Clima, la Ong attacca: "Le banche centrali europee sono poco sostenibili"
di Barbara Ardù , di Barbara ArdùROMA - La Bce ha appena invitato le banche dell'Eurosistema a fare di più sugli investimenti sostenibili. Quelli, per intendersi, che salvano il clima. Non sa o finge di non sapere, che al momento nessuna delle banche centrali europee (ben diverse da quelle private), alloca le sue risorse non monetarie in investimenti sostenibili e responsabili (SRI come si chiamano in gergo). L'accusa arriva da un nuovo Report di Reclaim Finance, Ong molto conosciuta in Francia. O non ci sono proprio o sono pochi, oppure poco comprensibili e a volte imperfetti nel meccanismo con cui viene considerato l'impatto ambientale e sociale. Un po' come dire che i Paesi predicano bene quando si riuniscono al G20 o in ultimo a Glasgow per fissare i limiti all'inquinamento, ma razzolano male quando le loro banche centrali decidono dove mettere i soldi. D'altra parte sono indipendenti, si potrebbe dire. Greta invece direbbe che i banchieri centrali fanno solo "bla bla…
ROMA - La Bce ha appena invitato le banche dell'Eurosistema a fare di più sugli investimenti sostenibili. Quelli, per intendersi, che salvano il clima. Non sa o finge di non sapere, che al momento nessuna delle banche centrali europee (ben diverse da quelle private), alloca le sue risorse non monetarie in investimenti sostenibili e responsabili (SRI come si chiamano in gergo). L'accusa arriva da un nuovo Report di Reclaim Finance, Ong molto conosciuta in Francia. O non ci sono proprio o sono pochi, oppure poco comprensibili e a volte imperfetti nel meccanismo con cui viene considerato l'impatto ambientale e sociale. Un po' come dire che i Paesi predicano bene quando si riuniscono al G20 o in ultimo a Glasgow per fissare i limiti all'inquinamento, ma razzolano male quando le loro banche centrali decidono dove mettere i soldi. D'altra parte sono indipendenti, si potrebbe dire. Greta invece direbbe che i banchieri centrali fanno solo "bla bla bla".
E Via Nazionale non sembra fare eccezione. "Banca d'Italia spicca tra le banche centrali che negli ultimi anni si sono maggiormente impegnate nella ricerca e nello studio relativi ai rischi legati ai cambiamenti climatici - sostiene Daniela Finamore, Campaigner finanza e clima presso ReCommon (Ong italiana) -. Auspicavamo che tale attenzione venisse riportata anche nella Carta degli investimenti sostenibili, pubblicata a luglio dall'istituzione presieduta da IgnazioVisco. Invece, come rilevato dal report pubblicato da Reclaim Finance - aggiunge Finamore - Banca d'Italia non ha preso ancora alcun impegno pubblico di esclusione del settore dei combustibili fossili. Per contrastare seriamente la crisi climatica è necessario togliere fondi all'industria fossile".
Sono solo una manciata, secondo il Report, le banche centrali che hanno iniziato a impegnarsi, anche se lentamente e solo una ha restrizioni, seppure minime sui propri investimenti fossili. Il rapporto rivela semmai una choccante mancanza di progressi anche tra coloro che sono più attivi sulla questione climatica. Le 14 banche nominalmente impegnate a investire in modo responsabile - poco più di un quarto delle banche centrali del G20 e dell'Eurosistema - provengono tutte dall'Europa. Tuttavia, di queste, nove hanno politiche di investimento socialmente responsabili ma anche altamente opache, sei non rivelano alcuna informazione credibile per giustificare le loro affermazioni.
E ancora. "Nell'eurosistema - è scritto nel Rapporto - otto banche devono ancora adottare qualsiasi tipo di approccio SRI, tra cui Grecia, Lituania e Slovacchia. Oltre alla mancanza di trasparenza, il rapporto individua quattro trucchi usati dalle banche centrali per dipingersi come investitori responsabili pur continuando a investire nei maggiori inquinatori. Solo quattro banche centrali - è scritto - in Francia, Slovenia, Germania e Svizzera - hanno un qualche tipo di restrizione sui combustibili fossili".
Paul Schreiber, attivista di Reclaim Finance, spiega: "La maggior parte delle banche del G20 e dell'Eurosistema non ha nemmeno iniziato a pensare di muoversi nella direzione giusta - anche se il settore finanziario privato è sottoposto a enormi pressioni per farlo. La caratteristica più importante delle politiche SRI delle banche - aggiunge Paul Schreiber - rimane la loro opacità, un campo in cui la BCE dovrebbe ricevere un premio speciale per il suo rifiuto di divulgare informazioni significative sulla sua presunta politica di investimento sostenibile".
E non è un caso che caso proprio in questi giorni la Bce, abbia esortato le principali banche europee a fare di più. Oltre a prevedere una revisione completa dei preparativi delle banche insieme allo stress test climatico nella prima metà del 2022. Il rischio climatico, sostiene, dovrebbe essere "gradualmente" incorporato nei requisiti patrimoniali. Chi comincia?