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Agroalimentare, vietate le aste online al doppio ribasso

Con il provvedimento varato giovedì in Consiglio dei ministri, scatta lo stop per 16 pratiche sleali che vanno dal rispetto dei termini di pagamento (non oltre 30 giorni per i prodotti deperibili) al divieto di modifiche unilaterali dei contratti e di aste on line al doppio ribasso, dalle limitazioni delle vendite sottocosto alla fine dei pagamenti non connessi alle vendite fino ai contratti che devono essere rigorosamente scritti
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ROMA - Stop alle aste elettroniche al ribasso nella filiera agroalimentare. Stop ai contratti sulla parola. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri che si è riunito giovedì per approvare il Ddl sulla Concorrenza. Stop dunque allo strapotere della grande distribuzione su coltivatori e braccianti, che ha finito per creare una filiera squilibrata, che consentiva alla GDO di assicurarsi prezzi bassi (anche sotto il livello del costo di produzione), finendo però per strozzare coltivatori e braccianti. Una pratica sleale, quella dell'asta al doppio ribasso, che veniva usata da alcune catene di discount per aggiudicarsi specifiche categorie di prodotti, tra cui passata di pomodoro, olio, caffè, legumi, conserve di verdura. Ma il prezzo spuntato dalla GDO era spesso inferiore a quello di costo.

Le pratiche vietate

La partecipazione all'asta avviene a seguito di una prima convocazione via e-mail da parte della GDO, che chiede a tutti i …

ROMA - Stop alle aste elettroniche al ribasso nella filiera agroalimentare. Stop ai contratti sulla parola. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri che si è riunito giovedì per approvare il Ddl sulla Concorrenza. Stop dunque allo strapotere della grande distribuzione su coltivatori e braccianti, che ha finito per creare una filiera squilibrata, che consentiva alla GDO di assicurarsi prezzi bassi (anche sotto il livello del costo di produzione), finendo però per strozzare coltivatori e braccianti. Una pratica sleale, quella dell'asta al doppio ribasso, che veniva usata da alcune catene di discount per aggiudicarsi specifiche categorie di prodotti, tra cui passata di pomodoro, olio, caffè, legumi, conserve di verdura. Ma il prezzo spuntato dalla GDO era spesso inferiore a quello di costo.

Le pratiche vietate

La partecipazione all'asta avviene a seguito di una prima convocazione via e-mail da parte della GDO, che chiede a tutti i fornitori di proporre un prezzo per la vendita di un determinato stock di merce. Raccolte tutte le offerte, il committente convoca una nuova asta utilizzando l'offerta più bassa come base della nuova asta. Effettuando il login su una piattaforma digitale, senza sapere chi siano gli altri partecipanti, il fornitore ha pochi minuti per competere, ribassando ulteriormente nel tentativo di assicurarsi la commessa. Una pratica usata anche all'estero, che ora non sarà più possibile. "Vietate le aste a doppio ribasso, le pratiche sleali in agricoltura. Una vittoria dopo la lunga battaglia di sindacati, associazioni (tra cui Terra!, la prima a denunciare il fenomeno) e del Pd, dalla parte dei produttori sani contro lo strapotere della grande distribuzione organizzata e della dignità del lavoro contro lo sfruttamento nelle campagne", twitta Giuseppe Provenzano, vicesegretario del Pd ed ex ministro per il Sud.

E anche Cia e Coldiretti festeggiano. "Arriva lo stop alle speculazioni sul cibo che sottopagano i produttori agricoli in un momento in cui sono costretti ad affrontare pesanti rincari dei costi di produzione dai carburanti ai fertilizzanti, dalle macchine agli imballaggi fino ai mangimi per alimentare il bestiame". Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, accoglie con favore l'approvazione definitiva nel Consiglio dei Ministri della direttiva sulle pratiche commerciali sleali su proposta del Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, alla quale la Coldiretti ha dato massimo supporto. "Con il nuovo provvedimento - spiega la Coldiretti - scatta lo stop per 16 pratiche sleali che vanno dal rispetto dei termini di pagamento (non oltre 30 giorni per i prodotti deperibili) al divieto di modifiche unilaterali dei contratti e di aste on line al doppio ribasso, dalle limitazioni delle vendite sottocosto alla fine dei pagamenti non connessi alle vendite fino ai contratti rigorosamente scritti". La Cia commenta con i numeri.  "Ad oggi per l'ortofrutta fresca su 100 euro spesi dal consumatore al supermercato, al produttore rimangono in tasca solo tra i 6 e gli 8 euro netti".

"E' un risultato storico che aspettavamo da tempo e che dà ragione alla battaglia che portiamo avanti da anni: fermare le aste al doppio ribasso è un chiaro segnale alla Grande distribuzione organizzata (GDO) - dichiara Fabio Ciconte, direttore dell'associazione Terra!- e restituisce dignità agli attori della filiera alimentare, a partire dagli agricoltori ai lavoratori agricoli". Terra! ha più volte messo in luce le pratiche sleali della GDO, in particolare di alcune sigle dei discount. E' il caso di Eurospin, scoperto nel luglio 2018 ad acquistare, tramite un'asta al ribasso, 20 milioni di passate di pomodoro a 31,5 centesimi, quasi al di sotto del costo di produzione. Il gruppo si è ripetuto nel 2019, quando con lo stesso metodo aveva acquisito 10 mila quintali di pecorino romano, proveniente da latte sardo, negli stessi giorni in cui i pastori protestavano per la compressione dei prezzi.