MILANO- Le Borse europee archiviano la terza seduta consecutiva con il segno più. Gli inidici si sono rafforzati nel pomeriggio dopoche questa mattina erano ripartiti fiacchi, in scia alle vendite registrate ieri a Wall Street sul settore tecnologico, con il Nasdaq che aveva chiuso a -1,33% in controtendenza rispetto al Dow Jones. Anche in questo caso a condizionare le scelte degli investitori erano state le valutazioni sugli effetti della variante Omicron, i cui impatti sulla possibile frenata dell'economia mondiale potrebbe rivelarsi più modesti del previsto. Per questo ieri sui listini Usa hanno prevalso gli acquisti sul comparto del turismo mentre sanità e tecnologia, grandi "vincitori" del periodo pandemico, si sono mossi in direzione opposta. La frenata del tech contagia aveva contagiato anche i listini asiatici su cui ha pesato anche la decisione del colosso cinese Tencent di vendere 3 miliardi di dollari di azioni del gruppo Sea di e-commerce e gaming in risposta alla stretta di Pechino sui monopoli. Tokyo si è comunque mantenuta positiva , chiudendo a +0,1%,
In Europa i listini chiudono come detto in rialzo. A Londra l'indice Ftse 100 avanza dello 0,14% a 7.515,70 punti, a Francoforte il Dax sale dello 0,70% a 16.265,78 punti e il Cac40 a Parigi dello +0,81% a 7.376,37 punti. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib guadagna lo 0,74% a 28.162,67 punti
Segno più per lo spread, salito del 2% a 137 punti base. Annunciato ieri, il collocamento da parte del Tesoro del nuovo Btp a 30 anni ha registrato richieste per circa 43 miliardi (2,75 miliardi da parte dei jont lead manager) ed un differenziale sul trentennale emesso a settembre 2021 di +6 punti base. (in collaborazione con money.it )
L'euro chiude in rialzo sopra quota 1,13 dollari, rimanendo comunque vicino ai minimi di 17 mesi a 1,12 dollari toccati lo scorso novembre e dopo aver registrato una perdita di oltre il 7% contro il biglietto verde nel 2021. La moneta unica passa di mano a 1,1337 dollari e 131,28 yen. In calo il dollaro rispetto alla divisa giapponese a 115,79.
Prosegue infine la corsa dei prezzi del petrolio dopo il dato sulle scorte Usa, diminuite ma meno delle aspettative. Il Brent guadagna l'1,65% e supera gli 81 dollari al barile a 81,3, mentre il Wti sale dell'1,90% a 78,44 dollari.