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I lavoratori "cacciati" dai robot hanno più probabilità di rimanere single e di votare per l'estrema destra

(fotogramma)
Due indagini di un pool di studiosi delle Università Bocconi, Cattolica e Pittburgh analizzano gli effetti dell'automazione sulla parte più debole della popolazione. Molti lavori nuovi si creano, anche per le donne, e la produttività cresce. Ma chi perde un contratto a tempo indeterminato ed è costretto ad accettare lavori precari è amareggiato, ha meno possibilità di mettere al mondo dei figli e spesso rimane da solo
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ROMA - L'automazione non cambia soltanto il mondo del lavoro, rendendo inutili mansioni di basso profilo e creando nuovi posti per profili professionali più alti. Ha un impatto anche sulla vita delle persone: un gruppo di giovani studiosi italiani tra Bocconi, Cattolica e Università di Pittsburgh ha indagato sulle conseguenze dell'arrivo dei robot nella manifattura sui lavoratori maggiormente svantaggiati, quelli che perdono un impiego sicuro e ne trovano uno molto meno appetibile e più incerto, come quello di addetto alle pulizie oppure di cameriere in un self service. Scoprendo che le loro relazioni personali si sfilacciano e diminuisce la probabilità di avere relazioni stabili e di mettere al mondo dei figli. Tanto che poi i lavoratori vittime dell'automazione, in politica si appassionano ai partiti di estrema destra: la probabilità per loro di votarli è 2,8% più alta della media. L'appeal dell'estrema sinistra &e…

ROMA - L'automazione non cambia soltanto il mondo del lavoro, rendendo inutili mansioni di basso profilo e creando nuovi posti per profili professionali più alti. Ha un impatto anche sulla vita delle persone: un gruppo di giovani studiosi italiani tra Bocconi, Cattolica e Università di Pittsburgh ha indagato sulle conseguenze dell'arrivo dei robot nella manifattura sui lavoratori maggiormente svantaggiati, quelli che perdono un impiego sicuro e ne trovano uno molto meno appetibile e più incerto, come quello di addetto alle pulizie oppure di cameriere in un self service. Scoprendo che le loro relazioni personali si sfilacciano e diminuisce la probabilità di avere relazioni stabili e di mettere al mondo dei figli. Tanto che poi i lavoratori vittime dell'automazione, in politica si appassionano ai partiti di estrema destra: la probabilità per loro di votarli è 2,8% più alta della media. L'appeal dell'estrema sinistra è decisamente minore.

Le ricerche su questo tema sono due. La prima riguarda l'effetto sulle relazioni personali e familiari ed è condotta su un campione statunitense, ed è firmata da Massimo Anelli, Osea Giuntella e Luca Stella. La seconda invece, quella che punta il faro sulle preferenze politiche, si concentra sui lavoratori di 13 Paesi europei, compresa l'Italia, ed è firmata da Massimo Anelli, Italo Colantone e Piero Stanig. Gli effetti di cui si parla nelle indagini sulla vita dei lavoratori si producono quando si registra un incremento di 1,90 robot per 1000 lavoratori. Ma l'incremento effettivo che si è creato nel mercato del lavoro in questi anni è superiore: negli Stati Uniti si è passati tra il 2005 e il 2016 da 1,3 a 2,4 robot per 1000 lavoratori, una crescita del 78%.

L'impatto sul mercato del lavoro del maggiore uso dei robot nella manifattura non è negativo, tutt'altro. Anzi si calcola che proprio la crescita di 1,90 robot per 1000 lavoratori diminuisca il gender gap del 4,2%, e riduca il gap tra uomini e donne nella partecipazione al mercato del lavoro del 2,1%. Ma i vantaggi non si distribuiscono equamente, spiega Massimo Anelli: "Per i lavoratori più deboli l'impatto si traduce nella perdita del lavoro a tempo indeterminato, e nel passaggio a lavori peggio pagati, con contratti meno stabili. D'altra parte l'automazione non si limita a distruggere posti di lavoro nei settori manifatturieri classici, che erano popolati da una maggioranza di uomini con bassa istruzione, facendo crescere la produttività dell'impresa, ma ne crea di nuovi nei settori dei servizi, che sono molto meno focalizzati sui lavoratori uomini, molto più gender neutral. Con un impatto a catena, perché intorno ai nuovi lavoratori dei servizi per esempio si crea un nuovo indotto, a cominciare dalla ristorazione".

Quindi tutto bene per l'economia, e bene anche per le donne e per i profili di lavoratori più qualificati. Ma per i lavoratori espulsi dalla manifattura? "Sono meno attraenti dal punto di vista del mercato dei matrimoni: - dice Anelli - invece che avere un lavoro stabile e ben pagato adesso sono precari, non possono più giocare il ruolo di breadwinner e questo aumenta le probabilità che le donne si emancipino, decidano di divorziare, oppure semplicemente di non sposare questi uomini". Conseguenze che gli autori dello studio hanno misurato: l'incremento dei robot ha aumentato i divorzi del 9% e la probabilità di coabitare senza matrimonio del 10%. Inoltre lo stesso incremento di 1,90 robot per 1000 lavoratori  ha diminuito la probabilità di avere figli nel matrimonio del 12% e ha aumentato la fertilità fuori dal matrimonio del 10%, forse perché, ipotizzano gli autori, aumenta l'indipendenza femminile e quindi la possibilità di crescere i propri figli da sola per le donne.

In Europa, dove negli ultimi anni c'è stato un proliferare di partiti dell'estrema destra, i lavoratori "cacciati" dai robot hanno una probabilità più alta della media del 2,8% di votarli. "A causa dell'automazione le persone si sentono più vulnerabili - spiega Anelli - e questo si traduce in attitudini contro l’establishment. I lavoratori che hanno perso il lavoro a causa dell'automazione sono più diffidenti verso la democrazia, credono meno nell’efficacia dei partiti tradizionali. Se la gente è arrabbiata e teme per il futuro tende a punire chi ha governato l’Europa nei 30 anni precedenti e quindi tende a votare per gli outsider". Sul perché prevalga in un rapporto da uno a tre il voto per gli outsider della destra e non della sinistra radicale gli autori della ricerca ritengono che i lavoratori amareggiati per la perdita di posizione siano più attratti da autoritarismo e nazionalismo, da chi si mostra più attaccato alle tradizioni e a un passato che si vede come migliore, e tengano meno in considerazione il fatto che i partiti della sinistra radicale promettano politiche eque di redistribuzione della ricchezza.

Ovviamente le indagini non sono contro l'automazione, e ne sottolineano gli effetti benefici prevalenti sul lavoro e sull'economia. Ma puntano anche l'attenzione sui più deboli, su chi rischia di rimanere travolto dall'introduzione dei robot nella manifattura, in assenza di adeguati supporti pubblici dal punto di vista delle politiche attive del lavoro in primo luogo, e poi anche dal punto di vista delle politiche di welfare e di inclusione sociale.