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Agile a obiettivi: la via “smart” nel pubblico

Con il controllo telematico sarà possibile pagare buoni pasto e straordinari
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ROMA - Un po’ smart working e un po’ telelavoro. Il lavoro agile nella Pubblica Amministrazione si sdoppia: in parte per obiettivi, in partecon il vincolo dell’orario.
È la proposta che Antonio Naddeo, il presidente dell’Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale della Pubblica Amministrazione) presenterà martedì ai sindacati, al tavolo del contratto per le Funzioni Centrali (ministeri e agenzie). Lo stesso schema, spiega Naddeo, potrebbe poi essere utilizzato anche per gli altri due contratti in trattativa, quello per la Sanità e per Regioni ed Enti locali. E non è escluso che entri anche nelle linee guida che il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta presenterà venerdì 22 ai sindacati.

«Molte amministrazioni - rileva il presidente dell’Aran - non riescono a far lavorare per obiettivi tutti i dipendenti. Un conto sono gli obiettivi dati ai dirigenti e alle funzioni apical…

ROMA - Un po’ smart working e un po’ telelavoro. Il lavoro agile nella Pubblica Amministrazione si sdoppia: in parte per obiettivi, in partecon il vincolo dell’orario.
È la proposta che Antonio Naddeo, il presidente dell’Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale della Pubblica Amministrazione) presenterà martedì ai sindacati, al tavolo del contratto per le Funzioni Centrali (ministeri e agenzie). Lo stesso schema, spiega Naddeo, potrebbe poi essere utilizzato anche per gli altri due contratti in trattativa, quello per la Sanità e per Regioni ed Enti locali. E non è escluso che entri anche nelle linee guida che il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta presenterà venerdì 22 ai sindacati.

«Molte amministrazioni - rileva il presidente dell’Aran - non riescono a far lavorare per obiettivi tutti i dipendenti. Un conto sono gli obiettivi dati ai dirigenti e alle funzioni apicali, un conto è poi declinarli per tutti gli impiegati. E poi quello fatto in pandemia non era lavoro agile, ma lavoro da remoto di emergenza».

Lo smart working con orario «è più telelavoro», ammette Naddeo, ma presenta anche il vantaggio di una migliore conciliazione con il mix di giornate in ufficio e a casa che si prospetta da ora in avanti, con il rientro avviato il 15, e soprattutto da gennaio, quando le amministrazioni adotteranno i Piao, i piani integrati per l’attività e l’organizzazione che includono anche i Pola, i piani per il lavoro agile (in assenza di Piao, c’è comuque una soglia minima di smart working del 15%). «Non dobbiamo immaginare cinque giorni di lavoro da casa - osserva - per cui è più semplice se quello che dovrei fare dietro la scrivania in ufficio lo faccio anche da remoto. E, grazie al controllo telematico, che permette di sapere quando si comincia a lavorare e quando si finisce, sarà possibile anche pagare gli straordinari e i buoni pasto». La questione di straordinari e buoni pasto infatti era stata tra le più controverse durante lo smart working di emergenza, e tra le amministrazioni non c’era stato un orientamento comune.

Naddeo propone anche una semplificazione rispetto alle tre fasce orarie che si era stabilito dovessero applicarsi per il lavoro agile dei dipendenti pubblici, e cioè quelle di operatività, contattabilità e disconnessione: «Potrebbero diventare due, regolando il diritto di disconnessione per entrambi i tipi di lavoro agile». Rimane invece nelle mani della contrattazione collettiva la possibilità di mettere a punto un pacchetto di welfare per chi lavora senza vincoli di orario: in questo caso non sono prospettabili straordinari o buoni pasto, ma si potrebbe pensare a rimborsi forfettari per le spese sostenute per lavorare da casa.

Se la proposta di Naddeo venisse accolta dai sindacati, la formula di lavoro agile a orario potrebbe contraddire in parte la legge 81/2017 che esclude «precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro». Ma anche la legge 81 potrebbe presto cambiare: alla Commissione Lavoro di Montecitorio proprio in questi giorni si stanno svolgendo le audizioni per la riforma, che sintetizza diversi disegni di legge presentati da quasi tutte le forze politiche.