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Kkr, chi è il maxi fondo che investe da TikTok ad Axel Springer

(ansa)
Fondato nel 1976 vanta partecipazioni in 109 società attraverso i propri fondi di private equity. In Italia ha rilevato magneti Marelli e una quota di Fibercop
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MILANO - Gestisce asset per 429 miliardi di dollari, la somma dei Pil di Grecia e Portogallo messi assieme, investendo dall'immobiliare alle infrastrutture, dai social network all'editoria. C'è di tutto nel portafoglio di Kkr, la società di investimento americana che ha messo gli occhi su Tim, avanzando un'offerta per il 100% dell'ex monopolista telefonico. Attraverso i propri fondi di private equity, ci sono partecipazioni in 109 società diverse, che generano a loro volta ricavi per 244 miliardi di dollari annui. Un gigante da 1700 dipendenti, consulenti e senior advisor, compresi circa 550 professionisti di investimenti, che opera in 21 città in quattro continenti (America, Europa, Asia e Medio Oriente).

Fondata nel 1976 da Jerome Kohlberg Jr. e dai cugini Henry Kravis e George R. Robert, da cui l'acronimo che dà il nome Kkr, la società parte con un capitale minimo di 30 milioni di dollari e cresce rapidamente raccog…

MILANO - Gestisce asset per 429 miliardi di dollari, la somma dei Pil di Grecia e Portogallo messi assieme, investendo dall'immobiliare alle infrastrutture, dai social network all'editoria. C'è di tutto nel portafoglio di Kkr, la società di investimento americana che ha messo gli occhi su Tim, avanzando un'offerta per il 100% dell'ex monopolista telefonico. Attraverso i propri fondi di private equity, ci sono partecipazioni in 109 società diverse, che generano a loro volta ricavi per 244 miliardi di dollari annui. Un gigante da 1700 dipendenti, consulenti e senior advisor, compresi circa 550 professionisti di investimenti, che opera in 21 città in quattro continenti (America, Europa, Asia e Medio Oriente).

Fondata nel 1976 da Jerome Kohlberg Jr. e dai cugini Henry Kravis e George R. Robert, da cui l'acronimo che dà il nome Kkr, la società parte con un capitale minimo di 30 milioni di dollari e cresce rapidamente raccogliendo denaro in tutto il mondo. Tra i suoi primi investimenti di rilievo, nel 1989, l'acquisizione del colosso alimentare e del tabacco RJR Nabisco per 25 miliardi di dollari. L'anno precedente, l'acquisizione delle pile Duracell per 1,8 miliardi di dollari, vendute poi a Gillette nel 1996 con una valutazione di 7 miliardi. In tempi più recenti, nel 2019, Kkr ha conquistato il 43,54% del gruppo editoriale tedesco Axel Springer, editore della Bild e della Die Welt, per una cifra vicina ai 3,2 miliardi di dollari mentre lo scorso anno è stata tra i capofila di un maxi round di finanziamento da quasi 2 miliardi per Bytedance, la società cinese proprietaria di TikTok, che ora viene valutata 180 miliardi di dollari. Nel maggio del 2020, sotto il controllo di Kkr è finito anche Wella, marchio ultranoto nel mondo della bellezza e leader nella cura dei capelli, acquistata da Coty per 3 miliardi di euro.

Al di là dell'ultimo blitz su Telecom anche il nostro Paese è finito nei radar di Kkr. L'operazione più rilevante è stata completata nel 2018, quando attraverso la controllata giapponese Calsonic Kansei ha rilevato da Fca Magneti Marelli per 6,2 miliardi di euro. Quindi il debutto nel nostro Paese anche nel settore delle telecomunicazione, con l'ingresso in Fibercop, a fianco di Tim e Fastweb, con il con 37,5% del capitale.

A 45 anni dal debutto della loro società Henry Kravis e George R. Robert quest'anno hanno scelto di fare un passo indietro, lasciando l'incarico di Ceo a Scott Nuttall and Joseph Bae, mantenendo comunque il ruolo di co-presidenti esecutivi. Di certo, la loro creatura finanziaria è stata in questi anni un ottimo affare. Secondo Forbes i due vanterebbero un patrimonio personale, rispettivamente, di 8,6 e 9,1 miliardi di dollari.