Sgravi sui brevetti cancellati. Giorgetti: “Il Mef cambi la norma”
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA - «Preservare il patent box come strumento di politica industriale»: il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti mette sul tavolo del governo un emendamento per il ripristino del l’agevolazione fiscale del 50% sui redditi derivanti da brevetti. La norma, in vigore da alcuni anni, è stata abolita dal decreto fiscale, attualmente in Senato per la conversione in legge. Il patent box è stato trasformato in una maggiorazione del 90% dei costi sostenuti dalle imprese per ricerca e sviluppo, in modo da ampliarne la deducibilità rispetto all’Irpef e all’Irap.
La nuova formulazione ha avuto l'avallo del Mef, che però non chiude alle modifiche, anche per via di alcuni problemi tecnici emersi subito dopo il varo del provvedimento: «Si valuteranno le proposte di modifica presentate in Parlamento», ha fatto sapere la sottosegretaria Mari Cecilia Guerra.
L’obiettivo dei nuovi sgravi fiscali &eg…
ROMA - «Preservare il patent box come strumento di politica industriale»: il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti mette sul tavolo del governo un emendamento per il ripristino del l’agevolazione fiscale del 50% sui redditi derivanti da brevetti. La norma, in vigore da alcuni anni, è stata abolita dal decreto fiscale, attualmente in Senato per la conversione in legge. Il patent box è stato trasformato in una maggiorazione del 90% dei costi sostenuti dalle imprese per ricerca e sviluppo, in modo da ampliarne la deducibilità rispetto all’Irpef e all’Irap.
La nuova formulazione ha avuto l'avallo del Mef, che però non chiude alle modifiche, anche per via di alcuni problemi tecnici emersi subito dopo il varo del provvedimento: «Si valuteranno le proposte di modifica presentate in Parlamento», ha fatto sapere la sottosegretaria Mari Cecilia Guerra.
L’obiettivo dei nuovi sgravi fiscali è quello di distribuire in modo più equo i benefici tra le imprese, non limitandoli a quelle in grado di ottenere brevetti , software e altri “beni immateriali”. Adesso però sulla questione Giorgetti interviene con una proposta di compromesso, un emendamento che affianca al nuovo regime fiscale il vecchio patent box, lasciando alle imprese la possibilità di scegliere quello che preferiscono.
«Lo spirito della nostra proposta, che vuole essere un contributo per tutti e che mettiamo sul tavolo di un confronto tra le forze politiche nell’esecutivo, - spiega Giorgetti a Repubblica - è preservare la misura del patent box come strumento di politica industriale per la crescita e lo sviluppo di alcuni specifici settori che negli anni hanno investito e che investiranno in ricerca e innovazione. Riteniamo che sia giusto e doveroso incentivare la pura ricerca di nuove tecnologie, ma questo non può avvenire a spese di chi questo percorso l’ha già compiuto negli anni con il raggiungimento di un brevetto e di importanti risultati in termini di produzioni per lo sviluppo economico del sistema Paese».
L’auspicio del titolare del Mise è che l’emendamento che propone possa essere condiviso dal resto del governo: «In un’epoca in cui la transizione green è diventata un imperativo categorico e aggiungo giustamente, tagliare misure che favoriscono le produzioni frutto proprio di ricerca e innovazione non appare comprensibile. Anche per questo è importante che il governo si faccia carico di introdurre queste modifiche a tutela delle imprese che operano in Italia anche come incentivo a investire da noi».