Economia

Allarme caro-bollette "In arrivo altri aumenti record per la fine dell'anno"

In audizione al Senato, il presidente dell'Autorità per l'Energia Stefano Besseghini avvisa il governo: "Nell'immediato futuro ci saranno nuovi rialzi". Secondo la società Terna, che gestisce le rete ad alta tensione, finora il caro energia è costato oltre 40 miliardi
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Roma - Caro bollette, gli aumenti non sono finiti. "Nell'immediato futuro ci saranno ulteriori rialzi del prezzo dell'energia, per tornare a livelli più bassi soltanto con la fine del 2022". E' il presidente dell'Autorità per l'Energia, Stefano Besseghini a lanciare l'allarme per i rincari per le tariffe di elettricità e gas naturale in arrivo per la fine dell'anno.

Besseghini ha parlato durante le audizione in commissione Industria al Senato, dove sono stati invitati a dire la loro imprese, associazioni di categoria e istituzioni in vista della conversione del decreto taglia-bollette con cui il governo ha stanziato 3,5 miliardi per sterilizzare parte degli aumenti record in vigore dal primo ottobre. Manovra che segue quella da 1,5 miliardi, approvata a maggio.

In pratica, Besseghini ha avvisato il premier Draghi e i suoi ministri che dovranno prevedere ulteriori stanziamenti entro Natale: “I dati disponibili confermano la tendenza a ulteriori rialzi dei prezzi dell’energia nell’immediato futuro; inoltre le previsioni di medio periodo lasciano, a oggi, intravedere un processo ancora lento di riallineamento verso prezzi più bassi, con prezzi del gas naturale superiori di ai 40 euro al megawattora, per poi scendere verso i 30 euro solo nel 2023”.

Per capire, Besseghini fa riferimento al gas naturale perché è il combustibile più usato in Italia per la produzione di energia elettrica. Al momento, i prezzi del gas viaggiano attorno ai 90 euro, per cui a metà dell'anno prossimo andranno a dimezzarsi. Peccato che l'anno scorso, prima che esplodessero i costi dell'energia, il prezzo fosse sotto i 10 euro.

Risultato? "Se le previsioni di questi giorni dovessero mantenersi, si profilerebbe per il primo quadrimestre 2022 un ulteriore, significativo, aumento dei prezzi per i servizi di tutela (le attuali quotazioni del gas naturale per il primo trimestre 2022 sono circa doppie di quelle utilizzate per lo scorso aggiornamento), che determinerebbe una situazione analoga a quella dello scorso trimestre".

Tutto questo perché sul gas naturale, ha sostenuto Besseghini, le previsioni non sono per nulla ottimistiche. Anzi: “In ambito internazionale, per quanto riguarda il prezzo del gas naturale, non si percepiscono, nel breve periodo, segnali di inversione di tendenza rispetto ai massimi storici raggiunti negli hub europei, nonostante qualche tentativo di correzione al ribasso – peraltro di breve durata – a seguito del diffondersi di notizie riguardanti il potenziale aumento dell'offerta con l’entrata in operatività del gasdotto Nord Stream 2 e il rischio di riduzione della domanda per la chiusura di importanti stabilimenti industriali".

L'allarme di Besseghini è stato confermato anche da Terna, la società a controllo pubblico che gestisce la rete elettrica ad alta tensione e che ha un punto di osservazione privilegato su tutto quello che accade nel settore energia. Anche Terna è stata invitata in audizione, dove ha parlato il direttore Strategie di sviluppo Rete e Dispacciamento, Francesco Del Pizzo:  "Le tensioni sui prezzi di gas e Co2 hanno comportato un aumento del costo della bolletta elettrica di circa 40 miliardi di euro su base annua in Italia, con un raddoppio della spesa energetica per il vettore elettrico" e queste tensioni "perdureranno per un tempo non brevissimo, almeno due trimestri".