I giovani imprenditori cattolici ripartono dalle startup: "Il nostro contributo per creare lavoro e valore"
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA - E' un'organizzazione nata nel 1947, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma ultimamente poco presente nel dibattito, soprattutto per quanto riguarda la sua componente giovanile. Ecco perché il Movimento Giovani Ucid (unione degli imprenditori e dei dirigenti cattolici) Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia, Liguria e Ticino ha deciso di proporsi come interlocutore valido in uno dei settori più in fermento dell'economia, quello delle startup innovative. All'Arena di Monza stasera dalle 18 si incontreranno trecento giovani in arrivo da tutta Italia, interessati a creare un'impresa, e i loro possibili alleati, una vasta platea di protagonisti del venture capital, da Fausto Boni di 360 Capital Partners a Enrico Deluchi di Polihub, Lorenzo Maternini di Talent Garden, Corrado Passera di Illimity, Claudia Pingue di CDP Venture Capital SGR, Lucio Rovati di Rottapharm Biotech, Erik Anderson di Singularity University – Silicon Valley Bank. Il patr…
ROMA - E' un'organizzazione nata nel 1947, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma ultimamente poco presente nel dibattito, soprattutto per quanto riguarda la sua componente giovanile. Ecco perché il Movimento Giovani Ucid (unione degli imprenditori e dei dirigenti cattolici) Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia, Liguria e Ticino ha deciso di proporsi come interlocutore valido in uno dei settori più in fermento dell'economia, quello delle startup innovative. All'Arena di Monza stasera dalle 18 si incontreranno trecento giovani in arrivo da tutta Italia, interessati a creare un'impresa, e i loro possibili alleati, una vasta platea di protagonisti del venture capital, da Fausto Boni di 360 Capital Partners a Enrico Deluchi di Polihub, Lorenzo Maternini di Talent Garden, Corrado Passera di Illimity, Claudia Pingue di CDP Venture Capital SGR, Lucio Rovati di Rottapharm Biotech, Erik Anderson di Singularity University – Silicon Valley Bank. Il patrocinio è dell’American Chamber of Commerce in Italy, VC Hub Italia, InnovUp e Fondazione Politecnico di Milano. E ci saranno anche i vertici dell'Ucid, il presidente lombardo Aldo Fumagalli (a lungo proprietario e amministratore delegato di Candy) e il presidente nazionale Gian Luca Galletti (ex ministro dell'Ambiente).
"Abbiamo voluto fortemente quest’evento per rilanciare Ucid come gruppo di giovane attenti a tutto ciò che è innovativo e che può creare buona occupazione, a cominciare dalle startup. - racconta il presidente di Ucid Giovani Milano, Filippo Bini Smaghi, 30 anni, responsabile Relazioni e Affari Istituzionali presso Altea Security ma sopratutto aspirante startupper - Oggi il problema è si quello di creare occupazione, ma anche di creare valore. Non a caso abbiamo voluto stasera con noi Passera, che da ministro ha promosso la legge a sostegno delle startup innovative che in questo momento è stata messa in discussione, non solo per le difficoltà nate dal ricorso dei notai per cui non è più possibile la costituzione semplificata. Chiederemo alla Regione Lombardia di impegnarsi per promuovere un accordo tra le parti che non penalizzi nessuno. E comunque questo non è l'unico ostacolo in Italia, altrimenti non si capirebbe perché altri Paesi come la Germania e la Francia siano già molto più avanti di noi".
Dal 2001 al 2021, sono state registrate 12.291 startup innovative in Italia. Nel biennio della pandemia, 2020-2021, il mercato internazionale del venture capital ha subito un rallentamento (sono state chiuse 57 operazioni per un valore complessivo di 217 milioni di euro investiti), con una tendenza alla ripresa già a partire dal secondo semestre del 2020, che ha conosciuto una crescita tale da segnalare un aumento delle operazioni del 58% rispetto al 2019, arrivando a un ammontare investito di 595 milioni, in linea con quello dell’anno precedente.
L'Italia non brilla nemmeno per numero di ‘Unicorni’ (le aziende valutate oltre un miliardo di dollari), al momento ce ne sono solo 2 rispetto alle 110 del Regno Unito, alle 47 della Germania e alle 26 della Francia. In termini di valore dell’ecosistema startup, secondo l'indagine di Ucid, l’Italia si trova al punto in cui era la Spagna 4-5 anni fa, o la Francia 7 anni fa. Un ecosistema ad oggi pari a 20 miliardi di euro, rispetto ad uno di 60 e un altro che sfiora i 180. Tuttavia il mercato italiano, europeo è internazionale è in grande fermento, e qui si colloca la sfida di Ucid che parla di un milione di giovani impiegati nelle startup innovative da qui al 2030, se si riuscirà di nuovo ad alleggerire le difficoltà burocratiche, a venire incontro a chi ha bisogno di un sostegno finanziario e strutturale.
"Il nostro Pase lascia ben sperare con alcune misure che potrebbero favorire gli investimenti: CDP Venture Capital, il Fondo Nazionale d’Innovazione (SGR del MISE), Enea Tech (nonostante alcuni cambiamenti negli ultimi mesi) e le risorse prospettate attraverso il Recovery fund", conclude Bini Smaghi.
Oggi dalle 18 all'Arena di Monza “The Unicorn Revenge? 2030: 1 milione di giovani nelle startup italiane” organizzato dal Movimento Giovani Ucid, l'organizzazione degli imprenditori e dei dirigenti cattolici. Circa 300 giovani incontreranno protagonisti del venture capital, da Illimity a Digital Magics