato l'intenzione del governo di rafforzare la produzione elettrica dalle centrali nucleari attraverso mini-reattori (Small modular reactors). "L'obiettivo numero uno - ha dichiarato - è che entro il 2030 emergano in Francia reattori nucleari di piccola taglia, innovativi, con una migliore gestione delle scorie".

Quattro miliardi di euro saranno dedicati alla “mobilità pulita”, con l'obiettivo di sviluppare un aereo a basso impatto Co2 e di produrre due milioni di veicoli elettrici e ibridi entro il 2030. In un momento in cui la Francia come altri paesi affronta la penuria di microchip, il governo stanzia sei miliardi per lo sviluppo della produzione nazionale di componenti chiave, mentre 2,5 miliardi di euro saranno dedicati alla formazione dei "talenti" di domani e cinque miliardi di euro al miglioramento del finanziamento delle start-up industriali. Tra gli altri settori strategici citati da Macron c'è anche quello farmacologico con l'obiettivo di fabbricare venti “biomedicine” entro la fine del decennio.

"Il piano deve iniziare rapidamente", ha insistito Macron, parlando di azione “commando”. Tre o quattro miliardi di euro saranno spesi a partire dal prossimo anno e integrati nella Finanzaria all'esame del Parlamento. Resta ancora da definire la cabina di regia che si occuperà di “France 2030”, la governance è già oggetto di un vivace dibattito tra ministeri e varie agenzie governative. Il Medef, la Confindustria francese, ha accolto con favore il nuovo piano del capo di Stato anche se alcuni economisti sottolineano la difficoltà di recuperare il ritardo accumulato negli ultimi anni. Nonostante alcune eccellenze come il lusso, la produzione industriale d’Oltralpe è in declino da almeno vent'anni. L'economia transalpina si è via via sviluppata nel terziario, una parte importante del Pil è legata al turismo. La produzione industriale rappresenta il 12% del Pil (rispetto al 20% della Germania) di cui una parte importante è legata all'aeronautica.

La “rinconquista industriale” di Macron è anche un modo di proiettarsi oltre la fine del suo mandato, dando quasi per scontato la sua rielezione ad aprile. Durante la presentazione di “France 2030” il capo di Stato ha parlato a braccio per oltre un’ora e mezza, camminando in piedi in una sorta di stand-up che assomigliava molto a un comizio. Prima del suo discorso è stato proiettato un filmato in cui venivano ripercorse le tappe dell'innovazione industriale transalpina: dal celebre Tgv, il treno ad alta velocità che la Francia introdusse per prima in Europa, agli aerei da caccia Rafale, al nucleare, al Concorde. Nella prossima campagna elettorale Macron vuole presentarsi come l'ottimista all’opposto dei “declinisti” come Le Pen e Zemmour che denunciano un ineluttabile tramonto della potenza francese.