✕

Auto elettriche, la Cina cancellerà gli incentivi alla fine del 2022

Un negozio Tesla in un centro commerciale di Pechino (reuters)
Il governo di Pechino annuncia lo stop agli sconti per chi acquista veicoli a "nuova energia", dopo la riduzione del 30% scattata il primo gennaio. Le autorità sono convinte che il mercato del trasporto verde, già il primo al mondo, non abbia più bisogno di spinte per continuare a crescere
2 minuti di lettura

ROMA - Se la Cina è diventata il primo mercato al mondo per le auto elettriche, è grazie a generosi incentivi per chi le acquista. Ora però le autorità di Pechino sono convinte che quei maxi sconti non servano più e si apprestano a cancellarli entro la fine dell’anno. La progressiva riduzione, fino all’azzeramento, era già stata pianificata prima della pandemia, salvo essere messa in pausa per timore di soffocare un settore strategico per le aspirazioni tecnologiche del regime. Questa volta invece Pechino ha tutta l’intenzione di tirare dritto. Un taglio del 20%, da un incentivo di circa 3 mila euro a meno di 2.500, è scattato all’inizio del 2021. E il primo gennaio del 2022 è entrata in vigore una seconda riduzione, di un ulteriore 30%. Di più: il ministero delle Finanze, in un documento pubblicato qualche giorno fa, ha annunciato che dal primo gennaio del 2023 i sostegni verranno eliminati del tut…

ROMA - Se la Cina è diventata il primo mercato al mondo per le auto elettriche, è grazie a generosi incentivi per chi le acquista. Ora però le autorità di Pechino sono convinte che quei maxi sconti non servano più e si apprestano a cancellarli entro la fine dell’anno. La progressiva riduzione, fino all’azzeramento, era già stata pianificata prima della pandemia, salvo essere messa in pausa per timore di soffocare un settore strategico per le aspirazioni tecnologiche del regime. Questa volta invece Pechino ha tutta l’intenzione di tirare dritto. Un taglio del 20%, da un incentivo di circa 3 mila euro a meno di 2.500, è scattato all’inizio del 2021. E il primo gennaio del 2022 è entrata in vigore una seconda riduzione, di un ulteriore 30%. Di più: il ministero delle Finanze, in un documento pubblicato qualche giorno fa, ha annunciato che dal primo gennaio del 2023 i sostegni verranno eliminati del tutto per le vetture elettriche private, restando in vigore in forma ridotta solo per i veicoli dedicati al trasporto pubblico.

La decisione non va letta come una marcia indietro nel percorso della Cina verso l’elettrificazione dei trasporti. Il governo conferma l’obiettivo di raggiungere il 20% delle vendite di veicoli a “nuova energia” (elettrici, ibridi e plug-in) entro il 2025. Semplicemente, le autorità considerano che il mercato della mobilità verde sia ormai avviato e destinato ad una crescita inesorabile, anche senza spinte economiche. I numeri sembrano confermarlo. L’epoca dei super incentivi (sia alla produzione che all’acquisto) ha portato a una moltiplicazione delle aziende di settore che ha notevolmente abbassato i costi delle vetture. Il prezzo medio di un’auto elettrica venduta in Cina si aggira attorno ai 26 mila euro, contro i 48 mila degli Stati Uniti. Spiegato con marchi e modelli: molti cinesi comprano le top di gamma, come le fiammanti Tesla, ma molti altri uno dei modelli più o meno low cost messi sul mercato dai produttori locali, come la Hongguang Mini, una scatoletta quattroruote da 4 mila euro realizzata dalla joint-venture tra General Motors e Saic.

Il problema, semmai, è che la droga degli incentivi ha portato a una moltiplicazione delle case, motivo in più per riequilibrare il mercato e contenere eventuali bolle. In attesa del dato finale, le stime dicono che nel 2021 in Cina sono stati venduti circa 5 milioni di veicoli a trazione alternativa, con una crescita del 47% e una quota del mercato che nel mese di novembre ha già superato il 20% delle vendite totali di auto. L'obiettivo 2025 è già oggi in vista, e il trend di ascesa – sconti o no – dovrebbe continuare ad accelerare anche nei prossimi anni, come dimostrano i grandi investimenti sulla produzione elettrica in Cina da parte delle maggiori case globali, da Tesla, con la sua nuova Gigafactory di Shanghai, a Toyota. Del resto gli incentivi a comprare elettrico, per i cittadini del Dragone, non sono solo economici, o non direttamente. Nelle metropoli infatti chi acquista un’auto a combustione rischia di doverla lasciare nel garage, visto che le targhe di circolazione vengono assegnate con il contagocce, attraverso una lotteria difficilissima da vincere. Per chi guida elettrico invece la targa è garantita.