Economia

Le Borse di oggi, 21 dicembre 2021. Omicron pesa su crescita e fiducia, ma i listini rimbalzano. Gas: nuovo record

(reuters)
Secondo Bloomberg già nel quarto trimestre si percepisce il conto della variante: passo dimezzato per il Pil globale. Intanto crolla l'indicatore Gfk per paura dei contagi. Ma le Borse puntano sul rimbalzo: Tokyo (+2%) e il comparto immobiliare cinese trainano l'Asia. Risale anche il petrolio. Erdogan promette di difendere i risparmiatori, riscossa per la lira turca
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MILANO - Rimbalzo dei mercati azionari, dopo il lunedì difficile nel quale le preoccupazioni per la variante Omicron e i lockdown, insieme alle difficoltà di Joe Biden di mettere a terra la sua agenda economica, hanno fatto scattare vendite importanti. Oggi gli investitori sembrano scommettere sulla capacità di protezione dei vaccini e sul fatto che possa aiutare a contrastare l'ultima variante del Covid, mentre si confida che la Casa Bianca riesca a riprendere il suo percorso di riforma.

I listini chiudono in rialzop riprendono vigore dopo un temporaneo ritracciamento: Londra sale dell'1,38%, Francoforte avanza dell'1,37%, Parigi guadagna l'1,38%. Anche Milano tenta il recupero dopo il netto calo di ieri con il Ftse Mib che sale dell'1,82%. Positiva anche Wall Street: alla chiusura degli scambi in Europa il Dow Jones segna + 1,38% e il Nasdaq guadagna l'1,36%.

Resta, comunque, un momento dirimente per il futuro economico e finanziario. Secondo le stime di Bloomberg, la presenza della variante ha già rallentato fortemente la crescita prevista per il quarto periodo dell'anno: a livello globale si parla di una crescita dello 0,7%, la metà del trimestre precedente e sotto l'1% che si stimava prima della nuova ondata. Per l'Eurozona la crescita è indicata ora allo 0,8%, 0,3 punti sotto le stime di novembre. A ulteriore testimonianza dello snodo cruciale arriva il dato della fiducia dei consumatori tedeschi che è destinata a deteriorarsi ulteriormente all'inizio del prossimo anno, poichè la diffusione della variante Omicron del coronavirus sta offuscando le prospettive della più grande economia europea. L'indice GfK sul sentiment dei consumatori tedeschi, basato su un sondaggio di circa 2.000 tedeschi, è sceso a -6,8 punti per il mese di gennaio, da un rivisto -1,8 punti del mese precedente. La lettura di gennaio è la più bassa da giugno: le aspettative erano per un calo inferiore, -2,5 punti.

L'Msci Asia Pacific - indice delle azioni asiatiche - ha interrotto un percorso di discesa che durava da due sedute grazie al rimbalzo del Giappone e dell'immobiliare cinese. Sono arrivate infatti le sollecitazioni di Pechino rivolte alle grandi società immobiliari private e statali affinchè acquisiscano progetti da sviluppatori in difficoltà per ridurre i rischi di accumuli di debito che destabilizzano l'economia. "L'incoraggiamento dei regolatori cinesi per tali acquisizioni aiuterebbe gli sviluppatori in difficoltà ad alleviare la loro pressione del debito e migliorare le attuali condizioni operative dell'intero settore immobiliare", hanno spiegato gli analisti. Tokyo ha chiuso in rialzo del 2,08%, Shanghai ha guadagnato lo 0,9% e Hong Kong l'1 per cento.

Tra le valute, si segnala il recupero della lira turca che è al centro di una spirale di svalutazione dovuta ai ripetuti tagli dei tassi da parte della Banca centrale, su pressing del presidente Erdogan, nonostante l'inflazione galoppi oltre il 20%. A innescare la rimonta è stata la promessa dello stesso Erdogan, lunedì sera, di sostenere il risparmio privato dalle fluttuazioni della valuta attraverso l'introduzione di un meccanismo di compensazione per i detentori di depositi bancari, che vada a sopperire alla perdita di valore determinata dal cambio sfavorevole. Chiusura in calo per l'euro sopra quota 1,12 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1267 sul biglietto verde e in
rialzo sulla divisa nipponica a 128,58. Chiusura in rialzo per lo spread tra Btp e Bund che segna 131 punti dai 129,9 di ieri sera. Il rendimento del titolo decennale italiano è all'1%.

In recupero le materie prime. Quotazioni del petrolio in recupero dopo il crollo della vigilia sui timori degli effetti della variante Omicron sulla ripresa dell'economia. Il greggio Wti di riferimento passa di mano a 69,46 dollari al barile (+1,24%); il Brent risale a 72,17 dollari al barile (+0,91%). Ancora un'impennata per il prezzo del gas naturale, che sui mercati di Amsterdam e Londra sta toccando i nuovi massimi storici. Sul mercato olandese il metano tocca i 180 euro per Megawattora, impennata
anche anche per il benchmark britannico (+21,2%) a 4,5 sterline per therm. Oro poco mosso sui mercati asiatici: il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.791,18 dollari l'oncia, con un lieve rialzo dello 0,02%.