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Iveco, dopo la scissione da Cnh partenza difficile in Borsa per la prima matricola del 2022

Il Ceo di Iveco Group Gerrit Marx e la presidente Suzanne Heywood 
Il titolo chiude la prima giornata di scambi con un -9,1%. L'ad Gerrit Marx: "Strategia chiara, avremo successo"
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Milano - Partenza difficile per la prima matricola del 2022 in Borsa. Iveco Group, società nata dalla scissione da Cnh Industrial delle attività stradali, powertrain e finanziarie, nel primo giorno di contrattazioni scivola, nonostante la buona performance di Piazza Affari. Il titolo ha chiuso la prima seduta a 10,108 con un calo del 9,1% rispetto al prezzo di riferimento di 11,122 euro in apertura. La capitalizzazione alla fine del primo giorno è di 2,74 miliardi. Anche la multinazionale di macchine agricole e costruzioni Cnh Industrial, da cui Iveco si è scissa e che continua ad essere quotata a Milano e New York, ha perso l’1%.

I vertici della società, che ha sede legale ad Amsterdam ma operativa a Torino, considerano la scissione strategica. «Siamo entusiasti, il nostro primo giorno di quotazione segna una storica pietra miliare in quanto diventiamo una società indipendente», dice l’ad Gerrit Marx che punta a perfo…

Milano - Partenza difficile per la prima matricola del 2022 in Borsa. Iveco Group, società nata dalla scissione da Cnh Industrial delle attività stradali, powertrain e finanziarie, nel primo giorno di contrattazioni scivola, nonostante la buona performance di Piazza Affari. Il titolo ha chiuso la prima seduta a 10,108 con un calo del 9,1% rispetto al prezzo di riferimento di 11,122 euro in apertura. La capitalizzazione alla fine del primo giorno è di 2,74 miliardi. Anche la multinazionale di macchine agricole e costruzioni Cnh Industrial, da cui Iveco si è scissa e che continua ad essere quotata a Milano e New York, ha perso l’1%.

I vertici della società, che ha sede legale ad Amsterdam ma operativa a Torino, considerano la scissione strategica. «Siamo entusiasti, il nostro primo giorno di quotazione segna una storica pietra miliare in quanto diventiamo una società indipendente», dice l’ad Gerrit Marx che punta a performance importanti nel medio-lungo termine. A novembre durante l’Investor Day non aveva voluto fare previsioni sulla quotazione del quinto gruppo del comparto dopo Volvo, Daimler Trucks, Traton e Paccar. «Abbiamo i requisiti per ottenere un successo di lungo periodo, a partire da basi solide, una squadra motivata e una strategia chiara», ha detto prima di suonare la campanella, insieme alla presidente Suzanne Heywood, per dare il via agli scambi. A Torino dal 6 al 10 febbraio durante i Technology Days di Iveco si tireranno le somme.

Nel primo anno Iveco, di cui la holding Exor (che edita Repubblica) ha il 27%, non pagherà dividendi, «perché è necessario concentrarsi sul piano. Chi vuole investire guarderà a noi che stiamo guadagnando quote di mercato nei leggeri, negli autobus e ci stiamo riprendendo nel settore dei pesanti. Siamo diversi dagli altri, lavoriamo più velocemente, in modo non lineare», sottolinea Marx, che cita l’Avvocato Agnelli rispetto alla “torinesità” del gruppo, e guarda alla sfida del cambiamento climatico e della transizione energetica. «Siamo pionieri nei settori più avanzati del trasporto su strada e della propulsione - sottolinea - inclusi i combustibili alternativi come il biometano, la guida autonoma e i nuovi modelli di business».

I due terzi dei 34 mila dipendenti lavorano in Italia: oltre a Torino, ci sono i siti di Brescia, dove sarà realizzato il Daily elettrico che verrà nel 2022, Bolzano, Suzzara, e Foggia. Prima dello spin-off sono stati due i tentativi di vendita saltati ai cinesi di Faw. «Non vedo Iveco come un target di acquisizione da parte di altri e nemmeno come un attore che punta ad acquisire altri in maniera aggressiva», sottolinea l’ad che pensa «a crescere con partnership innovative». Sul fronte Cina, dove Iveco è assente, l’approccio è prudente: «C’è grande attenzione, ma al momento non è una priorità». Rispetto alle performance molto dipenderà da come andrà il mercato dei mezzi pesanti, che in Europa è in ripresa. ma tra ondate del Covid, problemi sulle forniture di microchip, logistica impazzita e crescita del costo delle materie prime, il 2022 è pieno di incognite.