Jack Ma si rivede all'estero: la trasferta in Spagna possibile segnale della tregua con Pechino
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Chi non muore si rivede. Jack Ma, il fondatore del gigante dell’e-commerce Alibaba, mette piede fuori dalla Cina dopo oltre un anno. Destinazione: Spagna. Scopo del viaggio: un tour su agricoltura e tecnologia legato a temi ambientali. La notizia del viaggio nel Paese iberico di Ma è stata data ieri dal South China Morning Post, quotidiano in lingua inglese di Hong Kong di proprietà proprio della stessa Alibaba. Il miliardario di Hangzhou si sarebbe recato in Europa da Hong Kong, dove era stato avvistato all'inizio di ottobre, e dove ha trascorso un periodo di tempo assieme alla famiglia, secondo una fonte del giornale al corrente dell’itinerario. Finora si era rivisto in pubblico solamente un paio di volte.
PECHINO - Chi non muore si rivede. Jack Ma, il fondatore del gigante dell’e-commerce Alibaba, mette piede fuori dalla Cina dopo oltre un anno. Destinazione: Spagna. Scopo del viaggio: un tour su agricoltura e tecnologia legato a temi ambientali. La notizia del viaggio nel Paese iberico di Ma è stata data ieri dal South China Morning Post, quotidiano in lingua inglese di Hong Kong di proprietà proprio della stessa Alibaba. Il miliardario di Hangzhou si sarebbe recato in Europa da Hong Kong, dove era stato avvistato all'inizio di ottobre, e dove ha trascorso un periodo di tempo assieme alla famiglia, secondo una fonte del giornale al corrente dell’itinerario. Finora si era rivisto in pubblico solamente un paio di volte.
Dopo l’ultimo anno a dir poco turbolento per l’ex presidente della compagnia, è questo forse il segnale che è finito il regolamento di conti tra Pechino e Alibaba? Ma fu il primo a finire nel mirino del Partito già a novembre dello scorso anno. Prima con lo stop all’Ipo da record in Borsa per la sua Ant da 31,4 miliardi di euro e poi con la maxi multa da 2,3 miliardi per abuso di posizione dominante. La prima vittima di quella stretta contro le Big Tech intensificatasi poi negli ultimi mesi, da Didi a Tencent fino a Meituan. “Questa è una chiara indicazione che i regolatori cinesi hanno risolto i loro problemi con Alibaba”, racconta una fonte al South China Morning Post. Un altro segnale arriva dalla Borsa: le azioni di Alibaba, in calo del 35% a New York e Hong Kong da dicembre 2020, sono aumentate del 20% dalla fine di settembre. Segno che la stretta del Partito sta volgendo al termine. Perfino il Quotidiano del Popolo ora loda apertamente Alibaba per un successo tutto “made in China” nel campo strategico dei semiconduttori: i tecnici della società hanno sviluppato un nuovo chip, Yitian 710, per i suoi server nelle operazioni cloud dell’azienda: il terzo chip progettato dal gigante dell’e-commerce negli ultimi due anni.
Figlio di un’operaia e di un fotografo, negli ultimi anni Jack Ma era diventato un vero e proprio guru, corteggiato da molti governi e frequentatore abituale di primi ministri e presidenti in giro per il mondo. Nel 1999 fonda Alibaba assieme ad un gruppo di amici: un’azienda nata per aiutare le piccole imprese a vendere i propri prodotti online che in breve tempo diventa un gigante. Qualche anno dopo, nel 2003, nasce Taobao - l’eBay cinese - e poi Tmall, dove i vari rivenditori di marchi di tutto il mondo aprono negozi virtuali. Infine, l’altra rivoluzione: Alipay. Il sistema di pagamento online che oggi gestisce più della metà di tutte le transazioni in rete nel Paese.