Benzina a 4 euro? Uno scenario molto "futuribile". Intanto la Francia dà un contributo da 100 euro agli automobilisti
MILANO - Lo scenario è stato descritto da uno dei massimi esperti del settore in Italia: se dovesse continuare la tempesta perfetta dei prezzi del gas e, soprattutto, del petrolio, la benzina potrebbe arrivare a 4 euro al litro. Uno scenario molto "catastrofista" e pieno di "se": come prima cosa il prezzo del greggio dovrebbe salire dagli attuali 84 a 200 dollari, le big oil company dovrebbero smettere di investire, la domanda di materie prime dovrebbe rimanere molto alta.
Ma potrebbe accadere? Albert Clò, direttore della rivista Energia, ha descritto lo scenario qualche giorno fa e il rilancio social si è materializzato in nuovi timori da parte dei consumatori. Al momento, le indicazioni che arrivano dagli analisti finanziari è di un calo delle quotazioni a partire dalla prossima primavera, come si deduce dall'andamento dei derivati sulle materie prime. Ma è anche vero che mancano ancora 5-6 mesi e i prezzi saranno ancora vo…
MILANO - Lo scenario è stato descritto da uno dei massimi esperti del settore in Italia: se dovesse continuare la tempesta perfetta dei prezzi del gas e, soprattutto, del petrolio, la benzina potrebbe arrivare a 4 euro al litro. Uno scenario molto "catastrofista" e pieno di "se": come prima cosa il prezzo del greggio dovrebbe salire dagli attuali 84 a 200 dollari, le big oil company dovrebbero smettere di investire, la domanda di materie prime dovrebbe rimanere molto alta.
Ma potrebbe accadere? Albert Clò, direttore della rivista Energia, ha descritto lo scenario qualche giorno fa e il rilancio social si è materializzato in nuovi timori da parte dei consumatori. Al momento, le indicazioni che arrivano dagli analisti finanziari è di un calo delle quotazioni a partire dalla prossima primavera, come si deduce dall'andamento dei derivati sulle materie prime. Ma è anche vero che mancano ancora 5-6 mesi e i prezzi saranno ancora volatili a lungo.
Di concreto, per ora, ci sono i prezzi che al distributore si mantengono a livelli record da anni. Nell'ultima rilevazione c'è una sostanziale stabilità, con minimi aggiustamenti al rialzo, e quindi i costi si tengono ai massimi dal lontano 2014. Con le quotazioni dei prodotti petroliferi in mediterraneo che hanno chiuso ieri in discesa, le compagnie lasciano oggi invariati i prezzi raccomandati. Più nel dettaglio, in base all'elaborazione di quotidiano energia dei dati alle 8 di ieri comunicati dai gestori all'osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato della benzina, in modalità self, va 1,746 euro/litro (ieri 1,744) con i diversi marchi compresi tra 1,744 e 1,755 euro/litro (no logo 1,729). Il prezzo medio praticato del diesel, sempre self, sale a 1,610 euro/litro (ieri 1,608) con le compagnie posizionate tra 1,612 e 1,617 euro/litro (no logo 1,597).
Il petrolio sui mercati internazionali è sì in una fase di rialzo, ma per il momento non si sono visti quei picchi di prezzo che hanno caratterizzato altre materie prime energetiche come il gas naturale o il carbone. Il Brent è comunque arrivato a toccare i massimi da oltre tre anni, superando la quota di 85 dollari al barile. L'Unem, Unione energie per la mobilità, ha appena aggiornato i dati dei consumi petroliferi con il mese di settembre e anche i numeri mostrano quanto l'uso di benzina e gasolio stia aumentando, anche rispetto ai dati antecedenti la pandemia. I consumi complessivi sono stati pari a poco più di 5 milioni di tonnellate, in progresso del 5,9% (+282.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2020, sebbene ancora inferiori del 3,2% (169.000 tonnellate in meno) rispetto a settembre 2019 (quando i consumi erano pari a 5,2 milioni di tonnellate) a causa del protrarsi dalla crisi dei carburanti aerei legata alla limitata presenza dei voli a medio e lungo raggio. I consumi di benzina e gasolio, a parità di giorni lavorativi, sono stati pari a 2,8 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di benzina e 2,1 milioni di gasolio, con un incremento del 7,2% (+185.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2020, e addirittura superiori dell'8,3% rispetto a settembre 2019 sia per la ripresa delle attività produttive e commerciali, sia per un maggiore utilizzo del mezzo privato nell'uso quotidiano e nel tempo libero.
In particolare, spiega l'Unione energie per la mobilità, la benzina totale ha mostrato una crescita del 10,4% (+63.000 tonnellate) rispetto a settembre 2020 (+10,8% rispetto al 2019); andamento analogo della benzina venduta sulla rete (+10,4%) (+10,5% rispetto al 2019); il gasolio autotrazione ha evidenziato un incremento del 6,2% (+122.000 tonnellate) (+7,6 rispetto al 2019); progresso del 3,4% del gasolio venduto sulla rete, dell'11,8% per il gasolio extra-rete. Il carburante per aerei, nonostante un incremento nel mese di circa il 62%, dato che risente del confronto con la situazione di forti limitazioni dell'aviazione civile nel settembre 2020, presenta volumi ancora inferiori del 47% verso il 2019 dato il protrarsi degli effetti della crisi pandemica su questo prodotto, in particolare sui flussi di passeggeri dalle aree extra europee. L'Unem segnala aumenti per tutti gli altri usi del gasolio e per il gpl (ad uso combustione), mentre mostrano ancora un rallentamento sia il bitume (-2,2%) che i lubrificanti (-2,5%), dopo diversi mesi dell'anno in forte crescita.
La situazione di caro-carburanti sta generando reazioni anche nel resto d'Europa. Giovedì sera, in Francia, il premier Jean Castex ha annunciato un aiuto governativo di 100 euro per consentire alle "classi medie" di far fronte al caro-benzina, che in Francia sta toccando livelli record. A sei mesi dalle elezioni presidenziali, il braccio destro del presidente Emmanuel Macron ha anche riferito che il prezzo del gas verrà "bloccato" per tutto il 2022. Secondo quanto riferito da Castex, il contributo di 100 euro per far fronte al caro-benzina andrà a favore di circa 38 milioni di cittadini francesi. L'aiuto riguarda, in particolare, quei cittadini delle "classi medie" che guadagnano "meno di 2.000 euro netti al mese". A cominciare da tutti coloro che hanno bisogno della loro auto per andare al lavoro, ma anche quei disoccupati che utilizzano il loro mezzo per cercare un'occupazione o anche i pensionati.
Secondo un recente sondaggio realizzato anche in vista dell'imminente corsa all'Eliseo, quella del potere d'acquisto è la principale preoccupazione dei francesi, molto davanti a temi sbandierati dall'estrema destra come sicurezza e immigrazione. In Francia, il prezzo alle stazioni di servizio è cresciuto di altri 2 centesimi la settimana scorsa, raggiungendo un livello medio storicamente alto, a 1,56 euro/litro per il gasolio e 1,62 euro per la benzina senza piombo. Castex ha difeso l'operato del governo per far fronte all'aumento dei prezzi dell'energia ed ha definito Macron come "presidente del potere d'acquisto". Ha poi precisato che "questa specie di indennità inflazione" destinata a 38 milioni di francesi verrà versata automaticamente. I francesi "non dovranno fare nulla, sarà automatico. Passeremo per diversi circuiti. Forniremo i dettagli nei prossimi giorni".