Economia

Cisl, Sbarra: "Al Paese serve coesione sociale, non conflitto sterile"

Al centro il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra (ansa)
Stamane a Roma la manifestazione "La responsabilità in piazza" della Cisl, che ribadisce la rottura con Cgil e Uil sullo sciopero generale di giovedì ma pone anche al governo istanze importanti, a cominciare da una riforma delle pensioni che non le "consideri solo un costo", ma un diritto soprattutto per i giovani, per i quali bisogna "costruire una pensione di garanzia"
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ROMA - "Al Paese serve coesione sociale, non conflitto sterile. Non è il momento in cui ci si può accontentare di essere contro". In piazza Santi Apostoli a Roma, per la manifestazione "Per lo sviluppo, il lavoro, la coesione. La responsabilita' in piazza", il leader della Cisl Luigi Sbarra ammette che con Cgil e Uil "la rottura è profonda", dopo lo sciopero generale di due giorni fa, tuttavia "rimangono gli obiettivi che ci siamo dati nelle piattaforme e nelle proposte. C'è però da fare molta ma molta chiarezza sui contenuti, sul merito dell'azione sindacale e anche sul profilo di quale sindacato serva in questa fase". "Noi riteniamo che debba prevalere un modello di sindacato ancorato ai principi della responsabilità, della coesione sociale e della partecipazione", sottolinea Sbarra.

Tuttavia la manifestazione di stamane, spiega ancora Sbarra, non ha solo l'obiettivo di differenziare la posizione della Cisl quanto di lanciare "un forte segnale al Paese, al governo, alle associazioni datoriali, per rafforzare il confronto, nella prospettiva di costruire insieme la ripartenza e la crescita del Paese". Anche in vista dei prossimi obiettivi da affrontare insieme, a cominciare dalla convocazione per il prossimo lunedì per il tavolo sulla riforma delle pensioni: "Le pensioni non possono essere considerate solo un costo economico, c'è anche un tema di sostenibilità sociale. Noi dobbiamo smetterla con la retorica di chi sostiene che le pensioni siano un lusso, un privilegio o una regalia. La previdenza è un diritto fondamentale della vita dei lavoratori dopo un'intensa attività lavorativa", dice Sbarra.

"Bisogna lavorare ad un processo di riforma della legge Fornero che introduca flessibilità in uscita a partire da 62 anni. Stabilendo anche che 41 anni di contributi bastano per godersi il sacrosanto diritto alla pensione", prosegue Sbarra, ricordando chetra le priorità c'è anche quella di "una pensione di garanzia per i giovani intrappolati dall'essere nel contributivo puro e avere carriere precarie, discontinue che li condannano ad una terza età di incertezza e povertà. Bisogna costruire soluzioni per le donne" riconoscendo "un anno di contributi in più per ogni figlio. Dobbiamo rendere strutturale l'Ape sociale allargandola ad altri lavori usuranti e gravosi. Dobbiamo incentivare l'adesione alla previdenza complementare e allargare il perimetro della quattordicesima per i pensionati".

Compatta con il segretario generale la base del sindacato: "Noi siamo partiti questa mattina alle 5.30, ci siamo svegliati alle 4. - dicono un gruppo di iscritti friulani, che arrivano da tutte le province della Regione - Nella nostra Regione non c'è stata una grande partecipazione allo sciopero di due giorni fa di Cgil e Uil, neanche da parte degli iscritti, siamo stremati dalla pandemia". "Teniamo aperto il dialogo e i tavoli di confronto, alla protesta va unita la proposta, dobbiamo portare a casa qualcosa, lo scontro non porta a nulla", dice Francesco Barbaro.

Si sono svegliati ancora prima dei friulani i pensionati che arrivano dalla Sardegna: "Mi sono svegliato alle 3, perché abito al centro della Sardegna, e stasera arriverò a casa dopo mezzanotte - dice Serafino Madau - ma ci tenevo a venire, perché penso che in questo periodo bisogna agire con responsabilità, anche perché, per la prima volta dopo tanto tempo, c'è da gestire una montagna di soldi, e vanno spesi bene".