Usa, messaggio a Pechino: China Telecom bandita per il rischio spionaggio
MILANO - All'indomani di una video-conferenza con colloqui "pragmatici, schietti e costruttivi" sul fronte commerciale tra il vice premier cinese, Liu He, e la segretaria al Tesoro Usa, Janet Yellen, le tensioni tra le due superpotenze economiche sono tornate ad accendersi. Oggetto dell'attrito, questa volta, la compagnia Tlc China Telecom.
La Federal Communications Commission (Fcc), regolatore statunitense delle trasmissioni e delle comunicazioni, ha infatti revocato la licenza che consente a China Telecom di operare negli Stati Uniti, menzionando possibili infiltrazioni di rete chiave da parte di aziende cinesi con un conseguente rischio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Una mossa che la compagnia, attraverso un portavoce che ha parlato con Reuters, ha criticato aspramente: "La decisione della Fcc è deludente. Abbiamo in programma di perseguire tutte le opzioni disponibili per continuare a fornire i servizi ai nostri clienti".
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MILANO - All'indomani di una video-conferenza con colloqui "pragmatici, schietti e costruttivi" sul fronte commerciale tra il vice premier cinese, Liu He, e la segretaria al Tesoro Usa, Janet Yellen, le tensioni tra le due superpotenze economiche sono tornate ad accendersi. Oggetto dell'attrito, questa volta, la compagnia Tlc China Telecom.
La Federal Communications Commission (Fcc), regolatore statunitense delle trasmissioni e delle comunicazioni, ha infatti revocato la licenza che consente a China Telecom di operare negli Stati Uniti, menzionando possibili infiltrazioni di rete chiave da parte di aziende cinesi con un conseguente rischio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Una mossa che la compagnia, attraverso un portavoce che ha parlato con Reuters, ha criticato aspramente: "La decisione della Fcc è deludente. Abbiamo in programma di perseguire tutte le opzioni disponibili per continuare a fornire i servizi ai nostri clienti".
Un messaggio forte, commenta Bloomberg, che dimostra come il timore per le ingerenze di Pechino resti altissimo nonostante il processo di disgelo dei rapporti avviato dall'amministrazione di Joe Biden.
Il regolatore statunitense, agenzia indipendente, ha votato con una secca unanimità: con quattro voti a zero ha stabilito in particolare che China Telecom è "soggetta allo sfruttamento, all'influenza e al controllo del governo cinese, ed è quasi certamente costretta ad ottemperare alle richieste del governo cinese in assenza di procedure legali soggette a supervisione giuridica indipendente". L'Fcc ha aggiunto che l'influenza esercitata da Pechino "pone significativi rischi di sicurezza nazionale e tutela dell'ordine, fornendo opportunita'" alle aziende al governo cinesi di "accedere, archiviare, danneggiare e/o deviare le comunicazioni statunitensi".
La decisione dell'agenzia federale Usa comporta l'interruzione dei servizi di China Telecom negli Stati Uniti entro un periodo di 60 giorni. Una fine ingloriosa, dopo vent'anni circa di operatività americana. Seppure gli affari americani non siano certo enormi per la compagnia cinese, "è un'azione importante" - ha commentato con l'agenzia finanziaria Martijn Rasser, direttore della tecnologia e del programma sulla sicurezza nazionale al Center for a New American Security di Washington. "Manda un messaggio più ampio a Pechino, e cioè che indipendentemente da chi sia il presidente, gli Stati Uniti continuano ad essere attenti ai rischi che l'operatività delle compagnie cinesi pongono negli Usa".
China Telecom, una delle tre aziende principali nel mercato cinese delle telecomunicazioni, era autorizzata ad operare in 20 Stati Usa: la notizia della revoca della licenza federale ha causato un immediato ribasso dei titoli delle aziende cinesi quotate negli Stati Uniti e ad Hong Kong: l'indice Hang Seng ha perso oltre l'un per cento, e il suo listino tecnologico ha ceduto oltre il 3 per cento, trascinato dal ribassi di Tencent, Alibaba e JD.com.
China Telecom ha centinaia di milioni di clienti in 110 Paesi, ma negli Usa è finita nel filotto di aziende di Stato messe sotto la lente proprio per il controllo politico di Pechino e il timore che fungano da grimaldello per lo spionaggio asiatico.
La Fcc già l'anno scorso era andata all'assanto di Huawei e ZTE, viste come una minaccia per le reti di comunicazione, inasprendo le regole per le quali le compagnie americane si possono approvvigionare delle loro tecnologie. Nel 2019 aveva revocato la licenzaa China Mobile e si appresta a farlo per altre due aziende che hanno Pechino alle stpalle: China Unicom Americas e Pacific Networks.