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Fisco, per l'Osservatorio Ue la mini-tassa italiana sui super-ricchi è la più aggressiva d'Europa

(reuters)
Il report su come i Paesi si fanno concorrenza fiscale: dagli schemi privilegiati per determinate categorie di contribuenti derivano risparmi per 4,5 miliardi l'anno
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MILANO - L'Italia ha, insieme alla Grecia, il sistema fiscale più aggressivo per attirare i Paperoni stranieri. Lo dice l'Osservatorio europeo sulla tassazione, che ha realizzato un report proprio per chiarire come i Paesi del Vecchio continente si fanno concorrenza a suon di agevolazioni fiscali per determinate categorie di persone. E nel caso della flat tax da 100 mila euro sui redditi esteri dei super ricchi che trasferiscono la residenza fiscale nel Belpaese, l'Italia  guadagna il massimo dei voti in pagella per aggressività, sedici, al pari della Grecia che proprio da Roma l'ha copiata.

L'imposta sostitutiva introdotta nel 2016, che permette a chi trasferisce la propria residenza fiscale nel nostro Paese di pagare soltanto 100 mila euro in relazione a tutti i redditi prodotti all'estero, lo scorso anno è stata adottata da 592 contribuenti. A questi si aggiungono 198 familiari che secondo quanto previsto dalla norma…

MILANO - L'Italia ha, insieme alla Grecia, il sistema fiscale più aggressivo per attirare i Paperoni stranieri. Lo dice l'Osservatorio europeo sulla tassazione, che ha realizzato un report proprio per chiarire come i Paesi del Vecchio continente si fanno concorrenza a suon di agevolazioni fiscali per determinate categorie di persone. E nel caso della flat tax da 100 mila euro sui redditi esteri dei super ricchi che trasferiscono la residenza fiscale nel Belpaese, l'Italia  guadagna il massimo dei voti in pagella per aggressività, sedici, al pari della Grecia che proprio da Roma l'ha copiata.

L'imposta sostitutiva introdotta nel 2016, che permette a chi trasferisce la propria residenza fiscale nel nostro Paese di pagare soltanto 100 mila euro in relazione a tutti i redditi prodotti all'estero, lo scorso anno è stata adottata da 592 contribuenti. A questi si aggiungono 198 familiari che secondo quanto previsto dalla norma possono aderire allo stesso beneficio versando un'imposta di 25 mila euro.

Oltre a quello schema, sotto la lente dell'Osservatorio è finito anche il regime per i pensionati (in cui fa scuola il Portogallo) e quello per i lavoratori impatriati. In linea generale, l'Osservatorio ha rimarcato che la competizione fiscale tra Paesi è spesso un fenomeno sconosciuto all'opinione pubblica ma che rischia di scatenare una corsa al ribasso che ha dirette ricadute sulla distribuzione del gettito. I regimi che mirano a rendere questa o quella giurisdizione più attraente si moltiplicano: tra il 1995 e il 2020, hanno censito gli esperti, gli schemi previsti in forma di deroga alla tassazione normale dei cittadini sono saliti da 5 a 26, per una stima di un costo fiscale di almeno 4,5 miliardi di euro l'anno e oltre 200mila beneficiari. "Gli schemi più aggressivi individuati sono quello italiano e greco per gli High-net-worth individual; quelli di Cipro, sempre per i redditi alti e quindi quelli per i pensionati di Cipro, Grecia e Portogallo".

Tre le modalità di agire individuate: i regimi che cercano di 'catturare' i contribuenti più danarosi offrendo loro forme di esenzione per i redditi prodotti all'estero, con pagamenti forfettari; quelli che operano sui lavoratori più qualificati (ad esempio, quello per i ricercatori avviato dall'Italia dal 2010 che consente una deduzione del 90% dei redditi dall'attività di ricerca in Italia); quelli per i pensionati.

Dalle valutazioni dell'Osservatorio, "il regime più aggressivo è quello introdotto da Grecia e Italia sui reddti esteri, appositamente congegnato per attrarre i contribuenti dal reddito alto". Entrambi consentono a questi individui di beneficarne per 8 anni. Inoltre, non sono richieste attività reali per beneficiarne. E anche l'intensità del beneficio fiscale, visto che consente una riduzione di oltre il 50% dell'aliquota fiscale per almeno 500mila euro di imponibile, è da primato. Anche il regime per i lavoratori impatriati viene citato tra i più premianti, perché offre una riduzione di oltre il 60% del carico fiscale su un imponibile di 150mila euro l'anno.