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Vestager, via libera agli aiuti pubblici per produrre microchip in Europa

La vice presidente esecutiva Margrethe Vestager  (ansa)
La vicepresidente della Commissione annuncia la proroga del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, ma inizia a gettare le basi per la chiusura dell'emergenza. Stretta sui combustibili fossili
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MILANO - L'Europa scende concretamente in campo per affrontare il problema della mancanza di microchip, uno dei fattori che sta più pesantemente condizionando la ripartenza economica post-Covid, costringendo in alcuni casi (ad esempio, nell'industria automobilistica) a veri e propri fermi le aziende che si trovano senza forniture. In un panorama dominato da pochi colossi stranieri del settore, la vice presidente della Commissione europea, Margrethe Vestager, ha annunciato in audizione al Parlamento europeo il via libera dell'esecutivo di Bruxelles alla proroga limitata del quadro temporaneo degli aiuti di Stato, ma anche una progressiva eliminazione del sostegno.

"La Commissione europea ha adottato pochi minuti fa la comunicazione 'Una politica della concorrenza all'altezza delle nuove sfide' che ci offre l'occasione per sottolineare l'importanza di una attuazione delle regole che sia forte, indipendente e basata sui fatti in Europa - ha spiegato - Ricordando che la politica della concorrenza e' essenziale per la ripresa". "L'obiettivo e' garantire strumenti che siano all'altezza delle transizioni digitale e ambientale e della resilienza del mercato interno", ha sottolineato la vice presidente.

In questo contesto si inserisce il tema dei microchip, visto che la Commissione è pronta a dare via libera all'erogazione di aiuti di Stato per finanziare la produzione di semiconduttori in Europa. "L'economia europea - afferma - ha bisogno di una fornitura sicura di semiconduttori", la cui carenza, a causa della pesante dipendenza dell'Europa dai fornitori asiatici, sta frenando la produzione di importanti settori industriali, a partire dall'automotive. "Oggi - continua Vestager - siamo dipendenti da un numero limitato di compagnie e di geografie. E siamo vulnerabili alle limitazioni all'export da parte di Paesi terzi e ad altri intralci, in un contesto geopolitico. Considerando questi fattori, la Commissione potrebbe valutare l'approvazione di sostegni pubblici per coprire possibili carenze di fondi nell'ecosistema dei semiconduttori, per installare stabilimenti in Europa" per la produzione 'in house' di microchip.

"Li esamineremo sulla base del trattato Ue - continua - e sempre aiuti di questo tipo sarebbero soggetti a forti salvaguardie, per assicurare che siano necessari, appropriati e proporzionati, che i danni alla concorrenza siano minimizzati e anche per assicurare - conclude - che i benefici siano distribuiti largamente e senza discriminazioni tra le economie dell'Ue".

Fino ad oggi, ricostruiva ieri Repubblica, Bruxelles autorizzava il sostegno solo ed esclusivamente per la ricerca e l’innovazione. Il salto è verso i sussidi anche alla produzione. Un modo per fronteggiare l'avanzata del Far East in questo comparto, rispetto al quale il Vecchio Continente ha progressivamente perso terreno negli ultimi 30 anni. Passando da una capacità produttiva del 30 per cento di questi componenti a un misero 9 per cento. E una quota altissima, ben oltre il 50 per cento, è nella mani di Taiwan.

Nel Comunicato della Commissione che dettaglia il nuovo quadro di aiuti si fa esplicito riferimento al problema dei chip: "In considerazione della situazione
eccezionale per quanto riguarda i semiconduttori, della loro pertinenza e della dipendenza dall'approvvigionamento di un numero limitato di imprese in un contesto geopolitico difficile, la Commissione può prevedere l'approvazione di un sostegno per colmare potenziali carenze di finanziamento per l'istituzione, in particolare, delle prime strutture di questo tipo nell'ecosistema dei semiconduttori". E dettaglia: "Questi aiuti basati sull'articolo 107, paragrafo 3, Tfue sarebbero soggetti a solide salvaguardie in materia di concorrenza, oltre a garantire che i benefici siano ampiamente condivisi e senza discriminazioni in tutta l'economia europea".

Per quel che riguarda il piano più complessivo sugli aiuti di Stato, la proroga del quadro temporaneo arriva fino al 30 giugno 2022. In una nota, l'esecutivo Ue spiega che ha inoltre deciso di introdurre due nuove misure per creare incentivi diretti per investimenti privati e misure di sostegno alla solvibilità per un ulteriore periodo limitato. L'estensione del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, sostiene la Commissione, "consentirà agli Stati membri, ove necessario, di estendere i propri regimi di sostegno e garantire che le imprese ancora colpite dalla crisi non siano tagliate fuori improvvisamente dal sostegno necessario". Gli Stati membri potranno inoltre incentivare gli investimenti delle imprese e utilizzare questo strumento per accelerare le transizioni verdi e digitali. La misura comprende salvaguardie per evitare indebite distorsioni della concorrenza: gli incentivi, ad esempio, dovranno rivolgersi a un ampio gruppo di beneficiari e gli importi degli aiuti dovranno essere di entità limitata. Questo strumento sarà a disposizione degli Stati membri fino al 31 dicembre 2022. La Commissione ha introdotto anche nuove misure di sostegno alla solvibilità delle aziende per mobilitare fondi privati per investimenti in piccole e medie imprese.

Tra gli aggiornamenti che riguardano gli aiuti pubblici, arriva una stretta per quelli che coinvolgono "i combustibili fossili, in particolare quelli più inquinanti come petrolio, carbone e lignite" circa i quali "è improbabile che sia ritenuto compatibile con le norme sugli aiuti di Stato". Lo scrive la Commissione europea nella sua comunicazione sulla revisione in corso delle norme comunitarie sugli aiuti di Stato. L'obiettivo, spiega Bruxelles, è di "garantire la coerenza" della politica Antitrust con i principi del Green Deal, come quello del 'chi inquina paga'. Per valutare l'approvazione dei sussidi si farà riferimento anche al principio di 'non arrecare un danno significativo' all'ambiente.